Lo strano sorriso di Hegseth e la “profezia” sui colpi: vola la teoria del complotto
di Massimo BasileNEW YORK - Le lacrime della vedova. La profezia della portavoce. L’avvertimento dato a una giornalista. Le falle della sicurezza nell’hotel più blindato di Washington. Il sorriso del capo del Pentagono. In America di complotti si muore e si sopravvive, e la storia si ripete anche adesso, a poche ore dall’attentato al gala dei corrispondenti della Casa Bianca. Da settimane la base Maga aveva sollevato dubbi su quello a Donald Trump avvenuto a Butler, in Pennsylvania, nel 2024, e risultato decisivo per la vittoria del presidente. Ma adesso i complottisti hanno aggiunto un nuovo mistero: l’attentato di sabato notte. Sarebbe una messa in scena, sostengono. Lo dicono anche a Teheran. L’agenzia di stampa Tasnin sottolinea che l'attacco “ha suscitato dubbi e molti interrogativi fin dai primi minuti”. “Trump vuole forse sfruttarla in vista delle prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, o intende usarla contro l’Iran o un altro Paese?”, scrive, sottolineando come il presidente ave…
NEW YORK - Le lacrime della vedova. La profezia della portavoce. L’avvertimento dato a una giornalista. Le falle della sicurezza nell’hotel più blindato di Washington. Il sorriso del capo del Pentagono. In America di complotti si muore e si sopravvive, e la storia si ripete anche adesso, a poche ore dall’attentato al gala dei corrispondenti della Casa Bianca. Da settimane la base Maga aveva sollevato dubbi su quello a Donald Trump avvenuto a Butler, in Pennsylvania, nel 2024, e risultato decisivo per la vittoria del presidente. Ma adesso i complottisti hanno aggiunto un nuovo mistero: l’attentato di sabato notte. Sarebbe una messa in scena, sostengono. Lo dicono anche a Teheran. L’agenzia di stampa Tasnin sottolinea che l'attacco “ha suscitato dubbi e molti interrogativi fin dai primi minuti”. “Trump vuole forse sfruttarla in vista delle prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, o intende usarla contro l’Iran o un altro Paese?”, scrive, sottolineando come il presidente avesse poco dopo pubblicato un post per dire che lui sarebbe tornato al gala per riprendere la cena, versione mondana di quel “Fight Fight Fight”, l’appello a lottare, che lo aveva trasformato in un’icona dopo l’attentato del 2024.
Tre ore dopo l’attentato, è diventato virale sui social un video in stile Lego creato dagli iraniani in cui si ironizza sull’attentato e si lancia il sospetto che fosse tutto studiato: Trump viene presentato con il cappellino Maga e circondato di pannoloni.
Sappiamo che alle 20,36 un californiano di 31 anni, Cole Tomas Allen, ingegnere meccanico, ha attraversato di corsa la lobby dell’hotel Hilton di Washington per raggiungere la ballroom dove era in corso il gala dei corrispondenti, in cui erano presenti il presidente degli Stati Uniti e la first lady, il vicepresidente e altri membri dell’amministrazione. Sono stati sparati sei colpi. Allen avrebbe ferito un agente del Secret Service, prima di essere immobilizzato, denudato ma non ucciso. Già questo ha scatenato i primi sospetti tra gli americani: sui social si sono chiesti perché decine di agenti in servizio nell’hotel non gli avessero sparato, nonostante Allen fosse armato di fucile, pistola e coltelli. “Faceva parte dell’accordo per mettere in piedi la sceneggiata?”, scrivono sulla rete. Come ha fatto Allen, chiedono, ad arrivare a pochi metri dalla ballrooom, passando attraverso un corridoio in cui c’erano almeno venti agenti della sicurezza? Le immagini di una telecamera interna all’hotel mostrano l’attentatore correre armato e approfittare di un momento in cui gli addetti al Secret Service sembrano rilassati.
Su X The Maga Report sostiene che lo sparatore avesse sul suo account il simbolo delle Forze di difesa israeliane, prima che il profilo venisse rimosso. Le scene caotiche dopo l’allarme generano nuovi sospetti, come le lacrime di Erika Kirk, vedova dell’attivista di destra Charlie Kirk ucciso in un attentato a settembre e considerata dagli stessi Maga una “attrice, che lascia l’hotel e, appena arrivata davanti alle telecamere, dice “voglio solo andare a casa”, piangendo in modo teatrale. A mezzanotte sul social X negli Stati Uniti la parola trend è già diventata “staged”, “messa in scena”.
Diventa virale l’immagine di un uomo che si avvicina alla coppia presidenziale, sussurra qualcosa e mostra un biglietto - e per la rete è come se fossero istruzioni - pochi attimi primi che si sentano le esplosioni. E poi il video con la profezia della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che a Fox, aveva detto sorridendo: “Il discorso di stasera sarà il classico Donald Trump. Si spareranno alcuni colpi”. Ma “shots fired” è anche un modo di dire “frecciate pesanti”.
E quello del collegamento telefonico con Fox News della giornalista Aisah Hasnie, che era seduta al gala accanto al marito della portavoce della Casa Bianca, Nicholas Riccio. «Era uno dei nostri ospiti - racconta - era seduto accanto a me. Proprio quando la cena stava per iniziare, è stato suonato l’inno nazionale, lui si è chinato verso di me e ha detto con tono serio: “Ti ho vista in tv, fai un ottimo lavoro, ma devi stare molto attenta”. Si è guardato intorno e mi ha detto: ‘Ci sono alcuni’…». Ma a quel punto il collegamento cade. E poi la foto scattata dalla Reuters di un dietro le quinte del capo del Pentagono Pete Hegseth, che sorride in modo incongruo dopo l'attentato. E la reazione di Dana White, boss delle arti marziali miste e amico di Trump, che dice ai giornalisti, lasciando l’hotel: “E’ stato fottutamente fantastico, mi sono goduto ogni singolo minuto, è stata un’esperienza piuttosto folle e unica”. La nipote di Trump, Mary L. Trump, scrive su X: “Strano che Donald non si fosse alzato, avesse mostrato il pugno e detto: Fight, Fight, Fight”, come a Butler.
Alla fine arrivano le parole del presidente nel suo messaggio dalla Casa Bianca. Non sono piene di rabbia, ma misurate, invitano all’unità. E poi dice: “Se avessimo avuto già la ballroom qui avremmo ospitato il gala”. Negli stessi minuti su X decine di account, tra cui molti troll, rilanciano la richiesta di far costruire la sala da ballo come aveva chiesto il presidente. Ma c’è chi va oltre, come l’account TaraBull, che semina una nuova pista - “Ora sapete perché non vogliono che Trump costruisca una sala da ballo” - evocando un complotto globale per colpire il presidente. E non è che con il passare delle ore, tutto si allenterà. Aspettiamoci nuove rivelazioni, ipotesi e sospetti.