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Le navi Usa nello Stretto: “Sono pronte all’attacco se Teheran non tratta”

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L’America forza l’intesa: “Entro pochi giorni il conflitto riparte”. Araghchi a Pechino concorda la linea prima della visita del tycoon
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NEW YORK – L’operazione “Freedom Project” per scortare le navi nello Stretto di Hormuz è già sospesa. Lo ha annunciato lo stesso presidente Trump via social, scrivendo che lo scopo è favorire l’accordo di pace negoziato con l’Iran: “In accoglimento della richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito nel corso della campagna contro l'Iran e, altresì, alla luce dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che — pur rimanendo il blocco pienamente in vigore ed efficace — il "Progetto Libertà" (ovvero il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) verrà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto”.

La decisione, almeno per ora, è considerare il cessate il fuoco ancora in vigore, nella speranza di convincere l’Iran ad accettare l’accordo di pace americano…

NEW YORK – L’operazione “Freedom Project” per scortare le navi nello Stretto di Hormuz è già sospesa. Lo ha annunciato lo stesso presidente Trump via social, scrivendo che lo scopo è favorire l’accordo di pace negoziato con l’Iran: “In accoglimento della richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito nel corso della campagna contro l'Iran e, altresì, alla luce dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che — pur rimanendo il blocco pienamente in vigore ed efficace — il "Progetto Libertà" (ovvero il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) verrà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto”.

La decisione, almeno per ora, è considerare il cessate il fuoco ancora in vigore, nella speranza di convincere l’Iran ad accettare l’accordo di pace americano. Trump però è pronto a ordinare una nuova escalation già questa settimana, se non riceverà a breve le risposte pretese. È stato lo stesso capo della Casa Bianca ieri a definire la battaglia di Hormuz una "scaramuccia", perché gli iraniani "non hanno mai avuto una possibilità e lo sanno, me lo dicono anche quando parliamo con loro". Quindi ha ribadito: "Non possiamo permettere a un gruppo di lunatici di avere un'arma nucleare. L'Iran era arrivato a due settimane dall'averla. Se ci fosse riuscito, forse non saremmo tutti qui in questo momento. Il Medio Oriente e Israele sarebbero spariti. Avrebbero puntato prima sull'Europa e poi su di noi".

Quindi il mondo dovrebbe essergli grato, perché "senza di me ci sarebbe la Terza guerra mondiale". Rivolgendosi a dei bambini, ha detto che gli ayatollah volevano ucciderli. Trump però ha confermato che "gli iraniani stanno negoziando. Dovrebbero sventolare la bandiera bianca della resa. Farebbero bene a comportarsi da persone intelligenti, perché non vogliamo andare lì a uccidere gente". Dovrebbero accettare il suo piano di pace, anche perché "stiamo portando il paese al fallimento".

La stessa linea è stata presa dal capo del Pentagono Hegseth, secondo cui "il cessate fuoco non è finito" dopo gli scontri degli ultimi giorni. Questa versione serve anche al governo per evitare di chiedere al Congresso il permesso di proseguire gli attacchi, passati 60 giorni dal loro inizio. Due cacciatorpediniere della Marina statunitense, il Truxtun e il Mason, hanno però attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrate nel Golfo Persico, dopo gli attacchi iraniani.Trump per ora ha scelto di evitare l’escalation, ma funzionari americani e israeliani hanno detto al sito Axios che potrebbe ordine di riprendere la guerra questa settimana, se lo stallo diplomatico continuasse.

I pasdaran non sembrano disposti a cedere, e anzi lo sfidano sentendosi in una posizione di forza. "L'unica rotta sicura per attraversare lo Stretto - ha avvertito l’agenzia Farsi - è il corridoio già annunciato dall'Iran. Deviare è pericoloso e comporterà una risposta decisa della Marina delle Guardie Rivoluzionarie". Teheran ha anzi introdotto una nuova procedura per il transito delle, che richiede l’adesione a regole precise per ricevere l’autorizzazione. Nelle stesse ore la contraerea è tornata in azione negli Emirati Arabi Uniti, per fronteggiare "attacchi missilistici e droni dall'Iran". Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi è andato a Pechino per discutere i "legami bilaterali e gli sviluppi regionali e internazionali", cioè coordinare le posizioni in vista della visita che Trump farà in Cina il 14 e il 15, a meno che la ripresa della guerra non lo costringa a rimandare nuovamente. Gli Usa stanno spingendo una risoluzione al Consiglio di sicurezza dell'Onu presentata congiuntamente ai Paesi del Golfo, che chiede all'Iran di cessare gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz. Si basa sul Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, che quindi consentirebbe l’uso della forza e sanzioni. È improbabile che Russia e Cina la facciano passare, ma è il tentativo di ristabilire a posteriori la legalità della guerra, se riprendesse.

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