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Leone XIV in Angola denuncia sfruttamento e violenza in una regione di estrazione dei diamanti

(ansa)

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A Saurimo, a 800 chilometri dalla capitale Luanda, messa con 60mila fedeli nell’ultimo giorno nel Paese. Domani il trasferimento in Guinea Equatoriale, ultima tappa del viaggio africano
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Leone XIV ha denunciato lo sfruttamento e la violenza nel corso di una messa che ha celebrato oggi a Saurimo, in Angola, città vicina alla vena diamantifera del nord-est del paese.

Messa con 60mila fedeli

“Oggi vediamo che molti desideri della gente sono frustrati dai violenti, sfruttati dai prepotenti e ingannati dalla ricchezza”, ha detto il Papa durante una messa alla quale hanno partecipato 60mila fedeli. “Quando l’ingiustizia corrompe i cuori, il pane di tutti diventa possesso di pochi. Davanti a questi mali, Cristo ascolta il grido dei popoli e rinnova la nostra storia: da ogni caduta ci rialza, in ogni sofferenza ci conforta, nella missione ci incoraggia”. Il Vangelo, ha detto Leone, rende “fratelli tutti i popoli della terra. Questo è l’annuncio che trasforma il peccato in perdono. Questa è la fede che salva la vita”.

(ansa)

Un viaggio di 18mila chilometri

Prevost è giunto tre giorni fa in Ang…

Leone XIV ha denunciato lo sfruttamento e la violenza nel corso di una messa che ha celebrato oggi a Saurimo, in Angola, città vicina alla vena diamantifera del nord-est del paese.

Messa con 60mila fedeli

“Oggi vediamo che molti desideri della gente sono frustrati dai violenti, sfruttati dai prepotenti e ingannati dalla ricchezza”, ha detto il Papa durante una messa alla quale hanno partecipato 60mila fedeli. “Quando l’ingiustizia corrompe i cuori, il pane di tutti diventa possesso di pochi. Davanti a questi mali, Cristo ascolta il grido dei popoli e rinnova la nostra storia: da ogni caduta ci rialza, in ogni sofferenza ci conforta, nella missione ci incoraggia”. Il Vangelo, ha detto Leone, rende “fratelli tutti i popoli della terra. Questo è l’annuncio che trasforma il peccato in perdono. Questa è la fede che salva la vita”.

(ansa)

Un viaggio di 18mila chilometri

Prevost è giunto tre giorni fa in Angola e domani si trasferisce in Guinea Equatoriale, quarta e ultima tappa del suo viaggio di undici giorni e oltre 18mila chilometri in Africa iniziato il 13 aprile in Algeria e proseguito dal 15 al 18 in Camerun.

Nell’entroterra dell’Angola

Oggi è volato da Luanda a Saurimo, 800 chilometri a est nell’entroterra dell’Angola, e nel pomeriggio rientrerà nella capitale dove alle 17.25 incontrerà la comunità cattolica nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima. Prima della messa all’aperto nella spianata della città, il Papa ha visitato una casa di accoglienza per anziani: “La cura delle persone fragili”, ha detto, “è un segno molto importante della qualità della vita sociale di un Paese”.

“Schiavi della corruzione”

“Noi non siamo nati per diventare schiavi né della corruzione della carne, né di quella dell’anima”, ha detto Leone nell’omelia, che ha pronunciato in portoghese: “Ogni forma di oppressione, violenza, sfruttamento e menzogna nega la risurrezione di Cristo, dono supremo della nostra libertà. Questa liberazione dal male e dalla morte, infatti, non accade soltanto alla fine dei giorni, ma nella storia di tutti i giorni”.

Contro le superstizioni

In una regione dove le tradizioni ancestrali rimangono forti, il Papa ha messo in guardia dal rischio di vedere Gesù, come già facevano le folle descritte nel Vangelo, “come uno strumento per altro, un erogatore di servizi”: “Il racconto evangelico”, ha proseguito, “ci fa capire che esistono motivi sbagliati per cercare Cristo, anzitutto quando viene considerato un santone o un portafortuna. Anche il fine che quella folla si propone è inadeguato: non cercano infatti un maestro cui volere bene, ma un leader da riverire per tornaconto”.

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