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Leone XIV: “Proteggere gli innocenti, non accetto la guerra”. Migranti trattati “peggio di animali”

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Sul volo di ritorno dall’Africa il Papa in conferenza stampa racconta che porta con sé la foto del bambino libanese ucciso dall’aviazione israeliana che lo aveva salutato durante il viaggio a Beirut. Coppie gay in Germania, no alle benedizioni formalizzate ma Chiesa aperta a “tutti, tutti, tutti” come diceva Francesco
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“Come Chiesa - lo dico di nuovo - come pastore, non posso essere a favore della guerra”. Lo ha detto Leone XIV nel corso della conferenza stampa che ha tenuto sul volo da Malabo a Roma con i giornalisti al seguito del suo viaggio in Africa. Il Papa, che all’inizio della trasferta è stato attaccato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha ribadito l’importanza del diritto internazionale, ha detto che bisogna “proteggere gli innocenti”, a partire dai bambini che sono morti sotto le bombe in Iran e in Libano, ed ha raccontato, in particolare, che porta con sé la foto del bambino libanese ucciso dall’aviazione israeliana che lo aveva salutato durante il viaggio a Beirut. Robert Francis Prevost ha anche denunciato il fatto che gli immigrati che dal Sud del mondo arrivano al Nord vengono trattati “peggio degli animali”.

Undici giorni in Africa

In undici giorni, dal 13 aprile ad oggi, il Pontefice nato a Chicago ha visitato Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.

Iran, “prote…

“Come Chiesa - lo dico di nuovo - come pastore, non posso essere a favore della guerra”. Lo ha detto Leone XIV nel corso della conferenza stampa che ha tenuto sul volo da Malabo a Roma con i giornalisti al seguito del suo viaggio in Africa. Il Papa, che all’inizio della trasferta è stato attaccato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha ribadito l’importanza del diritto internazionale, ha detto che bisogna “proteggere gli innocenti”, a partire dai bambini che sono morti sotto le bombe in Iran e in Libano, ed ha raccontato, in particolare, che porta con sé la foto del bambino libanese ucciso dall’aviazione israeliana che lo aveva salutato durante il viaggio a Beirut. Robert Francis Prevost ha anche denunciato il fatto che gli immigrati che dal Sud del mondo arrivano al Nord vengono trattati “peggio degli animali”.

Undici giorni in Africa

In undici giorni, dal 13 aprile ad oggi, il Pontefice nato a Chicago ha visitato Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.

Iran, “proteggere gli innocenti”

“Ho appena visto la lettera di alcune famiglie dei bambini che sono morti nel primo giorno dell’attacco” in Iran, ha detto il Papa a quanto riportato da Vatican News. “E loro parlano del fatto che ormai hanno perso i loro figli, le figlie, i bambini che sono morti”. Al giornalista che gli domandava se auspicasse un cambio di regime a Teheran, “non è una questione se si cambia o non si cambia un regime", ha risposto il Papa, “la questione è come promuovere i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti".

"Con me la foto del bambino ucciso a Beirut”

"È molto importante che gli innocenti siano protetti, come non è avvenuto in diversi luoghi”, ha detto Leone. “Io porto con me una foto di un bambino musulmano che nella visita in Libano stava lì aspettando con un cartello dicendo ‘Benvenuto Papa Leone’ (Jawad Ali Ahmad, ndr.), poi in questa ultima parte della guerra è stato ucciso. Sono tante le situazioni umane e penso che dobbiamo avere la capacità di pensare in questa forma. Come Chiesa - lo dico di nuovo - come pastore, non posso essere a favore della guerra. E vorrei incoraggiare tutti a fare gli sforzi per cercare risposte che vengono da una cultura di pace e non di odio e divisione.

No alla pena di morte

Alla giornalista statunitense che gli domandava se condannasse le esecuzioni di esponenti dell’opposizione e l’uccisione di migliaia di cittadini in Iran, il Papa ha risposto: “Io condanno tutte le azioni ingiuste. Condanno l’uccisione di persone. Condanno la pena di morte. Credo che la vita umana debba essere rispettata e che la vita di tutte le persone — dal concepimento alla morte naturale — debba essere rispettata e protetta. Quindi quando un regime, quando un Paese prende decisioni che tolgono ingiustamente la vita ad altre persone, è evidentemente qualcosa che va condannato”.

Migranti, cosa fa il nord?

In vista del suo prossimo viaggio internazionale che compirà a Madrid, Barcellona e nelle isole Canarie, dove sbarcano molti migranti africani, una giornalista spagnola ha sollecitato il Papa sui migranti. “Una risposta mia inizia con una domanda: cosa fa il Nord del mondo per aiutare il Sud del mondo o quei Paesi dove i giovani oggi non trovano un futuro e quindi vivono questo sogno di voler andare verso il Nord?”. Il Papa ha precisato che “uno Stato ha il diritto di porre regole alle sue frontiere, non dico che tutti debbano entrare senza un ordine”. Però, “mi chiedo”, ha aggiunto: “Cosa facciamo nei Paesi più ricchi per cambiare la situazione nei Paesi più poveri?”. Se l’Africa è sfruttata per i suoi minerali, “a livello mondiale dovremmo lavorare di più per promuovere maggiore giustizia, uguaglianza e lo sviluppo di questi Paesi africani perché non abbiano la necessità di emigrare in altri Paesi”. In ogni caso, ha puntualizzato il Papa, i migranti “sono esseri umani e dobbiamo trattare gli esseri umani in modo umano, non trattarli molte volte peggio degli animali”.

Gay, la benedizione delle coppie in Germania

La Santa Sede “ha chiarito", ha detto il Papa, ai vescovi tedeschi che "non siamo d'accordo con la benedizione formalizzata di coppie omosessuali". Ma Leone ha citato anche la frase del suo predecessore Francesco "tutte le persone ricevono benedizioni". "La nota espressione 'tutti, tutti, tutti', è una espressione nella convinzione che nella Chiesa tutti sono benvenuti, tutti sono invitati a seguire Gesù e a cercare la conversione nella loro vita". Il Papa rispondeva ad una domanda di una giornalista tedesca sulla decisione del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, di concedere il permesso di benedire le coppie dello stesso sesso nella sua diocesi. Leone ha evocato l’istruzione Fiducia supplicans con la quale Bergoglio ha aperto a tale benedizione ma solo alle persone e non con un rito formale. “Andare oltre questo oggi, credo possa causare più disunione che unità, e che dovremmo cercare di costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna”, ha detto Leone. Più in generale, è “molto importante capire che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno a questioni sessuali”, ha detto il Papa. “Tendiamo a pensare che quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema morale sia quello sessuale. In realtà credo che ci siano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà degli uomini e delle donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità rispetto a quella particolare questione”.

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