✕

Donald e lo spettro pesante del declino americano

Ascolta l'audio

Il presidente è consapevole della percezione globale. Ma il suo “spin” è dare la colpa a Biden
2 minuti di lettura

PECHINO - Il declino americano esiste, ma è tutta colpa di Joe Biden. Ora che alla Casa Bianca ci sono io per gli Stati Uniti è iniziata una "spettacolare ascesa", che rafforzerà anche la relazione con la Cina.

Fa impressione che a scrivere queste cose sia stato Donald Trump, in un post notturno sul suo social dopo la prima giornata di incontri con il rivale di Pechino Xi, in attesa di tornarlo a vedere per un pranzo di lavoro prima di tornare stasera a Washington. Colpisce non tanto la logica adoperata, cioè quella abituale del presidente americano, superlativa in qualunque cosa faccia, ma la necessità avvertita di contrastare la percezione del declino americano. Evidentemente anche Trump ha capito che questa è la sensazione prevalente in giro per il mondo, fra la guerra in Iran ancora aperta, la crisi energetica, l’inflazione in rialzo, i dazi bocciati dalla Corte Suprema, le liti con gli alleati storici, i sondaggi in calo. Quindi invece di negare la realtà, ha cercato di darle il …

PECHINO - Il declino americano esiste, ma è tutta colpa di Joe Biden. Ora che alla Casa Bianca ci sono io per gli Stati Uniti è iniziata una "spettacolare ascesa", che rafforzerà anche la relazione con la Cina.

Fa impressione che a scrivere queste cose sia stato Donald Trump, in un post notturno sul suo social dopo la prima giornata di incontri con il rivale di Pechino Xi, in attesa di tornarlo a vedere per un pranzo di lavoro prima di tornare stasera a Washington. Colpisce non tanto la logica adoperata, cioè quella abituale del presidente americano, superlativa in qualunque cosa faccia, ma la necessità avvertita di contrastare la percezione del declino americano. Evidentemente anche Trump ha capito che questa è la sensazione prevalente in giro per il mondo, fra la guerra in Iran ancora aperta, la crisi energetica, l’inflazione in rialzo, i dazi bocciati dalla Corte Suprema, le liti con gli alleati storici, i sondaggi in calo. Quindi invece di negare la realtà, ha cercato di darle il suo "spin", la sua interpretazione favorevole a se stesso.

"Quando il Presidente Xi - ha scritto il capo della Casa Bianca - ha accennato molto elegantemente agli Stati Uniti come forse una nazione in declino, si riferiva ai danni enormi che abbiamo subito durante i quattro anni di Sleepy Joe Biden e della sua amministrazione, e su questo punto aveva ragione al 100%. Il nostro Paese ha sofferto enormemente con frontiere aperte, tasse elevate, iniziative transgender per tutti, uomini in gara negli sport femminili, le politiche inclusive DEI, terribili accordi commerciali, criminalità dilagante e molto altro!". Dunque il declino c’è stato, ma la colpa era tutta del predecessore: "Il presidente Xi non si riferiva all'incredibile ascesa che gli Stati Uniti hanno mostrato al mondo durante i 16 mesi spettacolari dell'amministrazione Trump, che includono i mercati azionari in rialzo storico, così come i fondi pensione 401K, la vittoria militare e il rapporto fiorente in Venezuela, la decimazione militare dell'Iran (che continua!). L'esercito più forte al mondo di gran lunga, di nuovo la più grande potenza economica, con un record di 18 trilioni di dollari investiti negli Stati Uniti da altri paesi, il miglior mercato del lavoro statunitense della storia, con più persone che lavorano negli Usa da sempre, la fine della DEI che distrugge il paese, e tante altre cose che sarebbe impossibile elencare facilmente. Infatti, il Presidente Xi mi ha congratulato per tanti successi straordinari ottenuti in così poco tempo". Dunque il crollo c’è stato, ma ora con lui è finito, e chi la pensa diversamente si sbaglia: "Due anni fa eravamo in effetti una Nazione in declino. Su questo, sono pienamente d'accordo con il presidente Xi! Ma ora, gli Stati Uniti sono la nazione più calda al mondo, e speriamo che il nostro rapporto con la Cina diventerà più forte e migliore che mai!".

Il fatto che Trump cerchi di tirare l’acqua al proprio mulino è normale, chiunque lo farebbe al posto suo. La necessità di rispondere alla percezione del declino dimostra però che anche lui l’avverte, nonostante cerchi di scaricare tutta la colpa sul predecessore. Il problema quindi diventa la superficialità della riposta, ossia adesso ci sono io e in 16 mesi ho capovolto i destini della storia. I processi del genere umano sono in genere più lunghi e complessi, con l’ascesa e il declino delle nazioni che si giocano su vari temi e in tempi più lunghi. Trump invece sente la pressione delle critiche o del disagio, e pretende di darvi una soluzione istantanea con un post sui social. Alle elezioni midterm di novembre gli americani avranno l’occasione di rispondere se accettano la sua versione oppure la rigettano.

Leggi i commenti