Cuba, gli Usa schierano la portaerei Nimitz nei Caraibi
dalla nostra inviata Laura LucchiniL’AVANA – Sono ore di tensione estrema a Cuba. L’imminenza di un’azione concreta da parte degli Stati Uniti contro l’isola ormai è data per certa a l’Avana dove l’attesa è marcata da una buona dose di fatalismo. Le azioni ostili di Washington non fanno che accumularsi con un’accelerazione negli ultimi dieci giorni. Ieri, pochi istanti dopo l’incriminazione dell’ex leader Raúl Castro per l’abbattimento di due aerei di esuli 30 anni fa, il Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom) ha comunicato l'arrivo nei Caraibi della portaerei a propulsione nucleare Nimitz e del relativo gruppo d'attacco.
"Benvenuti nei Caraibi, Gruppo d'Attacco del Nimitz", ha postato su X il Southcom, responsabile delle operazioni in America Latina, Messico escluso. Stando al New York Times, che cita fonti governat…
L’AVANA – Sono ore di tensione estrema a Cuba. L’imminenza di un’azione concreta da parte degli Stati Uniti contro l’isola ormai è data per certa a l’Avana dove l’attesa è marcata da una buona dose di fatalismo. Le azioni ostili di Washington non fanno che accumularsi con un’accelerazione negli ultimi dieci giorni. Ieri, pochi istanti dopo l’incriminazione dell’ex leader Raúl Castro per l’abbattimento di due aerei di esuli 30 anni fa, il Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom) ha comunicato l'arrivo nei Caraibi della portaerei a propulsione nucleare Nimitz e del relativo gruppo d'attacco.
"Benvenuti nei Caraibi, Gruppo d'Attacco del Nimitz", ha postato su X il Southcom, responsabile delle operazioni in America Latina, Messico escluso. Stando al New York Times, che cita fonti governative anonime, l'amministrazione Usa intende impiegare la Nimitz — e il suo stormo di caccia — come dimostrazione di forza, e non come piattaforma per operazioni militari su vasta scala. Eppure, è impossibile non pensare alle analogie con il dispiegamento della portaerei Gerald Ford nelle settimane precedenti al raid di Caracas, culminato con la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro lo scorso gennaio.
La Nimitz viene da settimane di navigazione lungo la costa Sudamericana per esercitazioni che erano state pianificate in anticipo, e ha concluso le simulazioni insieme alla marina brasiliana. “Appare però difficile che si tratti di una coincidenza”, annota sempre il New York Times, “che il Pentagono abbia pianificato l’arrivo della portaerei nei Caraibi proprio il giorno dell’incriminazione”. Gran parte della potenza di fuoco che il Pentagono aveva ammassato nei Caraibi per il raid contro Maduro ha lasciato la regione poco dopo, per costituire la spina dorsale della potenza americana nella guerra contro l'Iran. Tuttavia, secondo la Marina, la nave d'assalto anfibio Tripoli rimane nella regione.
“Stiamo liberando Cuba, aspettano questo momento da 65 anni”, sono state le parole di Donald Trump che ieri hanno alimentato le speculazioni riguardo a un’azione imminente. “Abbiamo un sacco di persone a Cuba, la Cia è presente. E Marco Rubio è originario di lì, dunque abbiamo molti expertise”. Le parole hanno immediatamente scatenato un tam tam paranoico nella rete, rispetto alla presenza fisica di agenti che stiano già operando per far cadere il regime. E intanto a Cuba i canali ufficiali passano immagini di sistemi di contraerea messi in massima allerta sull’isola. Le Forze Aeree Rivoluzionarie (Far) vengono immortalate in filmati che sembrano venire da un’altra epoca mentre usano un Pechora-M1, un sistema missilistico terra-aria sovietico.
Come in ogni momento drammatico non poteva mancare la convocazione all’adunata di massa: “Il governo cubano ha indetto una manifestazione per venerdì presso la Piazza Anti-imperialista José Martí, situata sul Malecón dell'Avana, di fronte all'ambasciata statunitense. La mobilitazione è stata organizzata per condannare le recenti accuse e sanzioni emesse dalle autorità statunitensi contro il generale Raúl Castro”, è la nota diffusa del canali ufficiali.
Intanto la Cina ha intimato agli Stati Uniti di "smettere di brandire il bastone giudiziario" contro Cuba dopo l’incriminazione di Castro mentre Mosca ha ribadito la sua solidarietà all’ex presidente. "Continueremo a fornire il sostegno più attivo al fraterno popolo cubano in questo periodo difficile. L'Avana è stata informata delle sue modalità e degli aspetti fondamentali", ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
Sostegno anche dalla Spagna che, attraverso il ministro degli Esteri Albares, ha respinto l'uso della forza "per tentare di cambiare il destino" dell’isola, assicurando che "solo il popolo cubano può decidere liberamente del proprio futuro".