LONDRA – La serie tivù “Miami Vice” su due poliziotti alle prese con crimine e dolce vita tra spiagge, palme e fiumi di cocaina. L’assassinio di Gianni Versace sui gradini della sua villa. Il party scatenato di Madonna per il suo 37esimo compleanno, con gli ospiti che si tuffano nudi in piscina. E, ancora prima, i concerti di Frank Sinatra, la scena iniziale di “Goldfinger”, iconico film di James Bond, e le case, i motel, i locali notturni a colori pastello. Nel caleidoscopio di immagini di Miami Beach che vanno dagli anni Cinquanta agli Ottanta, fino a lambire il decennio successivo, un posto d’onore lo aveva il Delano Hotel, costruito nel 1947 in stile art déco, inserito nella lista dei capolavori dell’architettura americana, ridisegnato negli anni Novanta da Philippe Starck, il designer francese sinonimo di glamour.
Per qualche tempo era stato l’equivalente in Florida dello Studio 54, la celebre discoteca di New York. Ma in America, come e più che altrove, tutto passa. Nel 2020, l’…
LONDRA – La serie tivù “Miami Vice” su due poliziotti alle prese con crimine e dolce vita tra spiagge, palme e fiumi di cocaina. L’assassinio di Gianni Versace sui gradini della sua villa. Il party scatenato di Madonna per il suo 37esimo compleanno, con gli ospiti che si tuffano nudi in piscina. E, ancora prima, i concerti di Frank Sinatra, la scena iniziale di “Goldfinger”, iconico film di James Bond, e le case, i motel, i locali notturni a colori pastello. Nel caleidoscopio di immagini di Miami Beach che vanno dagli anni Cinquanta agli Ottanta, fino a lambire il decennio successivo, un posto d’onore lo aveva il Delano Hotel, costruito nel 1947 in stile art déco, inserito nella lista dei capolavori dell’architettura americana, ridisegnato negli anni Novanta da Philippe Starck, il designer francese sinonimo di glamour.
Per qualche tempo era stato l’equivalente in Florida dello Studio 54, la celebre discoteca di New York. Ma in America, come e più che altrove, tutto passa. Nel 2020, l’albergo ha chiuso. South Beach, la strada simbolo di Miami Beach, una lingua di sabbia tra l’Atlantico e la laguna interna che la separa dalla Miami vera e propria, è diventata un ritrovo per gli “spring break”, le baldorie studentesche nelle vacanze di primavera, e di piccola criminalità (non solo piccola: nel 2023 due persone vi sono morte in una sparatoria), perdendo la patina di charme del passato. Senonché, come e più che altrove, in America tutto passa e poi si rinnova.
Il Delano riapre il mese prossimo, dopo un costoso restauro che ne ha cambiato l’imprinting: non più divertimenti esagerati e sballo, bensì yoga, cibo organico e wellness. Si può ancora ordinare un Negroni, ma l’enfasi è piuttosto sul matcha (il tè verde di origine cinese, l’ultima moda da Londra a New York) con latte d’avena. La rinascita dell’hotel, si chiede il New York Times, “potrà resuscitare South Beach”, dando anche alla strada una nuova veste, una dimensione alternativa? Le premesse per riuscirci ci sono. I giovani d’oggi sono meno attirati dall’alcol: non a caso il bar del Delano offre ampia scelta di “mocktail”, come vengono chiamati in inglese i cocktail analcolici (da “mock”, falso). L’anno scorso, grazie a un’incrementata presenza della polizia, la criminalità locale è calata del 20 per cento.
Altri grandi alberghi di South Beach, come il Raleigh, il Sagamore, lo Shore Club, hanno avviato un restauro analogo, mettendo in primo piano il relax, l’attività sportiva, la sauna e la Spa. Miami Beach sta insomma cercando di reinventarsi, seguendo una tendenza che si avverte pure altrove.
“L’evoluzione del Delano Hotel fa parte di un più ampio mutamento sociale”, afferma Steven Meiner, il sindaco di Miami. Frank Sinatra, James Bond e i due poliziotti in spider di “Miami Vice” non ci si ritroverebbero più. Ma quello che non è cambiato è il costo: Miami Beach era e rimane una destinazione d’élite, alla stregua di St. Tropez e Portofino. Il prezzo delle 171 camere del Delano parte da 395 dollari a notte, arrivando molto più in alto per una suite con vista mare.