Il re e il visionario, storia dei “due Carlo”: così Petrini conquistò il sovrano inglese
di Enrico FranceschiniLONDRA – Li chiamavano “i 2 Carlo”. E così si chiamavano fra loro, con il Carlo inglese che esortava il Carlo italiano a fare a meno dei titoli regali, Principe, Sua Altezza, Maestà. “Condividiamo non solo il nome di battesimo”, aveva detto Petrini nell’aprile dello scorso anno, quando incontrò per l’ultima volta il re a Ravenna, “ma anche i guai di salute”, allusione al cancro per cui è in cura il sovrano e ai problemi propri. Aggiungendo poi la lista delle altre cose che li accomunavano: il cibo biologico, l’alimentazione sostenibile, la difesa dell’ambiente.
La loro amicizia era nata ventidue anni fa, nel 2004 a Torino, dove il fondatore di Slow Food invitò l’allora erede al trono al Salone del Gusto in nome dell’amore per i prodotti della terra, consapevole del…
LONDRA – Li chiamavano “i 2 Carlo”. E così si chiamavano fra loro, con il Carlo inglese che esortava il Carlo italiano a fare a meno dei titoli regali, Principe, Sua Altezza, Maestà. “Condividiamo non solo il nome di battesimo”, aveva detto Petrini nell’aprile dello scorso anno, quando incontrò per l’ultima volta il re a Ravenna, “ma anche i guai di salute”, allusione al cancro per cui è in cura il sovrano e ai problemi propri. Aggiungendo poi la lista delle altre cose che li accomunavano: il cibo biologico, l’alimentazione sostenibile, la difesa dell’ambiente.
La loro amicizia era nata ventidue anni fa, nel 2004 a Torino, dove il fondatore di Slow Food invitò l’allora erede al trono al Salone del Gusto in nome dell’amore per i prodotti della terra, consapevole dell’interesse del principe per i cibi naturali e a chilometro zero. Da allora, la scommessa di Petrini di contrapporre una nuova idea di gastronomia al concetto di “fast food” che aveva dominato il mondo ha trovato in Carlo d’Inghilterra un sostenitore accanito.
Si sono incontrati molte volte. La penultima, nel febbraio 2025 ad Highgrove, la tenuta del Gloucestershire dove Carlo sviluppa le proprie idee in materia di agricoltura biologica e alimentazione naturale, per una cena organizzata congiuntamente dall’Ambasciata italiana di Londra e dalla Kings Foundation, una tappa di avvicinamento alla visita in Italia che il re ha effettuato due mesi più tardi. Una serata con personalità di eccezione, dall’Ambasciatore Inigo Lambertini all’attore italo-americano Stanley Tucci, grande estimatore e diffusore della cucina italiana, con fra gli ospiti l’attrice Helen Mirren, l’ex-calciatore David Beckham, il ballerino Robert Bolle, alcuni dei più noti esponenti della moda, fra cui Federico Marchetti, Donatella Versace, Brunello Cucinelli, Renzo Rosso, Angela Missoni, e che di fama internazionale come Giorgio Locatelli e Francesco Mazzei, quest’ultimo autore del menù, e naturalmente Carlo Petrini.
Nell’aprile dello stesso anno Petrini e il re si sono rivisti a Ravenna, durante la visita del sovrano britannico. “Gli ho fatto i complimenti per l’intervento in Parlamento e abbiamo discusso della nostra impresa comune: la salvaguardia dei prodotti tradizionali”, ha detto il creatore di Slow Food dopo l’incontro. “Ce ne sono circa 500 in Inghilterra che fanno parte dell’Arca del gusto e dei presidi Slow food. Pubblicheremo insieme un libro sul patrimonio alimentare britannico e la sua tutela. Re Carlo ha messo a disposizione il suo staff per aiutarci nella ricerca e lo patrocinerà.
Quando Carlo, all’epoca ancora principe, già parlava di ecologia, veniva preso un po’ in giro, considerato un soggetto strano. In questi due decenni la cosa più rilevante a cui stiamo assistendo è il cambiamento climatico e il disastro ambientale, la perdita della biodiversità e una serie di problematiche che il re ha giustamente espresso nel suo discorso alle Camere riunite: siccità, inondazioni, tempeste estreme, l’estinzione di specie animali e vegetali, l’aumento delle emissioni, il mancato rispetto dei cicli naturali della terra, la crescita insostenibile. I nostri discorsi, quelli che allora ci hanno reso amici, sono usciti dalla nicchia e ora sono una questione riconosciuta da tutti”.
Petrini aveva visitato più volte la grande tenuta del re nella contea del Gloucester. “Carlo mi ha ribadito più volte il ruolo di Slow Food nell’avvicinarlo alla qualità del cibo italiana”, raccontava. “Tempo fa mi chiamò ad Highgrove perché era interessato a sviluppare per conto proprio dei prodotti di salumeria con il metodo e l’esperienza dell’Italia. Ora produce una coppa semplicemente strepitosa”. L’hanno mangiata insieme, nella fattoria del sovrano: un panino all’italiana per i 2 Carlo, come vecchi amici.