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Arrestato per furto e poi soffocato dagli agenti: proteste a Dublino per il “George Floyd” irlandese

(reuters)

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In centinaia hanno manifestato per la morte di Yves Sakila, un immigrato congolese, detenuto da guardie private in un centro commerciale con l’accusa di avere rubato dei prodotti e poi morto
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LONDRA – Centinaia di manifestanti hanno protestato ieri davanti al parlamento di Dublino per la morte di un immigrato congolese, detenuto da guardie private in un centro commerciale della città con l’accusa di avere rubato dei prodotti e poi apparentemente soffocato. Un caso che in Irlanda è stato subito paragonato a quello di George Floyd, l’afroamericano ucciso da un poliziotto a Minneapolis nel 2020, che scatenò disordini in tutta America con lo slogan “Black Lives Matter”.

Mazzi di fiori riempiono il marciapiede della capitale irlandese nel punto in cui venerdì scorso Yves Sakila, nato in Congo ma cresciuto e residente da anni a Dublino, è stato immobilizzato a terra dal personale di sicurezza di un popolare shopping center perché sospettato di furto. Almeno cinque guardie private lo hanno tenuto fermo per cinque minuti, davanti ai passanti che guardavano e filmavano la scena con i telefonini. A un certo punto l’uo…

LONDRA – Centinaia di manifestanti hanno protestato ieri davanti al parlamento di Dublino per la morte di un immigrato congolese, detenuto da guardie private in un centro commerciale della città con l’accusa di avere rubato dei prodotti e poi apparentemente soffocato. Un caso che in Irlanda è stato subito paragonato a quello di George Floyd, l’afroamericano ucciso da un poliziotto a Minneapolis nel 2020, che scatenò disordini in tutta America con lo slogan “Black Lives Matter”.

Mazzi di fiori riempiono il marciapiede della capitale irlandese nel punto in cui venerdì scorso Yves Sakila, nato in Congo ma cresciuto e residente da anni a Dublino, è stato immobilizzato a terra dal personale di sicurezza di un popolare shopping center perché sospettato di furto. Almeno cinque guardie private lo hanno tenuto fermo per cinque minuti, davanti ai passanti che guardavano e filmavano la scena con i telefonini. A un certo punto l’uomo ha perso i sensi e quando sono arrivati i soccorsi è stato troppo tardi: era deceduto. Un video dell’incidente, postato sui social, è diventato virale e nei giorni successivi ha contribuito a provocare dimostrazioni di protesta.

“Questo è il nostro George Floyd”, dice all’agenzia di stampa Reuters un ex-compagno di scuola della vittima, il 35enne David Kaliba. “Non posso credere che quello che è accaduto negli Stati Uniti sei anni or sono si sia ora ripetuto in Irlanda”. Kaliba descrive Sakira come una persona timida e tranquilla, per niente aggressivo, che aveva lavorato nel settore informatico fino a quando recentemente è rimasto disoccupato e ha perso la casa, venendo costretto a dormire in strada. “Quando vedi il video di come lo tenevano bloccato a terra sembra la ripetizione di quanto avvenuto a Floyd”, commenta Yemi Adenuga, una consigliera comunale di Dublino che nel 2019 è stata la prima donna di origine africana eletta a un incarico pubblico in Irlanda.

Secondo la consigliera il governo irlandese non ha intrapreso i passi necessari a integrare il crescente numero di immigrati, creando “una ricetta per il caos, l’anarchia e la violenza”. Negli ultimi anni in Irlanda sono aumentati sentimenti antimmigrazione, causando nel 2023 scontri e saccheggi nel centro di Dublino, proprio vicino al luogo in cui la settimana scorsa è morto l’immigrato congolese. Il video della morte di Sakira ha scioccato la nazione. Giovedì il primo ministro Micheal Martin ha ripetuto un appello a un’approfondita inchiesta, riconoscendo che l’episodio provoca grande ansia in tutta la nazione. I risultati dell’autopsia non sono ancora stati resi noti, afferma la polizia, perché le indagini sono in corso. “Giustizia rapida e giustizia per tutti”, gridavano ieri i dimostranti davanti al parlamento.

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