La tempesta prima della quiete: alla vigilia della tregua proclamata da Kiev dalla mezzanotte scorsa, i russi hanno sferrato attacchi gravissimi uccidendo decine di persone: almeno 20 ufficialmente, almeno 26 secondo fonti ucraine.
Bombe plananti Kab sono piovute a Zaporizhzhya centrando strutture industriali, un’area commerciale e uccidendo complessivamente «almeno 12 civili». Le autorità ucraine hanno aperto un’inchiesta per crimine di guerra. Un attacco gemello ha colpito alle 17 locali Kramatorsk, capoluogo del Donbass controllato dagli ucraini: «I russi hanno sganciato in centro città tre bombe aeree ad alto potenziale esplosivo», dice il capo dell’amministrazione provinciale di Donetsk, Vadym Filashkin, provocando almeno 5 morti e 12 feriti. Sono le famigerate bombe plananti Kab, le stesse sganciate contro Zaporizhzhya. Le immagini diffuse dai residenti nei primi istanti dopo le esplosioni sono strazianti, tra corpi carbonizzati e feriti gravissimi in mezzo alla strada e accanto…
La tempesta prima della quiete: alla vigilia della tregua proclamata da Kiev dalla mezzanotte scorsa, i russi hanno sferrato attacchi gravissimi uccidendo decine di persone: almeno 20 ufficialmente, almeno 26 secondo fonti ucraine.
Bombe plananti Kab sono piovute a Zaporizhzhya centrando strutture industriali, un’area commerciale e uccidendo complessivamente «almeno 12 civili». Le autorità ucraine hanno aperto un’inchiesta per crimine di guerra. Un attacco gemello ha colpito alle 17 locali Kramatorsk, capoluogo del Donbass controllato dagli ucraini: «I russi hanno sganciato in centro città tre bombe aeree ad alto potenziale esplosivo», dice il capo dell’amministrazione provinciale di Donetsk, Vadym Filashkin, provocando almeno 5 morti e 12 feriti. Sono le famigerate bombe plananti Kab, le stesse sganciate contro Zaporizhzhya. Le immagini diffuse dai residenti nei primi istanti dopo le esplosioni sono strazianti, tra corpi carbonizzati e feriti gravissimi in mezzo alla strada e accanto ai palazzi.
Scorre il sangue ucraino anche a Poltava, con due morti confermati che salgono già a 5 secondo i canali Telegram ucraini, che mettono poi in conto anche 4 uccisioni nella regione di Dnipro. Una strage diffusa alla vigilia delle tregue separate annunciate sia dalla Russia che dall’Ucraina per questi giorni in cui si celebra la vittoria sul nazifascismo, alla quale contribuirono insieme nella Seconda guerra mondiale. Un appuntamento che in Russia culminerà sabato con la parata nella Piazza Rossa per la quale Mosca, temendo attentati e attacchi, ha varato un cessate il fuoco unilaterale a partire da venerdì.
Zelensky lo ha definito «puro cinismo: chiedere un cessate il fuoco per poi celebrare la vittoria con intenti propagandistici, mentre continuano ad attaccare con missili e droni ogni singolo giorno». Per questo ha varato una contro tregua iniziata la scorsa mezzanotte: «Se sarà reciproca, la rispetteremo. Con la speranza, seppur minima, di instaurare una pace duratura: siamo pronti a qualsiasi sviluppo», dice il capo dell’ufficio presidenziale Budanov.
Ma è stata una vigilia di sangue ed esplosioni anche sull’altro fronte, in Russia dove secondo Mosca sono state uccise 4 persone in diversi attacchi. Lunedì notte la Difesa ha intercettato «289 droni ucraini su 17 regioni», e 18 aeroporti sono stati temporaneamente chiusi al traffico. Un attacco con droni e missili a Cheboksary, in Ciuvascia ad almeno mille chilometri dal confine, ha centrato la Vniir-Progress, fabbrica di componenti per droni e missili; ma anche palazzi, provocando 2 morti. In caso di attacchi alla parata, Mosca minaccia di rispondere con «un massiccio attacco missilistico in centro a Kiev».