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Maxi prestito all’Ucraina e cautela sull’adesione. Zelensky: siamo pronti

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Il Consiglio informale di Cipro conferma la cessione di 90 miliardi e il ventesimo pacchetto di sanzioni a Mosca. La cena tra i leader
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Agia Napa (Cipro) – Aprire subito i negoziati per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Il giorno dopo il via libera al prestito di 90 miliardi a Kiev e al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, l’Unione tenta uno scatto a favore di Volodymyr Zelensky. Prima dell’inizio del vertice informale dei leader Ue a Cipro, infatti, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, hanno incontrato il capo ucraino mettendo in campo un’accelerazione nel percorso di ingresso nell’Unione del Paese sotto attacco da parte di Mosca.

«I presidenti — si legge in una nota congiunta — hanno elogiato i significativi progressi compiuti dall’Ucraina nel suo percorso di adesione all’Ue» e hanno invitato «ad aprire senza indugio i capitoli negoziali». Nell’incontro trilaterale, svoltosi a Nicosia, è stata anche sottolineata «la recente adozione, da parte del Parlamento ucraino, della legislazione necessaria che sbloccherà ulteriori finanziamenti…

Agia Napa (Cipro) – Aprire subito i negoziati per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Il giorno dopo il via libera al prestito di 90 miliardi a Kiev e al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, l’Unione tenta uno scatto a favore di Volodymyr Zelensky. Prima dell’inizio del vertice informale dei leader Ue a Cipro, infatti, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, hanno incontrato il capo ucraino mettendo in campo un’accelerazione nel percorso di ingresso nell’Unione del Paese sotto attacco da parte di Mosca.

«I presidenti — si legge in una nota congiunta — hanno elogiato i significativi progressi compiuti dall’Ucraina nel suo percorso di adesione all’Ue» e hanno invitato «ad aprire senza indugio i capitoli negoziali». Nell’incontro trilaterale, svoltosi a Nicosia, è stata anche sottolineata «la recente adozione, da parte del Parlamento ucraino, della legislazione necessaria che sbloccherà ulteriori finanziamenti nell’ambito dello strumento per l’Ucraina», e sono stati rilevati «i progressi nelle riforme finora raggiunti da Kiev in circostanze difficili». Per Costa, il prestito da 90 miliardi e le nuove sanzioni contro il Cremlino rappresentano il presupposto per una «pace giusta» e anche per «guardare avanti e preparare il passo successivo: avviare il primo ciclo di colloqui per l’adesione di Kiev all’Ue». Per l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, allora, «oggi stiamo discutendo anche su come accelerare questo processo».

Un invito colto al balzo da Zelensky, presente come ospite al summit cipriota: «Meritiamo la piena adesione, non simbolica. Perché stiamo difendendo l’Europa».

Anche se lo sprint tentato da von der Leyen e Costa non sembra totalmente condiviso dai 27. I dubbi e le perplessità non mancano e sono piuttosto diffusi. Basta sentire il presidente francese, Emmanuel Macron, per capire la difficoltà del percorso e quanta prudenza viene usata: «Ci sarà un dibattito sui capitoli di adesione Ue. Credo che la cosa importante sia che la Commissione possa fornire un calendario preciso e iniziative da intraprendere nelle prossime settimane per l’Ucraina e la Moldavia, che attendono l’apertura di questi capitoli». Il premier olandese, Rob Jetten, è ancora più esplicito: «L’Ucraina ha un futuro nella famiglia europea e tutti noi dobbiamo sostenerla nelle riforme necessarie, ma è troppo presto per fissare una data per la sua adesione». Semmai «dobbiamo cercare modi creativi per garantire che gli ucraini o altri paesi candidati possano entrare a far parte dell’Unione, ma l’adesione è possibile solo quando tutti i criteri sono soddisfatti». Più o meno la stessa valutazione del belga Bart De Wever: «Si deve restare su un approccio basato sul merito: non sono possibili corsie preferenziali». A suo giudizio, è più probabile che si vada ad un’Unione a più velocità (idea sostenuta anche dall’Olanda) ma «un’adesione piena dell’Ucraina a breve termine non è realistica».

Intanto il presidente ucraino incassa il prestito di 90 miliardi di euro: «Rafforzerà il nostro esercito, renderà l’Ucraina più resiliente e ci consentirà di adempiere ai nostri obblighi sociali nei confronti degli ucraini, come previsto dalla legge. È fondamentale che l’Ucraina si assicuri questo livello di sicurezza finanziaria, dopo oltre quattro anni di guerra su vasta scala». La prima tranche di finanziamento dovrebbe essere disponibile già a maggio. Nel frattempo, è l’auspicio di Zelensky, «il presidente Trump, il presidente Xi, il primo ministro Modi e altri leader mondiali influenti dovrebbero dire a Putin che deve fermare questa guerra. Non possono dire all’Ucraina: “Dovete fermare la guerra”. Non siamo noi gli aggressori».

Ma anche la guerra in Ucraina non sembra destinata a finire in tempi brevi. E l’ingresso di Kiev nell’Unione non è segnato nell’agenda dei prossimi mesi.

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