Trump attacca Harry, Starmer e Meghan. Ma salva re Carlo (che lunedì andrà in visita negli Usa)
di Enrico FranceschiniDonald Trump torna ad attaccare il Regno Unito e il suo governo, salvando dalle critiche una sola persona: re Carlo, che lunedì andrà a fargli visita negli Stati Uniti. Il presidente americano se la prende con il principe Harry, “difendo più io di lui gli interessi di Londra”, con Meghan Markle, la moglie di Harry, che prende in giro chiedendo maliziosamente “come se la passa?”, con il primo ministro britannico Keir Starmer, “se non cambia linea è finito”, ma descrive Carlo III come “un amico” e afferma che la visita del sovrano negli Usa potrebbe “assolutamente migliorare” le relazioni fra i due Paesi, scese recentemente a uno dei punti più bassi dal dopoguerra.
La minaccia di strappare a Londra le isole Falkland
In parte, le frecciate del capo della Casa Bianca, espresse in un’intervista telefonica di cinque minuti con la Bbc, rientrano nell’abituale repertorio di quando parla a ruota libera. In parte sono accompagnate da moniti concreti: il presidente minaccia di imporre nuovi dazi…
Donald Trump torna ad attaccare il Regno Unito e il suo governo, salvando dalle critiche una sola persona: re Carlo, che lunedì andrà a fargli visita negli Stati Uniti. Il presidente americano se la prende con il principe Harry, “difendo più io di lui gli interessi di Londra”, con Meghan Markle, la moglie di Harry, che prende in giro chiedendo maliziosamente “come se la passa?”, con il primo ministro britannico Keir Starmer, “se non cambia linea è finito”, ma descrive Carlo III come “un amico” e afferma che la visita del sovrano negli Usa potrebbe “assolutamente migliorare” le relazioni fra i due Paesi, scese recentemente a uno dei punti più bassi dal dopoguerra.
La minaccia di strappare a Londra le isole Falkland
In parte, le frecciate del capo della Casa Bianca, espresse in un’intervista telefonica di cinque minuti con la Bbc, rientrano nell’abituale repertorio di quando parla a ruota libera. In parte sono accompagnate da moniti concreti: il presidente minaccia di imporre nuovi dazi doganali alla Gran Bretagna, se il governo Starmer imporrà una tassa supplementare alle aziende digitali americane; e il Pentagono avverte che potrebbe riconsiderare i diritti di Londra sulle Falkland, le isole dell’Atlantico meridionale, una colonia britannica dal 1832, invase dall’Argentina nel 1982 e riconquistate in quello stesso anno dal Regno Unito con una guerra che fece centinaia di morti e migliaia di feriti. Immediata la reazione di Downing Street: “La sovranità sulle Falkland è britannica e non si discute”.
La polemica con Harry
A innescare la nuova polemica sono state alcune dichiarazioni di Harry, arrivato a sorpresa a Kiev per esprimere sostegno all’Ucraina nel conflitto con la Russia. “L’America dovrebbe onorare i propri obblighi nei trattati internazionali e il proprio ruolo nel mantenimento dell’ordine globale”, ha detto il secondogenito di re Carlo partecipando a un convegno, riferendosi in particolare agli accordi per proteggere l’Ucraina di cui Washington fu uno dei garanti quando Kiev nei primi anni Novanta accettò di consegnare alla Russia le centinaia di missili nucleari stazionati sul proprio territorio in era sovietica. “Lo ringrazio di questi grandi consigli”, ha ironizzato Trump nell’intervista alla Bbc. “Una cosa è certa”, ha aggiunto, “il principe Harry non parla per il Regno Unito, penso di parlare a nome del Regno Unito molto più io di lui”. Il presidente, che all’epoca della rottura di Harry e Meghan con la famiglia reale e del loro trasferimento in California disse che Harry aveva bisogno “di molta fortuna” nel proprio matrimonio, ha poi proseguito con il sarcasmo, chiedendo: “Come se la passa Harry? E come sta sua moglie? Vi prego di trasmetterle i miei saluti”.
Le critiche a Starmer
Commentando lo scandalo scoppiato a Londra attorno alle dimissioni di Peter Mandelson da ambasciatore negli Usa, Trump ha quindi detto che il primo ministro Starmer “può riprendersi solo se ferma l’immigrazione e apre il mare del Nord a maggiori trivellazioni petrolifere, altrimenti è finito”. Ha inoltre ribadito di non essere “contento” del mancato sostegno militare degli alleati della Nato, a cominciare dal Regno Unito, nella guerra in Iran. Ma a una domanda sulla possibilità che la visita di re Carlo possa riparare i recenti danni nelle relazioni fra Usa e Gran Bretagna, ha risposto: “Assolutamente sì. Il re è una persona fantastica. Lo conosco da anni, lo conosco bene. La visita potrebbe avere senz’altro un effetto positivo”.
Lo scandalo Epstein
Per Carlo si tratta indubbiamente della missione all’estero più delicata e importante da quando è salito al trono tre anni e mezzo fa. Durerà quattro giorni e coincide con le celebrazioni del 250enario degli Stati Uniti, nati proprio dalla guerra d’indipendenza contro la Gran Bretagna di cui erano stati in precedenza una colonia. Nel mondo politico britannico c’è chi avrebbe voluto cancellarla in segno di protesta per le minacce e gli insulti di Trump a Londra, ma Downing Street ha autorizzato il viaggio del re, e anzi probabilmente l’ha voluto, proprio nella speranza che serva a migliorare i rapporti con la Casa Bianca. Per il sovrano è una visita difficile anche per altri motivi. Non è in programma un suo incontro con Harry, con il quale si è notevolmente raffreddato dopo le accuse rivolte dal figlio alla famiglia reale negli scorsi anni. E Buckingham Palace ha reso noto che il re non incontrerà le vittime dello scandalo Epstein, una decisione criticata dal fratello di Virginia Giuffrè, la donna che ha accusato l’ex-principe Andrea, fratello minore di Carlo, di avere abusato sessualmente di lei quando era minorenne.