NEW YORK – C’è sempre un momento in cui la cronaca tenta di ricomporre i fili per trovare una spiegazione all’orrore. Una linea che colleghi tutti i punti: i drammatici post pubblicati su Facebook da Shamar Elkins, la causa di divorzio con la moglie, il precedente con la polizia legato all’uso illegale di armi. E la presenza di una pistola che un uomo alle prese con allucinazioni non avrebbe dovuto avere. Ma in America hanno già voltato pagina: qui in certi posti le armi si trovano al supermercato negli scaffali accanto alle fiabe per bambini, in altri è vietato girare con una lattina di birra, se non occultata in un sacchetto di carta, mentre è permesso girare con un fucile da guerra poggiato sul cruscotto dell’auto. Elkins, 31 anni, ex soldato della guardia nazionale della Louisiana, disoccupato, ieri si sarebbe dovuto presentare dal giudice per la causa di divorzio da Shaneiqua Pugh, 34, sposata due anni fa.
Domenica all’alba, invece, è arrivato a sud di Shreveport, una zona in Lou…
NEW YORK – C’è sempre un momento in cui la cronaca tenta di ricomporre i fili per trovare una spiegazione all’orrore. Una linea che colleghi tutti i punti: i drammatici post pubblicati su Facebook da Shamar Elkins, la causa di divorzio con la moglie, il precedente con la polizia legato all’uso illegale di armi. E la presenza di una pistola che un uomo alle prese con allucinazioni non avrebbe dovuto avere. Ma in America hanno già voltato pagina: qui in certi posti le armi si trovano al supermercato negli scaffali accanto alle fiabe per bambini, in altri è vietato girare con una lattina di birra, se non occultata in un sacchetto di carta, mentre è permesso girare con un fucile da guerra poggiato sul cruscotto dell’auto. Elkins, 31 anni, ex soldato della guardia nazionale della Louisiana, disoccupato, ieri si sarebbe dovuto presentare dal giudice per la causa di divorzio da Shaneiqua Pugh, 34, sposata due anni fa.
Domenica all’alba, invece, è arrivato a sud di Shreveport, una zona in Louisiana di case basse e magnolie, ha sparato alla moglie, madre dei suoi quattro figli, poi è andato a piedi nell’abitazione vicina dove viveva la donna da cui aveva avuto altri tre bambini, e le ha sparato sull’uscio. Come in un’esecuzione, il veterano è entrato e ha ucciso i suoi sette i figli, andati a dormire dalla donna, e un nipote, mentre un altro bambino si è salvato fuggendo dal tetto. Le vittime sono state identificate solo a tarda notte: Jayla, 3 anni, Shayla, 5, Kayla, 6, Layla 7, Markaydon 10, Sariahh 11, Khedarrion 6, Braylon, 5. Tre maschi e cinque femmine.
Sette corpi erano all’interno della casa. L’ottavo, sul tetto. Le due donne sono ricoverate in gravi condizioni. Braccato dalla polizia, dopo aver rubato un auto, il veterano si è fermato vicino a una parrocchia ed è andato incontro agli agenti, facendosi uccidere. Helkins soffriva di manie suicide, si strappava ciocche di capelli. A Pasqua aveva telefonato in lacrime alla madre per dire che voleva farla finita. «Gli ho detto “puoi farcela, amico mio”», ha raccontato ai giornalisti il patrigno. «Lui mi aveva risposto: “Alcune persone non scappano dai propri demoni”».
«Caro Dio — aveva scritto su Facebook il 9 aprile il killer — oggi ti chiedo di aiutarmi a proteggere la mia mente e le mie emozioni. Quando emerge la negatività, ricordami di dire: “Non mi appartiene, nel nome di Gesù”». L’ultima foto con i figli era stata pubblicata sui social a Pasqua: era stata scattata all’uscita dalla messa. Gli investigatori parlano di “episodio domestico”, formula che nel linguaggio della polizia serve a delimitare il perimetro dal caso, ma in realtà non lo delimita: ciò che è domestico è più vasto e difficile da intercettare. Elkins ha continuato a vivere una vita normale sui social fino a poche ore prima di entrare in azione. Qualcuno aveva messo un like al suo post, senza capire che dietro quella preghiera c’era l’ultima richiesta d’aiuto.