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Da Vance ai repubblicani, la fronda contro Hegseth: “Gestisce male la guerra”

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I media: “Bugie sull’andamento del conflitto e purghe nelle Forze armate. È crollata la fiducia nel capo del Pentagono”
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WASHINGTON – Il presidente Trump dice che l’Iran è al collasso e che lo sta implorando di fare un accordo, ma pure la sua amministrazione non se la cava bene, se sono vere le rivelazioni pubblicate da The Atlantic sui contrasti fra il vicepresidente Vance e il capo del Pentagono Hegseth sull’andamento della guerra, sommate a quelle di The Hill secondo cui parecchi senatori repubblicani «stanno perdendo la fiducia» nella guida delle Forze armate.

Che Vance fosse il più scettico sull’intervento nel Golfo Persico non è una novità, tanto è vero che Teheran aveva chiesto di negoziare con lui a Islamabad. Ora però, secondo due alti funzionari citati da Atlantic, sta accusando Hegseth e il capo degli Stati Maggiori Riuniti Caine di mentire a Trump sull’andamento della guerra. La prima preoccupazione del vicepresidente è che il Pentagono ha dimezzato il suo arsenale di missili e altre armi, rendendo così gli Usa vulnerabili, se fosse necessario difenderli dalla Cina, soccorrere Taiwan da…

WASHINGTON – Il presidente Trump dice che l’Iran è al collasso e che lo sta implorando di fare un accordo, ma pure la sua amministrazione non se la cava bene, se sono vere le rivelazioni pubblicate da The Atlantic sui contrasti fra il vicepresidente Vance e il capo del Pentagono Hegseth sull’andamento della guerra, sommate a quelle di The Hill secondo cui parecchi senatori repubblicani «stanno perdendo la fiducia» nella guida delle Forze armate.

Che Vance fosse il più scettico sull’intervento nel Golfo Persico non è una novità, tanto è vero che Teheran aveva chiesto di negoziare con lui a Islamabad. Ora però, secondo due alti funzionari citati da Atlantic, sta accusando Hegseth e il capo degli Stati Maggiori Riuniti Caine di mentire a Trump sull’andamento della guerra. La prima preoccupazione del vicepresidente è che il Pentagono ha dimezzato il suo arsenale di missili e altre armi, rendendo così gli Usa vulnerabili, se fosse necessario difenderli dalla Cina, soccorrere Taiwan da un’invasione di Pechino, la Corea del Sud dal Nord, o gli alleati Nato dalla Russia. Detto da Vance è singolare, vista la sua opposizione anche agli aiuti per Kiev, ma la preoccupazione va oltre il destino dell’Ucraina e riguarda in generale la salvaguardia degli interessi nazionali americani nell’intero teatro europeo.

Hegseth e Caine hanno dichiarato che le scorte di armi sono robuste e hanno descritto i danni subiti dalle forze iraniane dopo otto settimane di combattimenti come drastici, ma JD non è convinto: “I consiglieri di Vance, che ci hanno parlato a condizione di anonimato, hanno detto che il vicepresidente ha presentato le sue preoccupazioni come proprie, invece di accusare Hegseth o Caine di aver ingannato il presidente. Sta cercando di evitare di rendere la questione personale o di creare divisioni nel gabinetto di guerra di Trump. Alcuni confidenti di Vance, tuttavia, ritengono che l’interpretazione di Hegseth sia stata così positiva da risultare fuorviante”.

The Atlantic ha anche riportato che le affermazioni pubbliche del Pentagono sulle perdite dell’Iran durante la guerra offrono un “quadro incompleto, nel migliore dei casi”. Questo perché “secondo le stime interne dell’intelligence Usa, l’Iran mantiene due terzi della sua aeronautica, la maggior parte della propria capacità missilistica e delle piccole imbarcazioni veloci, che possono posare mine e disturbare il traffico nello Stretto di Hormuz. Almeno per quanto riguarda la ripresa del commercio marittimo bloccato, queste sono le vere minacce”. Vance ha portato le sue preoccupazioni sulle munizioni direttamente al presidente durante le riunioni, che includevano figure di alto livello della sicurezza nazionale.

Se questo non bastasse, il sito The Hill ha aggiunto che obiezioni simili sono condivise anche da parecchi senatori repubblicani, che “stanno perdendo la fiducia nella leadership di Hegseth”. Il problema è così serio che “vorrebbero vederlo andare via”, anche se sottolineano come questa scelta spetti al presidente. I problemi riguardano la gestione della guerra in Iran, ma anche le epurazioni come quelle dei capi dell’Esercito George o della Marina Phelan, e la lite col segretario Dan Driscoll. Solo Trump può decidere, ma se le cose in Iran non si aggiusteranno presto Hegseth, già discusso anche per problemi caratteriali, potrebbe rischiare il posto.

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