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Il crollo di Trump nei sondaggi, solo il 37% approva il suo mandato: pesano guerra ed economia

(afp)

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Gli americani bocciano il conflitto con l’Iran e non premiano Trump neppure sulla gestione dell’economia, tema a lui storicamente favorevole. Peggiora anche il giudizio degli indipendenti: quasi sette su dieci disapprovano il suo operato alla Casa Bianca
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NEW YORK – La fiducia degli americani verso il presidente Donald Trump è ai minimi su molti temi, dall’Iran al costo della vita. E’ un dato che conferma altri sondaggi fatti nelle ultime settimane da agenzie indipendente e che potrebbe accelerare la Casa Bianca verso una svolta che metta fine alla crisi in Medio Oriente, il cui impatto sull’economia globale ha allarmato da tempo i mercati. Secondo il rilevamento New York Times/Siena, ampie maggioranze di intervistati ritengono il conflitto in Medio Oriente non giustificato rispetto ai costi che gli americani stanno affrontando e mostrano un forte pessimismo anche sull’andamento dell’economia. Il tasso di approvazione di Trump si attesta al 37%, il livello più basso del suo secondo mandato nei sondaggi Times/Siena.

Quasi due terzi degli elettori pensano che la scelta di andare in guerra sia sbagliata; tra gli indipendenti - la fascia di elettori considerata decisiva per la vittoria - la percentuale sale a quasi tre quarti. Meno di un q…

NEW YORK – La fiducia degli americani verso il presidente Donald Trump è ai minimi su molti temi, dall’Iran al costo della vita. E’ un dato che conferma altri sondaggi fatti nelle ultime settimane da agenzie indipendente e che potrebbe accelerare la Casa Bianca verso una svolta che metta fine alla crisi in Medio Oriente, il cui impatto sull’economia globale ha allarmato da tempo i mercati. Secondo il rilevamento New York Times/Siena, ampie maggioranze di intervistati ritengono il conflitto in Medio Oriente non giustificato rispetto ai costi che gli americani stanno affrontando e mostrano un forte pessimismo anche sull’andamento dell’economia. Il tasso di approvazione di Trump si attesta al 37%, il livello più basso del suo secondo mandato nei sondaggi Times/Siena.

Quasi due terzi degli elettori pensano che la scelta di andare in guerra sia sbagliata; tra gli indipendenti - la fascia di elettori considerata decisiva per la vittoria - la percentuale sale a quasi tre quarti. Meno di un quarto del totale ritiene, invece, che il conflitto sia valso il prezzo pagato per l’aumento di carburante e della spesa.

Tra i repubblicani prevale il giudizio favorevole sull’operato del presidente e sulla gestione del conflitto con gli iraniani, ma tra gli altri elettori emergono forti critiche su vari fronti, in particolare economia, costo della vita, immigrazione e conflitto israelo-palestinese. Il 64% degli intervistati disapprova la gestione dell’economia, un tema storicamente favorevole a Trump, considerato nel 2024 un grande esperto, nonostante le sue molte bancarotte.

Il sondaggio segnala inoltre un peggioramento dell’opinione degli indipendenti: quasi sette su dieci disapprovano la sua presidenza e molti ritengono che le sue politiche abbiano avuto effetti negativi personali. In termini numerici, boccia la politica sull’immigrazione il 56 per cento degli americani; il costo della vita il 69 per cento; il lavoro del presidente il 59.

Sul fronte democratico, però, non emerge un miglioramento significativo dell’immagine del partito: solo il 26% degli elettori si dice soddisfatto. Nonostante questo, in uno scenario ipotetico per le elezioni di midterm, in programma a novembre e che riguarderanno il rinnovo del Congresso, i democratici risultano avanti di circa 10 punti sui repubblicani tra gli elettori registrati.

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