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Bruxelles, Kallas: “La Ue è pronta a sostituire la missione Unifil in Libano”

(afp)

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Il mandato della Forza Onu scade a fine anno. Per l’Unione stanziare il medesimo contingente in termini quantitativi non rappresenta al momento un’opzione facile
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BRUXELLES – L’Unione europea è pronta a sostituire l’Onu in una missione di pace in Libano. Lo ha confermato stamattina l’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione, Kaja Kallas, all’inizio del Consiglio europeo dei ministri della Difesa.

Unifil, la missione delle Nazioni Unite, è stata più volte prorogata e dovrebbe terminare alla fine di quest’anno. A quel punto il Paese si troverebbe del tutto senza protezione e in una situazione di conflitto con Israele. “La missione Unifil termina entro quest'anno – ha ricordato Kallas - c'è la volontà degli europei di mettere insieme un'altra missione per aiutare effettivamente le forze armate libanesi. Naturalmente, li stiamo già aiutando, ma discuteremo se c'è l'interesse per una nuova missione europea completa, che subentri al posto dell'Unifil”.

La forza messa in campo dal Palazzo di Vetro nel sud del Libano si basa sull’apporto di circa 10mila militari provenienti da una cinquantina di Paesi, tra cui oltre mille italiani. L’idea…

BRUXELLES – L’Unione europea è pronta a sostituire l’Onu in una missione di pace in Libano. Lo ha confermato stamattina l’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione, Kaja Kallas, all’inizio del Consiglio europeo dei ministri della Difesa.

Unifil, la missione delle Nazioni Unite, è stata più volte prorogata e dovrebbe terminare alla fine di quest’anno. A quel punto il Paese si troverebbe del tutto senza protezione e in una situazione di conflitto con Israele. “La missione Unifil termina entro quest'anno – ha ricordato Kallas - c'è la volontà degli europei di mettere insieme un'altra missione per aiutare effettivamente le forze armate libanesi. Naturalmente, li stiamo già aiutando, ma discuteremo se c'è l'interesse per una nuova missione europea completa, che subentri al posto dell'Unifil”.

La forza messa in campo dal Palazzo di Vetro nel sud del Libano si basa sull’apporto di circa 10mila militari provenienti da una cinquantina di Paesi, tra cui oltre mille italiani. L’idea di Bruxelles, però, è di organizzare un’operazione con un mandato diverso da quello dell’Onu e che si basi su un supporto più concreto alla popolazione e non solo sull’interposizione militare. In ogni caso, l’eventuale ruolo dell’Unione europea potrà essere effettivamente esercitato quando le tensioni e le attività belliche saranno terminate. Gli attacchi di Israele che hanno coinvolto i soldati della nazioni Unite hanno già provocato le proteste di molti Paesi, tra cui l’Italia. Per di più, per l’Ue stanziare in Libano il medesimo contingente in termini quantitativi non rappresenta al momento un’opzione per niente semplice.

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