“Cuba dialoga con gli Usa, ma non è in discussione il nostro ordinamento politico ed economico”
dalla nostra inviata Laura LucchiniL’AVANA – Annabel Serrallonga della direzione dei rapporti con gli Stati Uniti all’interno del ministero degli Esteri cubano, è una funzionaria informata sui negoziati ancora in corso, nonostante tutto, tra Cuba e gli Usa: «Il nostro ordinamento politico ed economico non è in discussione», assicura in un’intervista a Repubblica.
L’incriminazione a Raúl è un atto di guerra?
«L’accusa contro il leader della Rivoluzione Raúl è un’azione infame e infondata che ha l’obiettivo di continuare a costruire una narrativa contro Cuba e i suoi leader, al fine di giustificare l’inasprimento delle misure coercitive unilaterali applicate contro il popolo cubano e le minacce di un’aggressione armata».
A che punto sono i negoziati con gli Stati Uniti dopo questo evento?
«Cuba è sempre stata disposta al dialogo con gli Stati Uniti sulla base del rispetto della nostra sovranità e indipendenza. Non è la prima volta che avvengono scambi di questa natura e riteniamo che la diplomazia sia la strada per cerca…
L’AVANA – Annabel Serrallonga della direzione dei rapporti con gli Stati Uniti all’interno del ministero degli Esteri cubano, è una funzionaria informata sui negoziati ancora in corso, nonostante tutto, tra Cuba e gli Usa: «Il nostro ordinamento politico ed economico non è in discussione», assicura in un’intervista a Repubblica.
L’incriminazione a Raúl è un atto di guerra?
«L’accusa contro il leader della Rivoluzione Raúl è un’azione infame e infondata che ha l’obiettivo di continuare a costruire una narrativa contro Cuba e i suoi leader, al fine di giustificare l’inasprimento delle misure coercitive unilaterali applicate contro il popolo cubano e le minacce di un’aggressione armata».
A che punto sono i negoziati con gli Stati Uniti dopo questo evento?
«Cuba è sempre stata disposta al dialogo con gli Stati Uniti sulla base del rispetto della nostra sovranità e indipendenza. Non è la prima volta che avvengono scambi di questa natura e riteniamo che la diplomazia sia la strada per cercare di risolvere le profonde divergenze esistenti tra Cuba e gli Stati Uniti. Il governo cubano affronta questi scambi con discrezione e professionalità. Esistono molteplici temi di interesse bilaterale che possiamo discutere, ma nessuno di essi riguarda l’ordinamento politico ed economico di Cuba».
Crede che si ripeterà lo stesso copione del Venezuela?
«Cuba è sotto la minaccia di un’aggressione militare da parte del governo degli Stati Uniti, come dimostrano le dichiarazioni di alti funzionari statunitensi. Non conosciamo i piani del loro governo, ma non vi è alcun dubbio sul fatto che il popolo cubano difenderà la propria sovranità e indipendenza e affronterà con coraggio qualsiasi aggressione contro la nostra patria».
Gli Stati Uniti hanno offerto aiuti umanitari da distribuire attraverso strutture collegate alla Chiesa cattolica. Come funziona?
«Il governo degli Stati Uniti ha offerto, nell’ottobre del 2025, 3 milioni di dollari in aiuti umanitari per le vittime dell’uragano Melissa, che sarebbero stati inviati e distribuiti tramite la Chiesa cattolica. Nel febbraio di quest’anno ha offerto altri 6 milioni di dollari con finalità analoghe e, recentemente, ha annunciato 100 milioni di dollari in assistenza umanitaria. Cuba non ha respinto questi aiuti né ha posto alcun ostacolo all’ingresso o alla distribuzione delle donazioni. Finora sono stati ricevuti alimenti, articoli per l’igiene, elettrodomestici e materiali per la riparazione delle abitazioni per un valore di 2,8 milioni di dollari».