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Mango, “l’ossessione per i soldi” e “la minaccia della fondazione” che preoccupavano Jonathan Andic

Isak Andic, a sinistra, e il figlio Jonathan

 

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Il giorno dopo l’arresto del figlio del fondatore del marchio di moda spagnola per il presunto omicidio del padre Isak Andic, emergono nuovi dettagli dall’inchiesta come la strana impronta e le ripetute visite sul luogo della caduta
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Il giorno dopo l’arresto, e il rilascio su cauzione da un milione di euro in attesa del processo, di Jonathan Andic, il figlio del fondatore di Mango Isak Andic sospettato di aver ucciso il padre nel 2024 durante una escursione in montagna in Catalogna, la stampa spagnola inizia a far emergere nuovi dettagli dell’inchiesta. Nell’ordinanza di arresto del 45enne si parla di "premeditazione e preparazione della morte" come suggerirebbero un’impronta nel terreno incompatibile con una caduta accidentale, alcune lesioni giudicate anomale dall'autopsia, le tre visite al luogo della caduta avvenute nei giorni precedenti e le numerose contraddizioni nelle dichiarazioni.

Secondo la ricostruzione de El País tra gli elementi al centro delle tensioni tra padre…

Il giorno dopo l’arresto, e il rilascio su cauzione da un milione di euro in attesa del processo, di Jonathan Andic, il figlio del fondatore di Mango Isak Andic sospettato di aver ucciso il padre nel 2024 durante una escursione in montagna in Catalogna, la stampa spagnola inizia a far emergere nuovi dettagli dell’inchiesta. Nell’ordinanza di arresto del 45enne si parla di "premeditazione e preparazione della morte" come suggerirebbero un’impronta nel terreno incompatibile con una caduta accidentale, alcune lesioni giudicate anomale dall'autopsia, le tre visite al luogo della caduta avvenute nei giorni precedenti e le numerose contraddizioni nelle dichiarazioni.

Secondo la ricostruzione de El País tra gli elementi al centro delle tensioni tra padre e figlio ci sarebbe stato non solo lo strappo per la successione della compagnia ma anche l’eredità del creatore del secondo colosso di moda più importante della Spagna, dopo Zara. In particolare sarebbe stata la volontà di Isak Andic di destinare parte del suo patrimonio per creare una fondazione benefica a suo nome, così da “lasciare qualcosa alla società e essere ricordato”, ad accendere i rancori di Jonathan. Un progetto di vitale importanza per l’imprenditore morto a 71 anni senza riuscire a realizzarlo che in fase di apertura del testamento è stato ricordato ai tre eredi – il primogenito Jonathan e le sorelle Judit e Sara – senza ottenere il loro consenso. Il progetto della Fondazione Isak Andic era noto agli eredi, perché annunciato in vita dal padre.

Sono gli atti dell’inchiesta a porre l’attenzione sulla fondazione, secondo quanto redatto dalla giudice del tribunale di Martorell che spiega l’esistenza di “un possibile movente economico legato alla creazione della fondazione” e di come poco prima della morte di Andic l’analisi delle conversazioni WhatsApp tra i due mostrano come il primogenito «era a conoscenza del fatto che suo padre avesse intenzione di modificare il testamento creando una fondazione per aiutare le persone bisognose».

Da quel momento in poi Jonathan avrebbe cambiato atteggiamento nei confronti nel padre: fino a prima, riportano gli atti, era “ossessionato dal denaro” tanto da essere arrivato a chiedere al padre una “eredità a vita” per poi cercare di ricucire il rapporto e denunciare una postura non corretta nei confronti del denaro. Da qui il desiderio espresso di trascorrere del tempo con il padre e da qui l’organizzazione della gita in montagna, rivelatasi poi mortale per Isak Andic.

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