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Gstaad, negli chalet dei super ricchi una rete di sfruttamento di domestiche

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Una famiglia serba aveva organizzato un traffico di connazionali che offriva come cameriere a hotel e miliardari in cambio di stipendi ben al di sotto del dovuto. Pesanti le condizioni di alloggio
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LUGANO – A Gstaad, località esclusiva dell Alpi bernesi, dove grazie ad attrattivi forfait fiscali su 3600 abitanti 20 sono miliardari, è sotto accusa una famiglia serba e una loro collaboratrice, per una tratta di domestiche. Presso il tribunale di Thun si è aperto, lunedì 11 marzo, un processo, che vede imputati marito e moglie, lui 71 enne lei 64 enne, più la loro complice 43 enne, accusati di aver fatto entrare, in Svizzera, 40 donne loro connazionali, dai 29 ai 53 anni, per impiegarle con stipendi da fame, presso famiglie facoltose di Gstaad e strutture alberghiere della regione. I loro compiti andavano dalle pulizie domestiche al baby sitting.

La vicenda, emersa nel 2020 grazie a una segnalazione anonima, ha impegnato la polizia e la magistratura per più di 5 anni, prima che la coppia di sfruttatori e la loro complice, i cui nomi non sono stati rivelati, finisse a giudizio. Neppure i nomi dei super-ricchi con il braccino super-corto, visto che le vittime della tratta venivano pa…

LUGANO – A Gstaad, località esclusiva dell Alpi bernesi, dove grazie ad attrattivi forfait fiscali su 3600 abitanti 20 sono miliardari, è sotto accusa una famiglia serba e una loro collaboratrice, per una tratta di domestiche. Presso il tribunale di Thun si è aperto, lunedì 11 marzo, un processo, che vede imputati marito e moglie, lui 71 enne lei 64 enne, più la loro complice 43 enne, accusati di aver fatto entrare, in Svizzera, 40 donne loro connazionali, dai 29 ai 53 anni, per impiegarle con stipendi da fame, presso famiglie facoltose di Gstaad e strutture alberghiere della regione. I loro compiti andavano dalle pulizie domestiche al baby sitting.

La vicenda, emersa nel 2020 grazie a una segnalazione anonima, ha impegnato la polizia e la magistratura per più di 5 anni, prima che la coppia di sfruttatori e la loro complice, i cui nomi non sono stati rivelati, finisse a giudizio. Neppure i nomi dei super-ricchi con il braccino super-corto, visto che le vittime della tratta venivano pagate 1500 franchi al mese, uno stipendio da fame in quel villaggio del Canton Berna dove la vita è carissima, sono a conoscenza dell’opinione pubblica. Né risultano imputati di alcun reato.

Gstaad è una delle capitali della mondanità europea, dove hanno casa, tra gli altri, personaggi del calibro di Bernie Ecclestone, Roman Polanski, Ernesto Bertarelli e Robbie Williams. Per lungo tempo ci hanno vissuto, pure, Vittorio Emanuele di Savoia e Johnny Halliday. Tornando alle domestiche serbe, al centro del processo in corso a Thun, arrivavano a Gstaad con la promessa di un lavoro ben retribuito e la prospettiva di ottenere un permesso di soggiorno. Ben presto si scontravano con una realtà assai diversa. Per racimolare 1500 franchi mensili, un terzo dello stipendio cui avrebbero avuto diritto, dovevano lavorare 7 giorni alla settimana, per 16 ore al giorno. Inoltre, come ha comunicato la Procura, venivano regolarmente insultate, umiliate, minacciate, dormivano su materassi per terra o su sedie a sdraio.

Insomma, invece che nella terra promessa elvetica si sono imbattute in un incubo. La principale accusa nei confronti dei loro aguzzini, due dei quali sono già stati scarcerati, è quella di tratta di esseri umani. Da capire, poi, se chi le impiegava era al corrente della loro situazione di sfruttamento. Che non è un inedito nella ricca Svizzera. Nel 2024, infatti, vennero condannati a 4 anni e mezzo 4 membri della ricchissima famiglia indiana Hinduja che, nella loro residenza di Cologny, sobborgo chic di Ginevra, avevano tenuto in una condizione simile a quella delle domestiche serbe di Gstaad, il loro personale fatto venire appositamente in Svizzera dall’India. Gli Hinduja, la cui ricchezza è stimata sui 45 miliardi di dollari, schivarono l’accusa di tratta di esseri umani, per quella meno grave di truffa per mestiere, avendo concluso un accordo confidenziale con le loro vittime.

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