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Raúl Castro, l’ex presidente cubano incriminato dagli Usa: ecco perché

(afp)

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Nel 1996 due aerei decollati da Miami vennero abbattuti dall’aviazione cubana. Oggi gli Stati Uniti, in una fase di drammatica escalation nella crisi con l’Avana, hanno deciso di mettere a processo l’ex leader, fratello di Fidel
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L’AVANA – Il mare sopra lo Stretto della Florida era limpido quel pomeriggio del 24 febbraio 1996. Due piccoli aerei Cessna decollarono dall’aeroporto di Opa-locka, a Miami, diretti verso sud. A bordo c’erano quattro uomini dell’organizzazione Hermanos al Rescate: Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales. Poco dopo le tre del pomeriggio, due caccia Mig-29 e Mig-23 dell’aviazione cubana intercettarono i velivoli. Nel giro di pochi minuti, due missili aria-aria colpirono gli aerei, che precipitarono nel mare. I quattro occupanti morirono sul colpo.

(reuters)

L’abbattimento degli aerei

A Miami lo chiamano “the case”. Il caso definitivo contro il castrismo. Da allora, infatti, la ricostruzione di quanto accadde è diventata una delle dispute più dure e simboliche nei rapporti tra Cuba e Stati Uniti. Con Donald Trump di nuovo alla Casa Bianca, Marco Rubio al Dipartimento di Stat…

L’AVANA – Il mare sopra lo Stretto della Florida era limpido quel pomeriggio del 24 febbraio 1996. Due piccoli aerei Cessna decollarono dall’aeroporto di Opa-locka, a Miami, diretti verso sud. A bordo c’erano quattro uomini dell’organizzazione Hermanos al Rescate: Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales. Poco dopo le tre del pomeriggio, due caccia Mig-29 e Mig-23 dell’aviazione cubana intercettarono i velivoli. Nel giro di pochi minuti, due missili aria-aria colpirono gli aerei, che precipitarono nel mare. I quattro occupanti morirono sul colpo.

(reuters)

L’abbattimento degli aerei

A Miami lo chiamano “the case”. Il caso definitivo contro il castrismo. Da allora, infatti, la ricostruzione di quanto accadde è diventata una delle dispute più dure e simboliche nei rapporti tra Cuba e Stati Uniti. Con Donald Trump di nuovo alla Casa Bianca, Marco Rubio al Dipartimento di Stato e la crisi cubana arrivata a un punto di collasso, il dossier Hermanos al Rescate è riemerso dai cassetti della Guerra Fredda, per incriminare oggi il 94 enne ex leader Raúl Castro.

Le due versioni

Per Washington si trattò dell’abbattimento illegale di due aerei civili disarmati in acque internazionali. Le indagini dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile, della Commissione interamericana per i diritti umani e di diverse agenzie americane conclusero che i Cessna furono colpiti fuori dallo spazio aereo cubano. Gli Stati Uniti sostennero che non esistesse alcuna minaccia militare imminente e che l’azione cubana rappresentasse una violazione del diritto internazionale.

(reuters)
Il governo cubano offrì invece una versione completamente diversa. L’Avana sostenne che Hermanos al Rescate non fosse una semplice organizzazione umanitaria ma un gruppo politico ostile, legato all’esilio anticastrista di Miami – e addirittura alla Cia - e responsabile di ripetute provocazioni. Negli anni precedenti, i loro aerei avevano più volte sorvolato l’Avana lanciando volantini contro Fidel Castro, violando — secondo Cuba — la sovranità nazionale.

Per il governo cubano, quel 24 febbraio i piloti stavano nuovamente entrando nello spazio aereo dell’isola. Fidel Castro difese pubblicamente l’operazione come un atto di autodifesa. Raúl Castro, allora ministro delle Forze Armate, venne indicato dagli Stati Uniti come uno dei responsabili politici e militari dell’azione.

Le comunicazioni radio rese pubbliche negli anni successivi mostrarono il momento dell’intercettazione. Nei dialoghi tra i piloti cubani si sente l’ordine di aprire il fuoco. Cuba ha sempre sostenuto che i Mig agirono in difesa del territorio nazionale; gli Stati Uniti replicarono che le coordinate radar dimostravano il contrario.

Le conseguenze

L’episodio ebbe conseguenze immediate. Pochi giorni dopo, il presidente Bill Clinton firmò la legge Helms-Burton, che irrigidì l’embargo contro Cuba trasformandolo in una struttura permanente approvata dal Congresso. Da allora il caso Hermanos al Rescate è rimasto una ferita aperta soprattutto nella comunità cubano-americana della Florida.

Nel 2001 un tribunale federale di Miami incriminò due generali cubani accusati di aver ordinato l’abbattimento. Cuba respinse il procedimento definendolo politico. Per anni il nome di Raúl Castro è rimasto ai margini delle accuse formali, pur comparendo frequentemente nel dibattito pubblico e nelle richieste delle famiglie delle vittime.

Oggi, quasi trent’anni dopo, il caso è tornato al centro della scena. La decisione di incriminare Raul oggi arriva in un momento di tensione estrema tra Washington e L’Avana, con nuove sanzioni economiche, accuse reciproche e una crisi economica senza precedenti sull’isola. Ed è un nuovo tassello del gioco geopolitico

Per gli Stati Uniti non si tratta solo di chiudere un conto rimasto aperto dal 1996. Il copione è noto: in marzo del 2002 gli Usa incriminarono Nicolas Maduro per narcotraffico. Quel passaggio fu la base legale per l’intervento armato a Caracas lo scorso 3 di gennaio. Oggi a Miami il gioco si ripete.

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