PECHINO – Novembre 2017. Pechino srotolò il tappeto rosso per Donald Trump, al suo primo mandato. Xi Jinping offrì all’americano un tour super esclusivo della Città Proibita, con tanto di spettacolo dell’Opera di Pechino, su un palcoscenico che non veniva utilizzato da un secolo, e una sontuosa cena privata con rispettive consorti, Melania Trump e Peng Liyuan, nel luogo che per quasi 500 anni ospitò i sovrani Ming e Qing dell’ex Impero celeste. Trump divenne così all’epoca il primo leader straniero, dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949, a godere di un trattamento del genere. Prima di quella cena, mentre le coppie prendevano il tè in una delle splendide sale, l’americano mostrò al padrone di casa alcuni video in cui sua nipote Arabella Kushner cantava e recitava poesie cinesi in mandarino. Xi si complimentò: «Un’esibizione da 10 e lode».
Nove anni dopo il presidente statunitense torna a Pechino. Ma …
PECHINO – Novembre 2017. Pechino srotolò il tappeto rosso per Donald Trump, al suo primo mandato. Xi Jinping offrì all’americano un tour super esclusivo della Città Proibita, con tanto di spettacolo dell’Opera di Pechino, su un palcoscenico che non veniva utilizzato da un secolo, e una sontuosa cena privata con rispettive consorti, Melania Trump e Peng Liyuan, nel luogo che per quasi 500 anni ospitò i sovrani Ming e Qing dell’ex Impero celeste. Trump divenne così all’epoca il primo leader straniero, dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949, a godere di un trattamento del genere. Prima di quella cena, mentre le coppie prendevano il tè in una delle splendide sale, l’americano mostrò al padrone di casa alcuni video in cui sua nipote Arabella Kushner cantava e recitava poesie cinesi in mandarino. Xi si complimentò: «Un’esibizione da 10 e lode».
Nove anni dopo il presidente statunitense torna a Pechino. Ma la musica sarà un po’ diversa. I cinesi all’etichetta tengono moltissimo, sia chiaro, tutto il protocollo sarà studiato nei minimi dettagli e l’ospite sarà accolto con gli onori che spettano a un leader straniero in visita, ma questa non eguaglierà quella “visita di Stato plus” come la chiamò la stampa cinese all’epoca. Troppe tensioni – economiche e geopolitiche – si sono accumulate nel frattempo. Tanto, poi, è cambiata pure la Cina: Xi ha imparato a prendere le misure al tycoon e a controbattere senza paura, specialmente alle guerre commerciali lanciate da Washington.
Trump atterrerà a Pechino mercoledì pomeriggio ora italiana, quando in Cina è sera. Si entrerà nel vivo di questa breve visita nella notte, quando qui è giovedì mattina: Xi accoglierà lo statunitense nella Grande Sala del popolo, su Piazza Tienanmen, cuore politico della Cina comunista, per il loro faccia a faccia. I due leader subito dopo dovrebbero visitare il Tempio del Cielo, oasi di pace concepita secondo i dettami del confucianesimo che nella Cina imperiale fungeva da palcoscenico per i riti eseguiti dall’imperatore – il figlio del cielo – che lì si recava per chiedere agli dèi un buon raccolto per l’anno a venire e invocare il loro favore e perdono. Nel pomeriggio, banchetto di Stato di nuovo nella Grande Sala del popolo. Infine nella notte tra giovedì e venerdì, ultima giornata, i leader delle due superpotenze mondiali avranno un altro bilaterale, prenderanno un tè assieme e poi pranzeranno, prima che lo statunitense si imbarchi direzione Washington.
Gli sfarzi di certo non mancheranno, ma non ci sarà la stessa grandeur del 2017, sostengono diversi analisti. «I cinesi faranno del loro meglio per far sì che Trump lasci Pechino convinto di aver appena concluso la visita di Stato più straordinaria delle sue due presidenze, ma tutte queste cerimonie assumeranno un ruolo diverso ora poiché Xi ha una comprensione molto più approfondita di Trump», afferma all’Ap Ali Wyne, consulente dell’organizzazione no profit Crisis Group di Washington. Ed è una Cina che si sente più sicura di sé e capace di tenere testa all’America. I due leader cercheranno di appianare un po’ le tensioni, per mettere le basi per i prossimi faccia a faccia – almeno altri tre – nel corso di questo 2026.