Hegseth al Congresso difende la guerra in Iran: “Trump non si è impantanato, vostro odio vi acceca”
di Massimo BasileNEW YORK – In un’austera stanza della Camera, a Capitol Hill, il linguaggio della guerra ha assunto un tono arcaico, quasi biblico. Il capo del Pentagono Pete Hegseth, chiamato a testimoniare davanti alla commissione Difesa, per la prima volta dall’inizio del conflitto con l'Iran, ha parlato di “vittoria totale”, di nemico a cui non verrà concesso niente, di un Donald Trump “coraggioso” e di “odio che acceca” chi critica il presidente. Ma non ha indicato quanto durerà ancora la guerra (“quanto siamo stati in Iraq, in Afghanistan, in Vietnam?”, si è difeso).
Ha riso in modo teatrale davanti alle contestazioni sulle conseguenze del conflitto e, per lunghi tratti, è apparso molto nervoso, al punto da essere richiamato dal presidente della commissione, un membro del suo stesso partito. Ma poi è emerso quanto hanno speso gli Stati Uniti finora nella guerra. A rispondere è stato il responsabile del controllo di gestione del Pentagono, Jules Hurst, che ha ammesso: “Circa 25 miliardi di dolla…
NEW YORK – In un’austera stanza della Camera, a Capitol Hill, il linguaggio della guerra ha assunto un tono arcaico, quasi biblico. Il capo del Pentagono Pete Hegseth, chiamato a testimoniare davanti alla commissione Difesa, per la prima volta dall’inizio del conflitto con l'Iran, ha parlato di “vittoria totale”, di nemico a cui non verrà concesso niente, di un Donald Trump “coraggioso” e di “odio che acceca” chi critica il presidente. Ma non ha indicato quanto durerà ancora la guerra (“quanto siamo stati in Iraq, in Afghanistan, in Vietnam?”, si è difeso).
Ha riso in modo teatrale davanti alle contestazioni sulle conseguenze del conflitto e, per lunghi tratti, è apparso molto nervoso, al punto da essere richiamato dal presidente della commissione, un membro del suo stesso partito. Ma poi è emerso quanto hanno speso gli Stati Uniti finora nella guerra. A rispondere è stato il responsabile del controllo di gestione del Pentagono, Jules Hurst, che ha ammesso: “Circa 25 miliardi di dollari. La maggior parte di questi è in munizioni”. Hegseth ha provato a dire che la cifra era “inferiore” ma senza indicare numeri e si è rifiutato di spiegare quanti altri soldi verranno spesi. Quei 25 miliardi di dollari sono destinati ad alimentare la rabbia della base Maga, critica verso la guerra.
Hegseth, però, ha difeso Trump, accusato di non avere una strategia di uscita. “Non si è impantanato”, ha detto con tono alterato. “Il vostro odio per il presidente vi accieca”, ha aggiunto. “Il più grande avversario che affrontiamo in questo momento sono le parole sconsiderate, irresponsabili e disfattiste del democratici al Congresso e di alcuni repubblicani”, ha aggiunto. I toni di sfida hanno ricordato quelli dell’ex procuratrice generale Pam Bondi, che in un’audizione sul caso Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere e vecchio amico di Trump, si giocò il sostegno dei repubblicani e poi perse il posto. Hegseth è sembrato animato dalla stessa paura, visto che anche i senatori conservatori lo hanno apertamente accusato di inesperienza. Oggi il capo della Difesa dovrà rispondere alle loro domande nella seconda audizione, ma intanto quella andata in scena alla Camera è stata molto tesa.
A un certo punto, convinto di conquistare gli applausi con la sua retorica muscolare, Hegseth ha dichiarato: “Le loro strutture nucleari sono state annientate” nel raid di un anno fa. “Aspetta, aspetta, aspetta - ha risposto il democratico Adam Smitht - hai appena detto che abbiamo dovuto iniziare questa guerra perché l’arma nucleare rappresentava una minaccia imminente. Ora stai dicendo che è completamente annientata?”. “Non avevano rinunciato alle loro ambizioni”, ha provato a rispondere il capo del Pentagono. “Quindi l’operazione di un anno fa non ha ottenuto niente di sostanziale”, lo ha incalzato Smith. “Non stai cogliendo il punto”, ha risposto Hegseth. Un altro deputato gli ha chiesto: “Avevate considerato il rischio che l’Iran chiudesse lo Stretto di Hormuz?”. “Naturalmente”, ha ribattuto. “Ma allora perché avete mandato le uniche dragamine che avevamo nel Golfo a Singapore, poche settimane prima che cominciasse la guerra?”.
Poi gli hanno chiesto a che titolo il suo avvocato personale, Tim Parlatore, accusato in passato da Trump di essere un bugiardo, partecipasse alle riunioni del Pentagono come consigliere speciale. “Rappresenta governi stranieri o persone straniere nella sua attività di avvocato?”, gli ha domandato un democratico. “Non lo so”, ha risposto Hegseth, raggelando anche i repubblicani. Domani, seconda puntata al Senato.