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Quando il papà di Stephen Hawking si lamentava: “Non studia abbastanza”

Una biografia in uscita racconta che ai tempi dell’adolescenza del grande scienziato – non ancora colpito dalla malattia degenerativa – il genitore era preoccupato perché il giovane si aggirava “per casa come un fannullone”
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“Non studia abbastanza”: una comune lamentela di molti genitori nei confronti dei figli. Ma a esprimerla, in questo caso, è il padre di un ragazzo che sarebbe diventato uno dei più celebri scienziati del mondo: Stephen Hawking, l’astrofisico autore del best-seller internazionale “Dal big bang ai buchi neri – breve storia del tempo”, che ha venduto 13 milioni di copie in tutte le lingue.

Eppure, quando Hawking aveva 19 anni, suo padre era preoccupato: gli sembrava che il figlio fosse svogliato e non si impegnasse abbastanza. La rivelazione è contenuta in “Hawking”, prima biografia autorizzata del grande studioso, scomparso nel 2018 dopo la lunga malattia che lo aveva completamente paralizzato e costretto a esprimersi attraverso un sintetizzatore vocale. Scritto da Graham Farmelo, già pluripremiato autore di saggi, il libro uscirà a settembre e si basa su interviste con la sorella, la prima moglie e i tre figli di Hawking, oltre a lettere e diari dei genitori. Ed è proprio nel diario de…

“Non studia abbastanza”: una comune lamentela di molti genitori nei confronti dei figli. Ma a esprimerla, in questo caso, è il padre di un ragazzo che sarebbe diventato uno dei più celebri scienziati del mondo: Stephen Hawking, l’astrofisico autore del best-seller internazionale “Dal big bang ai buchi neri – breve storia del tempo”, che ha venduto 13 milioni di copie in tutte le lingue.

Eppure, quando Hawking aveva 19 anni, suo padre era preoccupato: gli sembrava che il figlio fosse svogliato e non si impegnasse abbastanza. La rivelazione è contenuta in “Hawking”, prima biografia autorizzata del grande studioso, scomparso nel 2018 dopo la lunga malattia che lo aveva completamente paralizzato e costretto a esprimersi attraverso un sintetizzatore vocale. Scritto da Graham Farmelo, già pluripremiato autore di saggi, il libro uscirà a settembre e si basa su interviste con la sorella, la prima moglie e i tre figli di Hawking, oltre a lettere e diari dei genitori. Ed è proprio nel diario del padre che trapela l’indiscrezione sui timori che il giovane Stephen non si applicasse a sufficienza a scuola.

L’appunto in questione, anticipato dal Guardian, risale al 1961, due anni prima che Hawking junior venisse colpito da una grave forma degenerativa di sclerosi. Scriveva nel diario il padre Frank: “Stephen si aggira per casa come un fannullone e non studia abbastanza. Mia moglie ed io siamo preoccupati. Ha perso interesse per la fisica. È un vero peccato”.

Anche Frank Hawking era un illustre studioso e per questo il suo rammarico è ancora maggiore: “Alla sua età”, aggiungeva, “ero molto più ambizioso”.

Il giudizio si rivelò completamente sbagliato: nonostante la malattia che lo limitava fisicamente, Stephen Hawking si è affermato come un grande cosmologo, considerato lo scopritore della teoria dei buchi neri, capace di raccontare i segreti della fisica anche a un pubblico non scientifico con il suo best-seller.

Alcune delle sue frasi sono rimaste proverbiali, alla stregua di motti filosofici: “Ricordatevi di guardare in alto verso le stelle, non in basso verso i vostri piedi”, scrisse. “Siate curiosi. Per quanto la vita possa sembrare difficile, c’è sempre qualcosa che potete fare e in cui potete affermarvi. L’importante è non arrendersi”.

Suo padre scrisse il diario in un codice speciale, usando in parte l’alfabeto greco, per mantenerne la riservatezza se fosse stato letto da altri, ma la famiglia Hawking lo ha consegnato all’autore della biografia, che è stato capace di decodificarlo completamente. Negli anni successivi, Frank Hawking confidò alle pagine del diario il dolore per la malattia del figlio e l’orgoglio per i suoi successi scientifici, pur notando che avere rapporti con lui era “difficile”.

Quando nel 1963 gli venne diagnostica la sindrome degenerativa, i medici diedero all’allora 23enne Stephen due anni di vita, ma lo scienziato li smentì: è morto nel 2018 a 76 anni, dopo essere stato titolare per oltre tre decenni della cattedra di matematica applicata e fisica all’università di Cambridge. Fra le molte onorificenze ricevute, ottenne il premio Einstein e il presidente americano Obama gli conferì la Medaglia per la Libertà.

Prima di dire che un figlio non studia abbastanza, insomma, meglio pensarci due volte. E’ questa l’ultima lezione per i posteri di Stephen Hawking.

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