“Hello, goodbye”, addio al “Late Show” di Colbert: ultima puntata “all star” all’ombra di Trump
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - No, alla fine papa Leone non si è lasciato convincere da Stephen Colbert ad interpretare il ruolo dell’ultimo ospite nel suo "The Late Show". Però Paul McCartney è venuto per ricordare che quando aveva esordito con i Beatles nello stesso teatro, partecipando nel 1964 a "The Ed Sullivan Show", la cosa che lo aveva più attirato ad attraversare l’oceano era stata l’ispirazione ricevuta dalla storia musicale degli Stati Uniti, ma soprattutto il fatto che "l’America era la terra delle persone libere, la più grande democrazia. Sì, questo era ciò che era". Ma subito dopo, con una breve pausa teatrale, ha aggiunto: "Questo è quanto è ancora, sperabilmente".
Poco prima, per assicurarsi che non sfuggisse al pubblico la responsabilità di chi sta minacciando la democrazia americana, aveva ricordato quando il giorno dell’esordio televisivo americano "ci avevano coperto le facce con un forte trucco arancione". Al che Colbert non si è potuto trattenere: "E’ una roba che va molto di moda o…
NEW YORK - No, alla fine papa Leone non si è lasciato convincere da Stephen Colbert ad interpretare il ruolo dell’ultimo ospite nel suo "The Late Show". Però Paul McCartney è venuto per ricordare che quando aveva esordito con i Beatles nello stesso teatro, partecipando nel 1964 a "The Ed Sullivan Show", la cosa che lo aveva più attirato ad attraversare l’oceano era stata l’ispirazione ricevuta dalla storia musicale degli Stati Uniti, ma soprattutto il fatto che "l’America era la terra delle persone libere, la più grande democrazia. Sì, questo era ciò che era". Ma subito dopo, con una breve pausa teatrale, ha aggiunto: "Questo è quanto è ancora, sperabilmente".
Poco prima, per assicurarsi che non sfuggisse al pubblico la responsabilità di chi sta minacciando la democrazia americana, aveva ricordato quando il giorno dell’esordio televisivo americano "ci avevano coperto le facce con un forte trucco arancione". Al che Colbert non si è potuto trattenere: "E’ una roba che va molto di moda oggi, in certi posti".
"The Late Show" ha calato ieri sera definitivamente il sipario, secondo la Cbs per ragioni finanziarie. Nessuno ci crede, però. Tutti sono convinti che la televisione, passata sotto il controllo del miliardario amico di Donald Trump Larry Ellison, abbia chiuso lo show satirico perché dava fastidio al presidente. Nel paese dove il Primo emendamento della Costituzione garantisce a tutti la libertà di espressione, questa è la minaccia della fine di un esperimento unico al mondo, che il prossimo 4 luglio celebrerà 250 anni di esistenza.
Per salutare il suo pubblico, e allo stesso tempo mettere in guardia l’America dal rischio che corre, Colbert ha fatto ricorso agli amici di sempre. A parte il Papa, che comunque ha fatto una finta comparsata in camerino, rifiutandosi di salire sul palco perché non gli avevano dato da mangiare gli hot dog della sua Chicago come aveva chiesto. Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon, John Oliver e Seth Meyers, conduttori degli altri quattro spettacoli satirici serali finora sopravvissuti, sono apparsi insieme davanti ad un vortice verde che risucchiava "The Late Show", per dare solidarietà al collega caduto: "Ad un certo punto - ha ammonito Oliver - questo potrà succedere a tutti noi". Poi però non ha resistito alla tentazione di appiccicarci una battuta: "La cosa importante da ricordare stanotte, tuttavia, è che il vortice mangerà te".
A quel punto sul palco è salito anche Jon Stewart, il mentor di Colbert che lavorando con lui era diventato famoso, per leggergli una lettera d’addio della casa proprietaria della Cbs: "Paramount crede fortemente all’obbligo di riportare entrambi i lati della storia del buco nero che sta ingoiando tutto quello che conosciamo e amiamo, e la copertura deve includere gli aspetti positivi di questo insaziabile vuoto".
Lo show è finito con Paul MCartney che ha abbassato l’interruttore per spegnere le luci, dopo aver cantato il classico dei Beatles "Hello, Goodbye”. Tutti insieme hanno detto ciao, invece di addio, ma al momento questa resta soprattutto una speranza, invece di una certezza.