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Ecco come i russi hanno hackerato i telefoni di ministre e parlamentari tedesche attraverso Signal

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Secondo Spiegel, l’Intelligence interna ha verificato l’accesso al sistema di messaggistica della presidente del Bundestag, di Karin Prien e di Verena Hubertz
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BERLINO – La presidente del Bundestag, Julia Klöckner e almeno due ministre del governo Merz, Karin Prien (Famiglia) e Verena Hubertz (Edilizia) sono rimaste vittime di un tentativo di fishing sul sistema di messaggistica Signal. E ieri sera il governo ha confermato i sospetti che si tratta di un attacco russo. Secondo il settimanale Spiegel, che ha rivelato la notizia, il tentativo di agganciare i cellulari attraverso Signal avrebbe colpito almeno trecento politici, diplomatici, giornalisti e militari.

Il Verfassungsschutz, l’intelligence interna, ha verificato il cellulare di Friedrich Merz per escludere che anche il cancelliere sia stato vittima dall’intrusione russa: le comunicazioni del presidio della Cdu, di cui Klöckner fa parte, avvengono regolarmente su Signal. L’intelligence indaga da febbraio sull’operazione di spionaggio lanciata attraverso quel sistema di messaggistica, peraltro bandito in Russia.

L’aggressione avveniva attraverso un messaggio che invitava gli utenti a in…

BERLINO – La presidente del Bundestag, Julia Klöckner e almeno due ministre del governo Merz, Karin Prien (Famiglia) e Verena Hubertz (Edilizia) sono rimaste vittime di un tentativo di fishing sul sistema di messaggistica Signal. E ieri sera il governo ha confermato i sospetti che si tratta di un attacco russo. Secondo il settimanale Spiegel, che ha rivelato la notizia, il tentativo di agganciare i cellulari attraverso Signal avrebbe colpito almeno trecento politici, diplomatici, giornalisti e militari.

Il Verfassungsschutz, l’intelligence interna, ha verificato il cellulare di Friedrich Merz per escludere che anche il cancelliere sia stato vittima dall’intrusione russa: le comunicazioni del presidio della Cdu, di cui Klöckner fa parte, avvengono regolarmente su Signal. L’intelligence indaga da febbraio sull’operazione di spionaggio lanciata attraverso quel sistema di messaggistica, peraltro bandito in Russia.

L’aggressione avveniva attraverso un messaggio che invitava gli utenti a inserire il Pin, pena l’esclusione da Signal. Chi seguiva le istruzioni perdeva l’accesso al proprio account: i russi si impossessavano del sistema di messaggistica, accedevano e partecipavano a conversazioni, estraevano foto e contenuti multimediali.

Martedì scorso il Verfassungsschutz aveva avvisato i membri del Bundestag in un rapporto di venti pagine dall’attacco in corso: “è ragionevole pensare che molti gruppi Signal vengano spiati attualmente dagli aggressori”. Il documento conteneva consigli per scongiurare la trappola dei finti messaggi-esca e rivelava di essere a conoscenza di “numerose vittime eccellenti” e di sospettare un “alto numero” di account colpiti. Ma un primo avviso di possibili tentativi di hackeraggio era partito dal Verfassungsschutz già a febbraio.

Il Parlamento tedesco è nel mirino del Cremlino da anni: il primo, famosissimo attacco hacker che colpì il Bundestag risale al 2015.

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