Wang Yong ha sentito prima un forte odore di zolfo, poi ha visto levarsi una densa colonna di fumo. Pochi istanti dopo, un’esplosione di gas ha devastato la miniera di carbone di Liushenyu, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi. “Ho subito gridato a tutti di scappare”, racconta dal letto d’ospedale. Con lui, sotto terra, c’erano 247 operai: almeno 84 sono morti, oltre 120 sono ricoverati e 9 risultano ancora dispersi. Un bilancio che rende l’incidente di ieri sera il più grave degli ultimi anni in Cina.
Le cause dell’esplosione sono ancora oggetto d’indagine, mentre le operazioni di soccorso proseguono senza sosta. Centinaia di soccorritori, medici e tecnici si alternano da ore nel pozzo per raggiungere eventuali superstiti e recuperare i corpi delle vittime. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato “il massimo sforzo” nelle ricerche e ha chiesto un’indagine approfondita, affinché “i responsabili siano perseguiti secondo la legge”. Secondo i media locali, alcuni dirige…
Wang Yong ha sentito prima un forte odore di zolfo, poi ha visto levarsi una densa colonna di fumo. Pochi istanti dopo, un’esplosione di gas ha devastato la miniera di carbone di Liushenyu, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi. “Ho subito gridato a tutti di scappare”, racconta dal letto d’ospedale. Con lui, sotto terra, c’erano 247 operai: almeno 84 sono morti, oltre 120 sono ricoverati e 9 risultano ancora dispersi. Un bilancio che rende l’incidente di ieri sera il più grave degli ultimi anni in Cina.
Le cause dell’esplosione sono ancora oggetto d’indagine, mentre le operazioni di soccorso proseguono senza sosta. Centinaia di soccorritori, medici e tecnici si alternano da ore nel pozzo per raggiungere eventuali superstiti e recuperare i corpi delle vittime. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato “il massimo sforzo” nelle ricerche e ha chiesto un’indagine approfondita, affinché “i responsabili siano perseguiti secondo la legge”. Secondo i media locali, alcuni dirigenti della compagnia mineraria sarebbero già stati fermati. Le prime ipotesi investigative puntano su livelli di monossido di carbonio superiori ai limiti consentiti all’interno dell’impianto.
“Mentre correvo vedevo le persone cadere a terra soffocate dal fumo. Poi ho perso conoscenza anch’io”, racconta ancora Wang in un’intervista all’emittente statale Cctv. L’uomo sarebbe rimasto privo di sensi per oltre un’ora. “Quando mi sono risvegliato ho scosso le persone accanto a me e siamo riusciti a uscire dalla miniera”.
All’esterno, nel frattempo, era stata mobilitata una vasta macchina dei soccorsi: oltre 300 persone tra medici, esperti e squadre di emergenza. Le operazioni, però, sono state rallentate dall’accumulo d’acqua vicino al punto dell’esplosione e da planimetrie inesatte fornite dalla Shanxi Tongzhou Coal & Coke Group, che non corrispondevano alla reale struttura della miniera.
Non è la prima volta che l’azienda finisce al centro delle polemiche. La società era già stata sanzionata nel 2025 per violazioni delle norme di sicurezza. La miniera, con una capacità produttiva annua di 1,2 milioni di tonnellate, era stata inoltre inserita nel 2024 dalla National Mine Safety Administration cinese nell’elenco nazionale dei siti ad alto rischio per l’elevata presenza di gas.
Nonostante negli ultimi anni Pechino abbia introdotto nuove misure per migliorare la sicurezza nel settore estrattivo, gli incidenti continuano a essere frequenti. Nel febbraio 2023, il crollo di una miniera a cielo aperto nella Mongolia Interna causò 53 morti. Nel novembre 2009, un’altra esplosione in una miniera della provincia nordorientale dello Heilongjiang provocò 108 vittime.
La tragedia più grave mai registrata nel Paese risale però al 1960, quando un incidente minerario nello Shanxi causò la morte di 684 persone. La provincia resta ancora oggi il cuore dell’industria carbonifera cinese: centinaia di migliaia di minatori vi estraggono ogni giorno tonnellate di carbone, una risorsa che continua a rappresentare una delle principali fonti energetiche della Cina grazie al basso costo e all’ampia disponibilità. Solo lo scorso anno, nello Shanxi sono state prodotte 1,3 miliardi di tonnellate di carbone, quasi un terzo dell’intera produzione nazionale.