Combattimenti e intensi scambi di colpi di arma da fuoco sono in corso fin dalle prime ore di questa mattina alla periferia della capitale maliana Bamako e in diverse località dell’interno del Paese tra militari e “gruppi terroristici” che hanno condotto numerosi attacchi coordinati. I ribelli tuareg maliani hanno dichiarato a metà giornata di aver preso il controllo della città chiave di Kidal.
“Gruppi armati terroristici, non ancora identificati, hanno preso di mira nelle prime ore di questa mattina alcuni punti e caserme della capitale e dell’interno” del Mali, afferma l’esercito maliano in un comunicato. “Le nostre forze di difesa e sicurezza sono attualmente impegnate a neutralizzare gli assalitori”, aggiunge il comunicato. In un comunicato separato, l’esercito ha indicato c…
Combattimenti e intensi scambi di colpi di arma da fuoco sono in corso fin dalle prime ore di questa mattina alla periferia della capitale maliana Bamako e in diverse località dell’interno del Paese tra militari e “gruppi terroristici” che hanno condotto numerosi attacchi coordinati. I ribelli tuareg maliani hanno dichiarato a metà giornata di aver preso il controllo della città chiave di Kidal.
“Gruppi armati terroristici, non ancora identificati, hanno preso di mira nelle prime ore di questa mattina alcuni punti e caserme della capitale e dell’interno” del Mali, afferma l’esercito maliano in un comunicato. “Le nostre forze di difesa e sicurezza sono attualmente impegnate a neutralizzare gli assalitori”, aggiunge il comunicato. In un comunicato separato, l’esercito ha indicato che “la situazione è sotto controllo” nonostante si continuino a udire spari e che “diversi terroristi sono stati neutralizzati e attrezzature distrutte”.
A metà giornata, elicotteri dell’esercito, che hanno condotto attacchi, sorvolavano ancora Bamako, nei pressi dell’aeroporto, ha constatato un giornalista dell’Afp. Il Mali, Paese del Sahel guidato da una giunta militare, è alle prese con oltre un decennio di conflitti e violenze jihadiste.
A Bamako, tre le strade deserte si sono sentite esplosioni a intervalli fin dalle prime ore del mattino, riporta un giornalista dell’Afpsecondo il quale gli spari arrivavano dalla base 101 di Senou, zona dove si trova anche l’aeroporto di Bamako.
Nel settembre 2024, i jihadisti del Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani avevano rivendicato un doppio attacco di rara portata contro l’aeroporto militare di Bamako e contro la scuola di gendarmeria poco distante, causando più di 70 morti e 200 feriti.
Kidal, città chiave
Sul terreno sabato, i jihadisti e la ribellione maliana del Fronte di Liberazione dell’Azawad (Fla) hanno combattuto insieme contro l’esercito. I ribelli tuareg del Fla affermano di aver preso il controllo della città chiave di Kidal, nel nord, dopo aver attaccato questo ex bastione della loro ribellione che finora era occupato dall’esercito maliano e da militari russi.
“La città di Kidal è passata sotto il controllo delle nostre forze armate”, ha scritto il gruppo Fla in un messaggio su Facebook. “Le nostre truppe del Fla controllano Kidal, la maggior parte di Kidal. Il governatore di Kidal si è rifugiato con i suoi uomini nell’ex campo della Minusma”, la missione dell’Onu chiusa alla fine del 2023, ha dichiarato all’Afp Mohamed Elmaouloud Ramadane, portavoce dei ribelli maliani.
Intensi scambi di colpi di arma da fuoco sono arrivati anche dalla città vicina a Bamako, Kati, che ospita la residenza del capo della giunta, il generale Assimi Goïta, secondo testimoni, una fonte della sicurezza e un eletto.
Incertezza anche sulle sorti del ministro della Difesa, il generale Sadio Camara. Secondo alcuni abitanti, la residenza del ministro è stata teatro di una forte esplosione che ha causato ingenti danni materiali, distruggendo gran parte dell’edificio. Secondo l’entourage del ministro, il generale Camara si trovava fuori casa al momento dell’esplosione ed è “sano e salvo”.
Sui social network, abitanti di Kati e della zona aeroportuale hanno pubblicato immagini delle loro case distrutte dalle esplosioni. “A Kati siamo ancora rintanati”, ha confidato un abitante all’Afp. “Sentiamo attacchi aerei fin dentro le nostre case”, ha dichiarato un altro residente di Kati.
Oltre a Bamako e Kati, esplosione sono state riportate anche a Gao, la più grande città del nord del Mali, e nella località di Sévaré. L’ambasciata degli Stati Uniti a Bamako e l’Onu hanno chiesto ai loro dipendenti di evitare ogni spostamento non essenziale e di restare a casa.
“Stiamo affrontando una vasta offensiva coordinata in tutto il Paese a un livello senza precedenti dal 2012, quando il governo ha perso metà del territorio. Ci sono state gravi falle nella sicurezza a Bamako”, ha dichiarato all’Afp Charlie Werb, analista della società di consulenza Aldebaran Threat Consultants (Atc).
Il Mali è governato da militari saliti al potere con due colpi di Stato nel 2020 e nel 2021. Il Paese è alle prese dal 2012 con una profonda crisi di sicurezza alimentata in particolare dalle violenze di gruppi jihadisti affiliati ad Al-Qaeda e allo Stato islamico (EI), oltre che da gruppi criminali comunitari e movimenti indipendentisti.