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“Kiev membro associato della Ue”: cos’è l’adesione “light” dell’Ucraina proposta da Merz

(afp)

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Con una lettera ai vertici dell’Unione il cancelliere tedesco parla di “necessità geopolitica” nel tentativo di frenare le pressioni di Zelensky e di animare il dibattito sull’allargamento
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BERLINO – Friedrich Merz intende coinvolgere maggiormente l’Ucraina nei processi decisionali dell’Ue: in una lettera ai vertici dell’Unione europea il cancelliere tedesco propone di riconoscere al Paese martoriato da cinque anni di guerra d’aggressione russa lo status di “membro associato”. L’allargamento dell’Ue è una “necessità geopolitica”, scrive Merz. “Perciò sono convinto che abbiamo bisogno di una dinamica nuova sia per l’Ucraina sia per i Paesi dei Balcani occidentali e la Moldova”. Il cancelliere ne ha parlato già con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky e i colleghi europei al Consiglio informale di aprile a Cipro. Ma ora vuole accelerare: “occorre un accordo in tempi brevi” per un passo che “andrebbe oltre una “membership ‘light’”.

Quello di Merz è un tentativo di frenare le pressioni di Zelensky per un’adesione formale rapida ma anche di rivitalizzare un dibattito, quello sull’allargamento dell’Unione, che rischiava di finire su un binario morto. Senza cedere per…

BERLINO – Friedrich Merz intende coinvolgere maggiormente l’Ucraina nei processi decisionali dell’Ue: in una lettera ai vertici dell’Unione europea il cancelliere tedesco propone di riconoscere al Paese martoriato da cinque anni di guerra d’aggressione russa lo status di “membro associato”. L’allargamento dell’Ue è una “necessità geopolitica”, scrive Merz. “Perciò sono convinto che abbiamo bisogno di una dinamica nuova sia per l’Ucraina sia per i Paesi dei Balcani occidentali e la Moldova”. Il cancelliere ne ha parlato già con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky e i colleghi europei al Consiglio informale di aprile a Cipro. Ma ora vuole accelerare: “occorre un accordo in tempi brevi” per un passo che “andrebbe oltre una “membership ‘light’”.

Quello di Merz è un tentativo di frenare le pressioni di Zelensky per un’adesione formale rapida ma anche di rivitalizzare un dibattito, quello sull’allargamento dell’Unione, che rischiava di finire su un binario morto. Senza cedere però a idee radicali come quella, rigettata da tutti i Paesi membri, di un “allargamento rovesciato” proposto dalla Commissione Ue, ossia di un’adesione immediata con verifiche successive dei criteri per l’accesso. Una fonte governativa citata da Euractiv spiega la mossa del cancelliere così: “sappiamo che l’accesso alla Ue non avverrà in un paio di anni, e certamente non entro questo decennio”.

A Kiev, cui dall’inizio del conflitto è stata garantita già una corsia preferenziale nel processo di adesione alla Ue, non verrebbe riconosciuto il diritto di voto al Consiglio europeo, ma potrebbe comunque partecipare alle riunioni dei capi di Stato e di governo e a quelle dei ministeri. Agli ucraini verrebbe anche offerta la possibilità di nominare un Commissario europeo, che però non avrebbe diritto di voto nelle riunioni dell’esecutivo, né un portafoglio. E di arricchire il Parlamento Ue di membri propri - anch’essi senza diritto di voto.

L’intenzione di Berlino è anche quella di coinvolgere gli ucraini gradualmente nel Bilancio Ue e di garantirgli l’ombrello dell’articolo 42.7 del Trattato, quello che promette tutela reciproca dei Paesi membri nel caso di un aggressione militare. L’Ucraina, nelle intenzioni di Merz, dovrebbe anche avere un ruolo di giudice ‘minore’ alla Corte di Giustizia europea come “Assistant Rapporteur”.

Se l’Ucraina dovesse fare dei passi indietro nel processo di adesione formale o nella tutela dei “valori fondamentali della Ue”, Merz suggerisce di bloccare tutto. Riguardo ai sei paesi dei Balcani e alla Moldova, il cancelliere propone piani ad hoc per un’adesione rapida. Ma il piano potrebbe incontrare degli ostacoli: gli “Amici dei Balcani Occidentali”, un pugno di Paesi capitanati dall’Austria, si oppongono da tempo alla corsia preferenziale concessa dell’Ucraina.

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