NEW YORK – Nel mezzo del più teso confronto navale tra Stati Uniti e Iran, il Pentagono ha licenziato il segretario della Marina John Phelan. E’ stato il portavoce del ministero della Guerra, Sean Parnell, ad annunciarlo mercoledì su X, dicendo che il capo della Marina avrebbe lasciato l’amministrazione americana «con effetto immediato», formula che nel linguaggio di Washington indica solo una cosa: è stato cacciato.
Secondo alcuni funzionari di governo, Phelan, intravisto nelle stesse ore alla Casa Bianca, era stato informato poco prima che la notizia diventasse pubblica, mentre Laura Loomer, influencer e consigliera molto ascoltata da Donald Trump, sostiene che il segretario della Marina lo abbia scoperto leggendo il post su X. In ogni caso il segretario alla Difesa Pete Hegseth non lo sopportava più: temeva di essere scavalcato nel rapporto personale con Trump, dd era irritato dalla sua amicizia diretta con il presidente. Investitore finanziario e generoso donatore alla campagna de…
NEW YORK – Nel mezzo del più teso confronto navale tra Stati Uniti e Iran, il Pentagono ha licenziato il segretario della Marina John Phelan. E’ stato il portavoce del ministero della Guerra, Sean Parnell, ad annunciarlo mercoledì su X, dicendo che il capo della Marina avrebbe lasciato l’amministrazione americana «con effetto immediato», formula che nel linguaggio di Washington indica solo una cosa: è stato cacciato.
Secondo alcuni funzionari di governo, Phelan, intravisto nelle stesse ore alla Casa Bianca, era stato informato poco prima che la notizia diventasse pubblica, mentre Laura Loomer, influencer e consigliera molto ascoltata da Donald Trump, sostiene che il segretario della Marina lo abbia scoperto leggendo il post su X. In ogni caso il segretario alla Difesa Pete Hegseth non lo sopportava più: temeva di essere scavalcato nel rapporto personale con Trump, dd era irritato dalla sua amicizia diretta con il presidente. Investitore finanziario e generoso donatore alla campagna del tycoon, Phelan era un frequentatore del resort Mar-a-Lago, in Florida. In una audizione al Congresso si era vantato di poter telefonare a Trump nel cuore della notte.
Secondo fonti dell’amministrazione, ha pagato il fatto di «pensare di dare ordini, invece di eseguirli». Arrivato a marzo dell’anno scorso, Phelan aveva suscitato dubbi per la totale inesperienza nella Marina, ma Trump lo aveva presentato come l’outsider che avrebbe «dato una scossa alla burocrazia». A ottobre, però, era stato silurato il capo del suo staff, John Harrison. Ufficialmente, i dissapori con Hegseth sono nati sulla gestione del piano di costruzione della nuova “Golden fleet”, la super flotta voluta da Trump. Phelan è stato accusato di non aver accelerato le procedure. Secondo fonti di governo, Hegseth si è consultato con Trump ed entrambi «hanno concordato sulla necessità di una nuova leadership». Il nome di Phelan, tra l’altro, era finito nell’elenco delle persone che avevano volato sul Lolita Express, il jet privato di Jeffrey Epstein, finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019.
L’epurazione segue di poco quella del Capo di Stato Maggiore dell’esercito Randy George, cacciato senza una spiegazione ufficiale mentre le forze armate stavano rafforzando la propria presenza in Medio Oriente; quella del generale David Hodne, che guidava il Comando per l’addestramento dei soldati; e quella del maggiore generale William Green, a capo del Corpo dei cappellani militari.
Secondo un contrammiraglio in pensione, Mark Montgomery, il licenziamento di Phelan non avrà un impatto particolare sul conflitto con l’Iran: «È importante per il dipartimento, non per le operazioni militari», ha spiegato. Come sostituto ad interim il presidente ha chiamato Hung Cao, 54 anni, ex ufficiale della Marina e candidato repubblicano al Senato in Virginia. Considerato un fedelissimo di Trump, è un rifugiato vietnamita definito dal presidente «l’incarnazione del sogno americano».