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Putin da Xi a Pechino: “Si rischia la legge della giungla. Golden Dome Usa una minaccia”

Dal leader russo l’invito per una visita a Mosca il prossimo anno. Sul tavolo l’accordo per la realizzazione del gasdotto Forza della Siberia 2
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PECHINO – Sette minuti dopo le 11 Vladimir Putin scende dalla macchina. Ad aspettarlo ai piedi della scalinata della Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen c'è il padrone di casa Xi Jinping. Calorosa stretta di mano. Il russo passa in rassegna la delegazione cinese, poi tocca a Xi andare a stringere le mani a quella russa. Il protocollo in queste occasioni - come fu con Donald Trump la settimana scorsa - prevede che i due leader si spostino sul palchetto allestito davanti alla Sala del Popolo. Suona l’inno russo e partono i 21 colpi di cannone su Tiananmen. Poi tocca alla Marcia dei Volontari, l’inno cinese. La banda dell’esercito cinese rende omaggio all’ospite - come era avvenuto anche due anni fa - suonando “Mezzanotte a Mosca”, una delle più famose canzoni russe. I due passeggiano sul tappeto rosso davanti alla guardia militare e poi davanti ai soliti bambini festanti con bandierine cinesi, russe e mazzi di fiori. Coreografie collaudate che Pechino riserva ai leader stranieri…

PECHINO – Sette minuti dopo le 11 Vladimir Putin scende dalla macchina. Ad aspettarlo ai piedi della scalinata della Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen c'è il padrone di casa Xi Jinping. Calorosa stretta di mano. Il russo passa in rassegna la delegazione cinese, poi tocca a Xi andare a stringere le mani a quella russa. Il protocollo in queste occasioni - come fu con Donald Trump la settimana scorsa - prevede che i due leader si spostino sul palchetto allestito davanti alla Sala del Popolo. Suona l’inno russo e partono i 21 colpi di cannone su Tiananmen. Poi tocca alla Marcia dei Volontari, l’inno cinese. La banda dell’esercito cinese rende omaggio all’ospite - come era avvenuto anche due anni fa - suonando “Mezzanotte a Mosca”, una delle più famose canzoni russe. I due passeggiano sul tappeto rosso davanti alla guardia militare e poi davanti ai soliti bambini festanti con bandierine cinesi, russe e mazzi di fiori. Coreografie collaudate che Pechino riserva ai leader stranieri durante visite di stato di un certo livello.

(reuters)

Dentro la Grande Sala del Popolo, a favore di telecamere nelle battute iniziali del loro primo colloquio della giornata, Putin cita un proverbio cinese: “Non ci vediamo da un giorno, ma sembra che siano passati tre autunni”, a sottolineare l’attesa impaziente del russo per questo incontro. Si dice “molto felice” di incontrare Xi e di “allineare ancora una volta le nostre posizioni” e afferma che le relazioni tra i due Paesi “hanno raggiunto un livello senza precedenti”. Xi gli risponde che “se le relazioni tra Cina e Russia hanno raggiunto l’attuale livello, passo dopo passo, con fedeltà incrollabile e coraggio in tempi difficili, è proprio perché siamo stati in grado di approfondire costantemente la fiducia politica reciproca e la cooperazione strategica con tenacia”.

I due hanno concordato di prorogare il Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione tra Cina e Russia. Xi afferma che il Trattato, firmato per la prima volta 25 anni fa, ha gettato le basi per un’amicizia duratura e un coordinamento strategico globale. Il leader cinese aggiunge che il panorama internazionale ha subito cambiamenti significativi e avverte, come fa da vari mesi ormai, che “il mondo rischia di ricadere nella legge della giungla”. “Cina e Russia devono adottare una visione strategica a lungo termine e lavorare per costruire un sistema di governance globale più giusto ed equo”, dice il leader cinese. Xi definisce Putin un “caro amico” e afferma che Russia e Cina stanno sviluppando relazioni bilaterali basate sul reciproco vantaggio e sul rispetto. Rivolgendosi al leader russo, dice: “Tu ed io abbiamo instaurato un rapporto stretto che determina il legame profondo e fruttuoso tra Cina e Russia”.

(reuters)

“La nostra relazione economica mostra un buon andamento”, prosegue Putin. “Nel mezzo della crisi in Medio Oriente, la Russia rimane un fornitore affidabile di energia”. Le turbolenze energetiche alimentano infatti le speranze russe di compiere progressi sul gasdotto “Forza della Siberia 2” che una volta completato porterà, attraverso la Mongolia, 50 miliardi di metri cubi di gas russo in Cina all’anno. A settembre è stato firmato un memorandum, ma ci sono disaccordi sul prezzo. Putin spera che la situazione nel Golfo renda Pechino più flessibile. Il gasdotto serve molto di più a Putin che a Xi: la Russia ha poche alternative riguardo l’export di gas. Pechino invece ne ha, visto che diversifica molto le proprie importazioni. Putin si è portato qui anche Alexei Miller di Gazprom: segno che il gasdotto è centrale.

Cina e Russia ritengono una "minaccia alla stabilità strategica" il progetto americano del Golden Dome, il sistema di difesa missilistica globale, che comprende anche l'intercettazione di vettori nello spazio. "Tali piani negano completamente il principio chiave del mantenimento della stabilità strategica, che richiede l'inscindibile interconnessione tra armi strategiche offensive e difensive", si legge in una dichiarazione congiunta al termine del vertice.

Putin ha poi invitato Xi per una visita in Russia il prossimo anno. Cooperazione economica, energetica, conflitto in Medio Oriente (“è un momento cruciale: è urgente porre fine al conflitto, è inaccettabile riprendere le ostilità, ed è importante insistere sui negoziati: una rapida fine dei combattimenti contribuirà a ridurre le interruzioni nella stabilità dell'approvvigionamento energetico e favorirà il regolare funzionamento delle catene industriali e di approvvigionamento, nonché dell'ordine commerciale internazionale”, dice Xi) e in Ucraina i temi in agenda.

Atterrato ieri sera all’aeroporto di Pechino poco dopo le 23 ora cinese, accolto dal ministro degli Esteri Wang Yi, il russo ripartirà già nella serata di oggi. Programma fitto. Secondo quanto affermato dalla parte russa, ci si aspetta la firma di un consistente pacchetto di accordi “tra cui una dichiarazione congiunta sul rafforzamento del partenariato globale e della cooperazione strategica”.

Putin e Xi visiteranno una mostra fotografica organizzata dalle agenzie di stampa russa e cinese Tass e Xinhua, dedicata alla storia delle relazioni tra i due Paesi. Durante la visita, Putin dovrebbe anche incontrare Peng Pai, un ingegnere cinese che, da bambino nel 2000, si fece una foto con Putin (il ragazzo andò poi a studiare a Mosca). In serata, Putin terrà colloqui separati con il premier cinese Li Qiang. Seguirà un ricevimento.

La visita si concluderà con un incontro privato dei capi di Stato in formato ristretto. Secondo il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov, “questo diventerà di fatto l'evento chiave del programma di lavoro del presidente russo, poiché le questioni internazionali più importanti vengono tradizionalmente discusse davanti a una tazza di tè. Solo quattro rappresentanti per ciascuna parte sono invitati a partecipare all’incontro”.

Nel primo pomeriggio cinese Xi e Putin hanno firmato accordi in materia di cooperazione commerciale e tecnologica, energia, innovazione, cooperazione nel settore dei media e dell'informazione e cooperazione in materia di protezione della proprietà intellettuale. I due Paesi rilasceranno più tardi una dichiarazione congiunta “a sostegno di un mondo multipolare e di un nuovo tipo di relazioni internazionali tra Cina e Russia”.

I due hanno tenuto poi una conferenza stampa assieme - senza domande da parte dei giornalisti. Xi ha definito i colloqui con Putin come “approfonditi, cordiali e fruttuosi” affermando che i due leader hanno intrattenuto una “comunicazione strategica” su una serie di questioni di grande rilevanza, e che il rapporto tra Cina e Russia ha raggiunto il livello più alto della storia: un partenariato strategico globale di coordinamento per una nuova era. I due Paesi si sono trattati con reciproco rispetto, da pari a pari, aggiunge Xi, sostenendo che i rapporti bilaterali hanno raggiunto un “nuovo punto di partenza”. “Cina e Russia sono diventate una forza stabilizzante fondamentale in un mondo che sta subendo profondi cambiamenti senza precedenti in un secolo”, afferma Xi.

Il leader cinese torna a ripetere che il mondo odierno è ben lungi dall’essere pacifico, con l’unilateralismo e l’egemonia che rappresentano gravi minacce, portando l’ordine internazionale pericolosamente vicino a un ritorno alla “legge della giungla”, riferimento fatto varie volte in passato che sembra una stoccata all’America. Il presidente cinese afferma che Cina e Russia devono assumersi con fermezza le responsabilità dei grandi Paesi, sostenere l'autorità delle Nazioni Unite e l'equità e la giustizia internazionali, e opporsi a ogni forma di prepotenza unilaterale e ai tentativi di far regredire la storia. E aggiunge “che ciò include l'opposizione a qualsiasi mossa che neghi gli esiti della Seconda guerra mondiale o cerchi di riabilitare il fascismo e il militarismo”. Questo, invece, un riferimento al Giappone (da mesi Pechino e Tokyo sono ai ferri corti e la Cina ha accusato varie volte il Sol Levante di voler far rivivere “i fantasmi militaristi del passato”).

Parlando dopo Xi, Putin afferma che “la Russia e la Cina svolgono un ruolo stabilizzatore sulla scena internazionale”. Mentre il portavoce del Cremlino dichiara che Mosca non esclude un incontro tra il presidente russo e Donald Trump in occasione del vertice Apec che si terrà in Cina a novembre.

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