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Sachs: “L’obiettivo Usa è fare di Cuba un altro Venezuela, ma il mondo è contrario”

Jeffrey Sachs (afp)

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Intervista all’economista e saggista statunitense, consigliere della Santa Sede. “Trump attacca Leone perché sa di aver commesso un errore in Iran e teme di perdere le elezioni”
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NEW YORK – L’economista Jeffrey Sachs, consigliere della Santa Sede dall’epoca dell’iniziativa promossa da Giovanni Paolo II per cancellare il debito dei paesi poveri, punta il dito: “Trump attacca Leone perché sa di aver commesso un errore in Iran e teme di perdere le elezioni; mente sui propri obiettivi riguardo le armi nucleari; si prepara ad invadere Cuba. Il segretario di Stato Rubio cerca di bilanciare, ma la strada sembra segnata”.

Rubio ha incontrato Leone, dopo che Trump lo ha criticato per la sua promozione della pace. Perché il presidente è stato così insistente nell’attaccare il Papa?

«Trump si è intrappolato con una guerra illegale, inefficace e impopolare. Il popolo americano si oppone fermamente al conflitto, che sta danneggiando non solo l’Iran ma l’intero mondo, attraverso i suoi effetti economici negativi. Il tasso di approvazione di Trump sta calando, e lui si sta scagliando contro il Papa perché ha grandi difficoltà ad ammettere di aver commesso un grave errore».

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NEW YORK – L’economista Jeffrey Sachs, consigliere della Santa Sede dall’epoca dell’iniziativa promossa da Giovanni Paolo II per cancellare il debito dei paesi poveri, punta il dito: “Trump attacca Leone perché sa di aver commesso un errore in Iran e teme di perdere le elezioni; mente sui propri obiettivi riguardo le armi nucleari; si prepara ad invadere Cuba. Il segretario di Stato Rubio cerca di bilanciare, ma la strada sembra segnata”.

Rubio ha incontrato Leone, dopo che Trump lo ha criticato per la sua promozione della pace. Perché il presidente è stato così insistente nell’attaccare il Papa?

«Trump si è intrappolato con una guerra illegale, inefficace e impopolare. Il popolo americano si oppone fermamente al conflitto, che sta danneggiando non solo l’Iran ma l’intero mondo, attraverso i suoi effetti economici negativi. Il tasso di approvazione di Trump sta calando, e lui si sta scagliando contro il Papa perché ha grandi difficoltà ad ammettere di aver commesso un grave errore».

Pensa che Trump tema di perdere l’elettorato cattolico americano, che nel 2024 aveva votato in maggioranza per lui?

«Il suo indice di approvazione è calato drasticamente tra tutto il pubblico americano, anche tra i cattolici».

Rubio, cattolico, ha un interesse personale ad incontrare i funzionari vaticani per preservare le sue ambizioni politiche personali e forse la candidatura alla Casa Bianca?

«Molti a Washington sono profondamente turbati dalle sfuriate di Trump e la visita di Rubio voleva mostrare un approccio positivo, che il popolo americano desidera. Tuttavia ci sono anche questioni reali in gioco, in particolare la minaccia degli Stati Uniti di rovesciare il governo cubano, una minaccia che dovrebbe essere presa sul serio, dato che l’amministrazione è propensa ad usare la forza illegale piuttosto che la diplomazia».

Il Vaticano vorrebbe una soluzione pacifica alla crisi umanitaria a Cuba. Lei pensa che invece Trump intenda procedere con un’azione simile a quella del Venezuela e quali sarebbero le conseguenze?

«Trump vorrebbe rovesciare il governo di Cuba, ma il mondo è contrario. Gli Stati Uniti avevano promesso più di 60 anni fa, alla fine della crisi dei missili, che non avrebbero mai più tentato di invadere Cuba. La domanda è se Trump rispetterà quell’impegno e il diritto internazionale. Ci sono buone ragioni per credere che lo violerà nuovamente. Trump e Rubio pensano che rovesciare Cuba sarà popolare tra alcuni elettori in Florida, che è uno stato in bilico nelle elezioni nazionali».

Il presidente Trump ha accusato papa Leone di essere favorevole a permettere all’Iran di avere l’arma nucleare; il pontefice ha risposto che non è vero, lui stava solo annunciando il Vangelo e promuovendo la diplomazia per risolvere la questione. Chi ha ragione e cosa sta realmente accadendo in Iran?

«Tutti sanno che la guerra con l’Iran non riguardava le armi nucleari. L’Iran ha chiarito da vent’anni di non volerle ed è preparato a rigorosi monitoraggi e ispezioni da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. L’Iran ha firmato un trattato in tal senso, il Jcpoa, nel 2015. Trump ha strappato il trattato nel 2018. Negli ultimi due anni, l’Iran ha ripetutamente dichiarato la sua disponibilità a un accordo sulla questione, ma Israele e Stati Uniti volevano un cambio di regime piuttosto che un accordo diplomatico. Trump semplicemente non dice la verità».

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