✕

Le otto donne iraniane condannate a morte che la Casa Bianca dice di voler salvare

Ascolta l'audio

Ieri la mossa via social di Trump. Ma Teheran replica: “Nessuna di loro rischia l’esecuzione”. Oggi il presidente Usa ha annunciato che non verranno più giustiziate e ha ringraziato l’Iran
2 minuti di lettura

Otto foto, nessun nome. Otto giovani donne iraniane con il destino appeso a un cappio: «Ai leader iraniani che presto negozieranno con i miei rappresentanti: apprezzerei molto — scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth — la liberazione di queste donne. Sono certo che ne terranno debitamente conto. Vi prego di non fare loro alcun male». È iniziato così, ieri, il non-negoziato di Islamabad con cui iraniani e americani avrebbero già potuto archiviare la guerra dei seimila morti in sette settimane, se fossero riusciti almeno a confermare l’incontro.

«Trump è stato di nuovo tratto in inganno da una fake news», replica Mizan, l’agenzia di stampa collegata al potere giudiziario iraniano: «Alcune delle donne che sostiene stiano per essere giustiziate sono già state rilasciate — continua — mentre altre hanno accuse che, se confermate, porteranno al massimo al carcere. Nessuna di loro ha una cond…

Otto foto, nessun nome. Otto giovani donne iraniane con il destino appeso a un cappio: «Ai leader iraniani che presto negozieranno con i miei rappresentanti: apprezzerei molto — scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth — la liberazione di queste donne. Sono certo che ne terranno debitamente conto. Vi prego di non fare loro alcun male». È iniziato così, ieri, il non-negoziato di Islamabad con cui iraniani e americani avrebbero già potuto archiviare la guerra dei seimila morti in sette settimane, se fossero riusciti almeno a confermare l’incontro.

«Trump è stato di nuovo tratto in inganno da una fake news», replica Mizan, l’agenzia di stampa collegata al potere giudiziario iraniano: «Alcune delle donne che sostiene stiano per essere giustiziate sono già state rilasciate — continua — mentre altre hanno accuse che, se confermate, porteranno al massimo al carcere. Nessuna di loro ha una condanna a morte definitiva». Ma non è garanzia di vita franca, in un Paese che ha giustiziato almeno 145 persone dall’inizio dell’anno (e 1.639 nel 2025).

Tant’è, la mossa di Trump è un esempio di tattica: sposta il baricentro su un obiettivo limitato ma simbolicamente forte per ottenere un risultato dimostrabile, da presentare come prova di efficacia negoziale. E offre agli iraniani una soluzione comoda per concedere qualcosa di molto meno impegnativo di quanto si chiede loro sui temi principali, come il nucleare e Hormuz. Ma nemmeno questo, per ora, va in porto.

Gli attivisti sono riusciti a dare dei nomi a ciascuna di queste donne in pericolo. Bita Hemmati secondo la Ong Hengaw è condannata a morte insieme al marito per aver fomentato la rivolta a gennaio: è stata costretta a una confessione in tv. Golnaz Naraghi, dottoressa di pronto soccorso a Teheran, è stata arrestata a gennaio dalle forze di sicurezza. Mahboubeh Shabani a febbraio, colpevole di avere accudito i feriti nelle proteste; Panah Movahedi. Diana Taher Abadi e Ghazal Ghalandari sarebbero solo tre adolescenti, tre studentesse. Venus Hossein Nejad è una delle tre donne costrette a confessare in tv in un’inchiesta sui fedeli di confessione Baha’i; Ensieh Nejati, mamma di un bimbo di 5 anni, è stata arrestata a gennaio a Darab.

Il post del presidente rilancia quello di un giovane attivista Maga, il 23enne Eyal Yakoby, sulle otto donne che l’Iran «si prepara ad impiccare»: è ripreso dall’elenco del Lawfare Project, Ong filo israeliana americana contro l’antisemitismo.

Mercoledì il presidente americano Trump ha annunciato con un post su Truth che le otto donne non verranno giustiziate e ha ringraziato l’Iran. "Ottime notizie. Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise". E ha poi aggiunto: "Quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere".

"Apprezzo vivamente che l'Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta e abbiano annullato l'esecuzione prevista", ha messo in evidenza.

Leggi i commenti