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Trump lascia l’Europa: “Via oltre cinquemila soldati dalle basi in Germania”

(reuters)

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Il Pentagono: “La nostra postura cambia”. Preoccupazione alla Nato. Critiche dalle capitali Ue e dal Congresso: “Segnale sbagliato a Putin”. Il presidente Usa: “Ridurremo drasticamente il numero di militari”
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NEW YORK – Donald Trump ha deciso di trattare, ancora una volta, l’architettura della sicurezza occidentale come un reality show personale, in cui la fedeltà viene premiata e il dissenso punito. Gli Stati Uniti ritireranno oltre cinquemila soldati dalla Germania nei prossimi 6-12 mesi. L’annuncio del presidente e del Pentagono segue la minaccia lanciata da Trump al cancelliere tedesco Friedrich Merz, “colpevole” di aver dichiarato che gli Stati Uniti erano stati «umiliati» dalla leadership iraniana.

Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha spiegato che la «decisione segue un’approfondita revisione della postura delle forze in Europa». Nelle stesse ore Trump ha avvertito Cuba: in un intervento definito “scherzoso” dalla Cnn ma preso molto sul serio dall’Avana, il presidente ha detto «prima ne finiremo una», di guerra, «poi prenderemo il controllo di Cuba». «Di ritorno dall’Iran - ha spiegato - faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Lincoln, la più grande…

NEW YORK – Donald Trump ha deciso di trattare, ancora una volta, l’architettura della sicurezza occidentale come un reality show personale, in cui la fedeltà viene premiata e il dissenso punito. Gli Stati Uniti ritireranno oltre cinquemila soldati dalla Germania nei prossimi 6-12 mesi. L’annuncio del presidente e del Pentagono segue la minaccia lanciata da Trump al cancelliere tedesco Friedrich Merz, “colpevole” di aver dichiarato che gli Stati Uniti erano stati «umiliati» dalla leadership iraniana.

Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha spiegato che la «decisione segue un’approfondita revisione della postura delle forze in Europa». Nelle stesse ore Trump ha avvertito Cuba: in un intervento definito “scherzoso” dalla Cnn ma preso molto sul serio dall’Avana, il presidente ha detto «prima ne finiremo una», di guerra, «poi prenderemo il controllo di Cuba». «Di ritorno dall’Iran - ha spiegato - faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Lincoln, la più grande al mondo, si avvicini a cento metri dalla costa e ci diranno, “molte grazie, ci arrendiamo”». Il governo cubano ha risposto: «Non ci faremo intimidire». Ma è il caso Nato, al momento, quello con il maggiore impatto politico.

La Germania ospita numerose strutture militari Usa, tra cui il quartier generale dei comandi europei e africani, la base aerea di Ramstein e un centro medico a Landstuhl, dove sono stati curati i feriti delle guerre in Afghanistan e Iraq. In Germania sono anche schierati missili nucleari statunitensi. Cinquemila soldati rappresentano il 14% dei 36 mila militari che si trovano nel Paese. Il ritiro potrebbe allargarsi anche al resto d’Europa, inclusa l’ Italia. In tutto le basi sul continente sono 40, con oltre 90mila soldati, ma la Germania rappresenta il centro della rete americana.

La decisione ha provocato reazioni negative ovunque. Negli Stati Uniti i democratici hanno parlato di «atto sconsiderato». «Gli impegni verso i nostri alleati dipendono dall’umore del presidente», ha commentato il senatore Jack Reed, leader progressista della commissione Forze armate. Anche i repubblicani esprimono preoccupazione con Roger Wicker e Mike Rogers, rispettivamente a capo delle commissioni Forze armate di Senato e Camera: «Così viene indebolita la deterrenza e si invia il segnale sbagliato a Putin». Bradley Bowman, analista della Foundation for Defense of Democracies, allarga il campo spiegando che la presenza militare americana in Europa «facilita il peso della potenza militare Usa nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Africa».

La Cdu, il partito del cancelliere Merz, ha parlato di scelta «deplorevole legata al calo di consensi» di Trump. Il ministro degli Esteri tedesco Boris Pistorius ha cercato di ridimensionare il caso: «Era previsto, noi europei dobbiamo assumerci maggiori responsabilità». Ma il premier polacco Donald Tusk è stato più duro: «La minaccia più grave per la comunità transatlantica non sono i nemici esterni, ma la progressiva disgregazione della nostra alleanza». La Nato intanto ha fatto sapere di essere in contatto con Washington per meglio comprendere i dettagli della decisione. Trump aveva fatto una minaccia simile durante il suo primo mandato, dicendo che avrebbe ritirato circa 9.500 dei 34.500 soldati allora in Germania, ma non avviò il processo. Poi Joe Biden aveva bloccato il piano. Ora promette: “Ridurremo drasticamente il numero di militari, saranno più di cinquemila”.

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