Le otto donne iraniane condannate a morte che la Casa Bianca dice di voler salvare
di Paolo BreraOtto foto, nessun nome. Otto giovani donne iraniane con il destino appeso a un cappio: «Ai leader iraniani che presto negozieranno con i miei rappresentanti: apprezzerei molto — scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth — la liberazione di queste donne. Sono certo che ne terranno debitamente conto. Vi prego di non fare loro alcun male». È iniziato così, ieri, il non-negoziato di Islamabad con cui iraniani e americani avrebbero già potuto archiviare la guerra dei seimila morti in sette settimane, se fossero riusciti almeno a confermare l’incontro.
«Trump è stato di nuovo tratto in inganno da una fake news», replica Mizan, l’agenzia di stampa collegata al potere giudiziario iraniano: «Alcune delle donne che sostiene stiano per essere giustiziate sono già state rilasciate — continua — mentre altre hanno accuse che, se confermate, porteranno al massimo al carcere. Nessuna di loro ha una cond…
Otto foto, nessun nome. Otto giovani donne iraniane con il destino appeso a un cappio: «Ai leader iraniani che presto negozieranno con i miei rappresentanti: apprezzerei molto — scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth — la liberazione di queste donne. Sono certo che ne terranno debitamente conto. Vi prego di non fare loro alcun male». È iniziato così, ieri, il non-negoziato di Islamabad con cui iraniani e americani avrebbero già potuto archiviare la guerra dei seimila morti in sette settimane, se fossero riusciti almeno a confermare l’incontro.
«Trump è stato di nuovo tratto in inganno da una fake news», replica Mizan, l’agenzia di stampa collegata al potere giudiziario iraniano: «Alcune delle donne che sostiene stiano per essere giustiziate sono già state rilasciate — continua — mentre altre hanno accuse che, se confermate, porteranno al massimo al carcere. Nessuna di loro ha una condanna a morte definitiva». Ma non è garanzia di vita franca, in un Paese che ha giustiziato almeno 145 persone dall’inizio dell’anno (e 1.639 nel 2025).
Tant’è, la mossa di Trump è un esempio di tattica: sposta il baricentro su un obiettivo limitato ma simbolicamente forte per ottenere un risultato dimostrabile, da presentare come prova di efficacia negoziale. E offre agli iraniani una soluzione comoda per concedere qualcosa di molto meno impegnativo di quanto si chiede loro sui temi principali, come il nucleare e Hormuz. Ma nemmeno questo, per ora, va in porto.
Il post del presidente rilancia quello di un giovane attivista Maga, il 23enne Eyal Yakoby, sulle otto donne che l’Iran «si prepara ad impiccare»: è ripreso dall’elenco del Lawfare Project, Ong filo israeliana americana contro l’antisemitismo.
Mercoledì il presidente americano Trump ha annunciato con un post su Truth che le otto donne non verranno giustiziate e ha ringraziato l’Iran. "Ottime notizie. Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise". E ha poi aggiunto: "Quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere".
"Apprezzo vivamente che l'Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta e abbiano annullato l'esecuzione prevista", ha messo in evidenza.