NEW YORK – Il cessate il fuoco in Iran resta in vigore a tempo indeterminato, così come il blocco navale a Hormuz, per consentire alle trattative di proseguire. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump alla fine di una giornata piena di tensione e di colpi di scena giocati sull’orlo della guerra.
L’aereo del vice presidente Vance che doveva riprendere i colloqui oggi a Islamabad rimasto sulla pista, anche se il suo viaggio non è stato del tutto annullato. Trump aveva avvertito che era pronto a riprendere i bombardamenti ma non era disposto ad estendere la tregua. Teheran ha risposto di non essere intenzionata a sedersi al tavolo sotto la pressione del blocco navale e ha definito il prolungamento della tregua “un trucco per preparare un attacco a sorpresa”.
Ieri mattina il presidente ha detto alla Cnbc di credere che gli Usa «raggiungeranno un ottimo accordo» con l’Iran per chiudere la guerra, «penso che non abbiano scelta». Quindi ha avvertito che non era disposto ad estendere…
NEW YORK – Il cessate il fuoco in Iran resta in vigore a tempo indeterminato, così come il blocco navale a Hormuz, per consentire alle trattative di proseguire. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump alla fine di una giornata piena di tensione e di colpi di scena giocati sull’orlo della guerra.
L’aereo del vice presidente Vance che doveva riprendere i colloqui oggi a Islamabad rimasto sulla pista, anche se il suo viaggio non è stato del tutto annullato. Trump aveva avvertito che era pronto a riprendere i bombardamenti ma non era disposto ad estendere la tregua. Teheran ha risposto di non essere intenzionata a sedersi al tavolo sotto la pressione del blocco navale e ha definito il prolungamento della tregua “un trucco per preparare un attacco a sorpresa”.
Ieri mattina il presidente ha detto alla Cnbc di credere che gli Usa «raggiungeranno un ottimo accordo» con l’Iran per chiudere la guerra, «penso che non abbiano scelta». Quindi ha avvertito che non era disposto ad estendere la tregua per continuare le trattative: «Non voglio farlo. Non abbiamo molto tempo». In caso di fallimento del negoziato «mi aspetto di bombardare, perché penso che sia l’atteggiamento migliore con cui presentarsi. Siamo pronti a partire, i militari sono ansiosi di andare». Divagando dal soggetto, ha anche assicurato che «se fossi stato presidente, avrei vinto in Vietnam e Iraq molto velocemente». In seguito ha aggiunto come condizione anche il blocco dell’esecuzione di otto donne iraniane.
Nel frattempo però dalla Repubblica islamica non era ancora arrivata la conferma ufficiale dell’invio in Pakistan della delegazione guidata dal presidente del Parlamento Ghalibaf. A metà giornata fonti anonime hanno assicurato che la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei aveva dato il via libera, ma poi le divisioni all’interno del regime sono riemerse e la Guardia rivoluzionaria sarebbe riuscita ad imporre la sua linea di non tornare al tavolo fino a quando il Pentagono non avesse tolto il blocco navale da Hormuz, considerato una violazione del cessate il fuoco. Il futuro controllo dello Stretto è una questione centrale ancora non risolta, come il diritto di continuare l’arricchimento dell’uranio a scopi civili e il destino degli oltre 400 chili di questo materiale utile a costruire l’atomica ancora nelle mani di Teheran.
La situazione non si è sbloccata e la partenza della delegazione iraniana per Islamabad è stata congelata, secondo il ministero degli Esteri a causa «dei messaggi contraddittori, il comportamento incoerente e le azioni inaccettabili da parte americana». Così anche l’aereo di Vance non è decollato da Washington, mentre i negoziatori Witkoff e Kushner, che dovevano volare direttamente dalla Florida al Pakistan, sono partiti invece per la capitale americana. Poco dopo la Cnn ha rivelato che l’amministrazione Usa ha imposto nuove sanzioni contro la Repubblica islamica, per punirla del blocco di Hormuz e spingerla a cedere nel negoziato.
Nella serata italiana però Trump ha cambiato tutto, scrivendo sui social: «Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato domandato di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria. Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e rimanere pronte e operative, estendendo il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni concluse, in un modo o nell’altro». Quindi la Casa Bianca ha richiamato a Washington l’ambasciatore in Israele, Mike Huckabee, per fare il punto sulla crisi.