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Nuova indagine su Rassemblement National per presunta frode sui fondi Ue: nel mirino anche Bardella

(agf)

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La procura europea apre un’inchiesta su corsi di media training per la campagna presidenziale del 2022 che sarebbero stati finanziati da soldi destinati al lavoro degli eurodeputati. Le Pen denuncia una manovra politica
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PARIGI – La Procura europea apre un’inchiesta su una possibile frode del Rassemblement National legata a corsi di media training per la campagna presidenziale del 2022, che sarebbero stati finanziati con fondi europei destinati al lavoro degli eurodeputati. Nel mirino c’è anche Jordan Bardella, il giovane delfino di Marine Le Pen, che all’epoca era stato proiettato alla guida del partito mentre la leader correva per l’Eliseo.

L’indagine nasce da una denuncia presentata a Parigi nel dicembre scorso dall’associazione AC!! Anti-Corruption. Secondo l’esposto, i servizi di formazione alla comunicazione non sarebbero serviti a un’attività parlamentare europea, ma alla preparazione politica e mediatica del partito in vista della corsa presidenziale. In un comunicato, il partito sostiene che i corsi di “media training” sono stati realizzati «nel rispetto delle regole del Parlamento europeo», su temi europei e a beneficio di diversi eurodeputati della delegazione Rn durante la legislatura 2019…

PARIGI – La Procura europea apre un’inchiesta su una possibile frode del Rassemblement National legata a corsi di media training per la campagna presidenziale del 2022, che sarebbero stati finanziati con fondi europei destinati al lavoro degli eurodeputati. Nel mirino c’è anche Jordan Bardella, il giovane delfino di Marine Le Pen, che all’epoca era stato proiettato alla guida del partito mentre la leader correva per l’Eliseo.

L’indagine nasce da una denuncia presentata a Parigi nel dicembre scorso dall’associazione AC!! Anti-Corruption. Secondo l’esposto, i servizi di formazione alla comunicazione non sarebbero serviti a un’attività parlamentare europea, ma alla preparazione politica e mediatica del partito in vista della corsa presidenziale. In un comunicato, il partito sostiene che i corsi di “media training” sono stati realizzati «nel rispetto delle regole del Parlamento europeo», su temi europei e a beneficio di diversi eurodeputati della delegazione Rn durante la legislatura 2019-2024, tra cui Bardella. Il partito precisa inoltre che le formazioni sarebbero state interrotte proprio all’inizio della campagna presidenziale del 2022.

Bardella, oggi in testa ai sondaggi per la prossima presidenziale, ha risposto dicendosi "a disposizione" della Procura europea per rispondere ai sospetti ma ha attaccato l’associazione che ha fatto la denuncia. «È un’organizzazione dichiaratamente di estrema sinistra, le cui dichiarazioni aggressive lasciano pochi dubbi sulle sue intenzioni», ha commentato il presidente del Rassemblement National.

Anche Marine Le Pen denuncia una manovra politica per "infangare" Bardella. Secondo la leader dell’estrema destra, la denuncia avrebbe anche l’obiettivo di «fare pressione» sull'attesa decisione nel processo d’appello sugli assistenti parlamentari del Front National al parlamento europeo. Anche quel dossier riguarda l’uso di fondi europei da parte del partito per attività che, secondo l’accusa, sarebbero state nazionali e non legate al lavoro a Strasburgo. La sentenza è prevista il 7 luglio. Da quella decisione dipenderà se Le Pen potrà candidarsi all’Eliseo o se, come molti prevedono, sarà costretta a fare un passo indietro e puntare su Bardella.

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