“Se muoio, ecco che fare”. Le istruzioni di Trump a Vance in caso di morte. E i complottisti si scatenano sulla successione
di Massimo BasileNEW YORK - Non bastavano le caviglie gonfie, le mani piene di lividi e l’andatura incerta a scatenare i dubbi sulle condizioni di salute del presidente degli Stati Uniti. Ormai si va oltre, passando in modo macabro direttamente allo scenario estremo: la sua morte.
Negli ultimi giorni podcaster e utenti sui social stanno rilanciando il tema su cosa potrebbe succedere se Donald Trump dovesse morire. Durante il suo podcast, uno dei commentatori conservatori più seguiti in America, Joe Rogan, tra il serio e lo scherzoso ha parlato dell’ipotesi dell’improvvisa scomparsa del presidente, collegandola agli interessi delle compagnie petrolifere e alle conseguenze economiche della guerra di Trump con l’Iran. Secondo Rogan, le corporation petrolifere potrebbero prendere di mira Trump se cercasse di abbassare i prezzi del carburante negli Stati Uniti, tagliando i ricchi affari che le compagnie stanno facendo in questi mesi.
Il commento, che mescolava umorismo e provocazioni, è coinciso con le riv…
NEW YORK - Non bastavano le caviglie gonfie, le mani piene di lividi e l’andatura incerta a scatenare i dubbi sulle condizioni di salute del presidente degli Stati Uniti. Ormai si va oltre, passando in modo macabro direttamente allo scenario estremo: la sua morte.
Negli ultimi giorni podcaster e utenti sui social stanno rilanciando il tema su cosa potrebbe succedere se Donald Trump dovesse morire. Durante il suo podcast, uno dei commentatori conservatori più seguiti in America, Joe Rogan, tra il serio e lo scherzoso ha parlato dell’ipotesi dell’improvvisa scomparsa del presidente, collegandola agli interessi delle compagnie petrolifere e alle conseguenze economiche della guerra di Trump con l’Iran. Secondo Rogan, le corporation petrolifere potrebbero prendere di mira Trump se cercasse di abbassare i prezzi del carburante negli Stati Uniti, tagliando i ricchi affari che le compagnie stanno facendo in questi mesi.
Il commento, che mescolava umorismo e provocazioni, è coinciso con le rivelazioni del funzionario antiterrorismo della Casa Bianca Sebastian Gorka, secondo cui Trump avrebbe lasciato istruzioni scritte al vicepresidente JD Vance in caso di sua morte. “Abbiamo dei protocolli, fidatevi. Non posso parlarne, ma abbiamo dei protocolli”, ha dichiarato Gorka al podcast del New York Post “Pod Force One”. “C’è una lettera nel cassetto della Resolute Desk”, la scrivania nello Studio Ovale, "indirizzata al vicepresidente nel caso gli accadesse qualcosa”, ha aggiunto. Lo stesso Trump, a gennaio, aveva spiegato di aver lasciato “istruzioni molto precise” nel caso fosse stato assassinato dall’Iran, dopo aver ricevuto minacce di morte. “Ho lasciato una nota… dovesse mai succedere qualcosa, faremo saltare in aria l’intero Paese”, aveva aggiunto.
Gorka ha sottolineato che questo tipo di pianificazione d’emergenza fa parte della strategia per inviare un messaggio di forza a Paesi avversari come Cina, Iran e Russia. Lo scenario estremo è diventato materia social dopo l’ennesimo video in cui Trump, nella notte del terzo attentato, quello al Galà dei corrispondenti della Casa Bianca, era apparso incapace di restare sveglio mentre il direttore dell’Fbi Kash Patel forniva gli aggiornamenti ai giornalisti. E dopo un altro video che aveva mostrato il presidente sbandare mentre camminava.
Intanto i tre tentativi di assassinio hanno finito per rilanciare le teorie dei complottisti. Secondo un sondaggio di NewsGuard, il 54 per cento degli americani crede che almeno uno degli attacchi al presidente sia stato inscenato, mentre solo il 38 per cento dice con certezza di credere che tutti e tre siano stati reali. Numeri che sembrano una nemesi per Trump, che ha costruito la sua carriera politica parlando di "fake news" e invitando a non credere a tutto quello appare.