Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ribadisce che ci sarà “un grande accordo o niente” e , in un lungo post su Truth, rilancia l’appello ai Paesi Arabi per l’allargamento degli Accordi di Abramo. “Sarebbe un onore accogliere Teheran dopo la firma di un’intesa con me”, scrive. Intanto, una delegazione iraniana di alto livello, che include il principale negoziatore del Paese e il governatore della Banca Centrale, si trovava a Doha per discutere un accordo di pace con gli Stati Uniti e lo sblocco dei fondi congelati, secondo quanto riferito all'Afp da una fonte informata sulla questione.
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Media Iran: “Udite esplosioni nel porto di Bandar Abbas”
Diverse esplosioni sono state udite dai residenti della città portuale di Bandar Abbas, il principale porto del sud dell'Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. Lo riportano le agenzie iraniane Fars e Mehr, citate dai media internazionali. Simili boati sono stati segnalati anche a vicino a Sirik e Jask, lungo la costa meridionale dell'Iran. Tuttavia, la posizione esatta e la fonte delle esplosioni restano sconosciute, secondo quanto riportato dalla Fars, citata da Iran International
Netanyahu in ospedale "cure dentistiche"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato portato all'ospedale Hadassah Ein Kerem in tarda serata, secondo quanto riferito dal suo ufficio, che ha aggiunto che il premier ha ricevuto cure dentistiche non specificate. La dichiarazione è stata rilasciata dopo che i media israeliani hanno riferito che era stato portato in ospedale. La salute del premier settantaseienne è diventata un tema centrale dopo che il mese scorso ha rivelato di essersi recentemente sottoposto con successo a un trattamento per il cancro alla prostata, ma di aver esitato a informare il pubblico, sostenendo che l'Iran avrebbe utilizzato l'informazione per diffondere propaganda contro Israele nel contesto della recente guerra. Netanyahu si è fatto impiantare un pacemaker nel luglio 2023. La procedura è stata una delle diverse problematiche mediche che il premier ha dovuto affrontare negli ultimi anni, tra cui l'intervento di rimozione della prostata nel dicembre 2024 e l'intervento per un'ernia nel marzo 2024. Sia l'episodio del pacemaker che quello dell'ernia hanno esposto Netanyahu alle critiche per aver nascosto al pubblico informazioni riguardanti il suo stato di salute
Idf: “Attaccate infrastrutture di Hezbollah nella valle della Beqaa”
L'Idf afferma di aver lanciato una serie di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah nella valle della Beqaa e in altre aree del Libano. In precedenza, l'esercito aveva dichiarato di aver colpito le infrastrutture appartenenti al gruppo terroristico nella città di Tiro e nelle aree circostanti
Avviso per i residenti del nord di Israele: “La guerra si intensificherà stanotte”
Il capo del consiglio comunale di Shlomi, nella Galilea occidentale, Gabi Naaman, ha scritto ai residenti che "la guerra si intensificherà ulteriormente stanotte e nei prossimi giorni, quindi dobbiamo essere più vigili del solito". Lo riportano i media israeliani
Idf: “Stiamo colpendo strutture di Hezbollah in Libano”
L'esercito israeliano rende noto che sono in corso attacchi contro strutture di Hezbollah nella valle della Beqaa e in diverse altre zone del Libano
Tv: “Sgomberi nella roccaforte di Hezbollah a Beirut per timore dell’escalation dell'Idf”
La tv libanese al Jadeed riferisce in questi minuti che nel sobborgo sud di Beirut, Dahieh, roccaforte di Hezbollah, sono in corso "misure preventive e sgomberi nel timore di un'escalation da parte dell'esercito israeliano"
Netanyahu: “Ho chiesto un’accelerazione in Libano, schiacceremo Hezbollah”
Israele intensificherà l'offensiva in Libano contro Hezbollah. A dichiararlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Non rallenteremo; al contrario, ho chiesto un'accelerazione", ha dichiarato il primo ministro in un video pubblicato su Telegram. "Intensificheremo gli attacchi, ne aumenteremo la potenza e schiacceremo Hezbollah"
Media: “Scontro Netanyahu-Smotrich sulla risposta a Hezbollah”
Scontro tra il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu e il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich durante la riunione del gabinetto di sicurezza, sulla risposta alla crescente minaccia dei droni di Hezbollah. Secondo quanto riportato da Channel 12 Smotrich avrebbe chiesto a Netanyahu che le Forze di Difesa Israeliane demolissero 10 edifici a Beirut per ogni drone esplosivo lanciato contro Israele. Netanyahu ha deriso Smotrich, aggiunge l'emittente israeliana, chiedendogli cosa avrebbe fatto dopo che 30 droni fossero stati lanciati, 'abbattere 30 edifici?'
Netanyahu: “Intensifichiamo gli attacchi contro Hezbollah”
"Siamo in guerra con Hezbollah. Oltre 600 terroristi sono stati eliminati. Non abbasseremo la guardia. Li colpiremo. Stanno usando i droni, abbiamo una squadra speciale che si occupa di questo e risolveremo anche questo problema. E' ciò che ci impone di intensificare gli attacchi e colpirli frontalmente". Lo afferma in un video il premier israeliano Benjamin Netanyahu
Channel 12: “Gli Usa verso l’ok a vasta operazione dell’Idf contro Hezbollah in Libano”
Un alto funzionario statunitense ha dichiarato a Channel 12 che "gli Stati Uniti potrebbero dare il via libera a un'operazione israeliana su larga scala contro Hezbollah in Libano, in seguito dell'aumento degli attacchi con droni contro Israele"
Media: “Rimosso il blocco di internet dopo tre mesi”
E' stato rimosso in Iran il blocco a internet in vigore da circa tre mesi. Secondo i media statali, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ordinato al ministero delle Comunicazioni di ripristinare l'accesso alla rete ai livelli precedenti allo scorso gennaio. Secondo fonti del ministero, verrebbe ripristinato il pieno accesso dei cittadini iraniani a internet, senza le restrizioni e i filtri che limitano la connessione a siti e piattaforme estere. Stando all'agenzia Fars, tuttavia, la decisione del presidente ha sollevato dubbi sulla sua reale competenza in materia, dal momento che le restrizioni alla rete sarebbero state decise dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e potrebbero quindi essere modificate solo dallo stesso organismo
Media iraniani: “Falsa la notizia dell’uranio in Cina”
L'agenzia iraniana Tasnim ha smentito la notizia, riportata da al-Arabiya, su un presunto via libera di Teheran al trasferimento del suo uranio arricchito ad alti livelli in Cina, definendola "falsa" e parte di "operazioni ostili a livello di informazione". Secondo la Tasnim, ritenuta vicina ai Pasdaran, si tratta di una ricostruzione che non trova alcun riscontro nelle bozze in discussione. L'agenzia di stampa iraniana sottolinea che non esiste alcun impegno di Teheran a trasferire o esportare materiale nucleare
Trump: “Teheran non avrà mai l’arma nucleare”
Gli iraniani "non avranno mai l'arma nucleare". Lo ha detto Donald Trump in un passaggio del suo discorso al Cimitero Nazionale di Arlington, in occasione del Memorial Day, la giornata dedicata ai caduti nelle guerre americane
Caine: “I caduti di Epic Fury sono eroi americani”
Il capo dello Stato maggiore congiunto americano, il generale Dan Caine, ha ricordato anche i caduti nel conflitto con l'Iran, nel suo intervento al Cimitero monumentale di Arlington nel giorno del Memorial Day. "Nel corso dei secoli, il carattere, il coraggio e l'impegno dei combattenti americani non hanno mai vacillato, e non lo faranno mai. E' quello stesso spirito combattivo che abbiamo visto di recente nell'Operazione 'Epic Fury', e ricordiamo e onoriamo coloro che hanno fatto il sacrificio estremo, aggiungendo i loro nomi alla storia dell'eroismo americano"
Al Arabiya: “Iran pronto a spostare uranio arricchito in Cina”
Fonti di alto livello hanno riferito ad Al-Arabiya e Al-Hadath che "l'Iran è pronto a rimuovere l'uranio altamente arricchito dal suo territorio e pone come condizione che venga trasferito in Cina". "Teheran sta cercando garanzie dalla Cina prima di procedere con l'accordo con gli Stati Uniti". Intanto l presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Pechino. Il Pakistan è uno dei Paesi mediatori nei negoziati tra Usa e Iran.
Trump all'attacco di Biden e Obama sull'Iran: “I peggiori presidenti della storia”
Donald Trump all'attacco dei suoi predecessori Joe Biden e Barack Obama sull'Iran. In una serie di post sul suo social Truth, il presidente posta una loro foto insieme con la scritta 'i due peggiori presidenti della storia americana'. In un altro post pubblica una sua immagine con il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth, accompagnata dalla scritta "siamo in buone mani". In un terzo post, Trump pubblica una foto creata con l'intelligenza artificiale in cui Obama appare trasportare una grande quantità di soldi. "Non dimenticate chi è che ha finanziato l'Iran e causato questa guerra. Obama", si legge sull'immagine. In una quarta foto postata da Trump si vedono Obama, Biden e il tycoon negoziare telefonicamente con quello che sembra un iraniano con il volto coperto. Le immagini di Obama e Biden sono accompagnate dalla scritta "trattiamo", mentre dall'altra parte della cornetta l'Iran risponde "farò saltare tutto in aria". Il paradigma si capovolge con Trump: la sua immagine ha la scritta "faccio saltare tutto in aria" mentre l'interlocutore iraniano risponde "trattiamo".
Idf, ucciso a Gaza Abu Mallouh, figura chiave di Hamas per produzione armi
L'Idf rende noto di avere eliminato ieri a Gaza il terrorista Mohammad Abu Mallouh, figura centrale di Hamas per la produzione di armi. "Prima dell'attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, inclusi l'impiego di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea", ha scritto l'esercito in una nota.
Emirati Arabi Uniti consegnano 40 tonnellate materiale medico e ambulanze a Gaza
Un nuovo convoglio di aiuti umanitari degli Emirati Arabi Uniti, con a bordo 40 tonnellate di materiale medico e quattro ambulanze, è stato consegnato per supportare il sistema sanitario e rafforzare la capacità delle équipe mediche nella Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia di stampa emiratina Wam. L'operazione fa parte di una serie di convogli umanitari e di soccorso che gli Emirati Arabi Uniti continuano a inviare nella Striscia di Gaza dall'inizio della crisi, riaffermando il continuo sostegno del Paese alle famiglie colpite.
Cnn, freddezza da leader arabi con Trump su Accordi di Abramo
Donald Trump ha menzionato gli Accordi di Abramo "di sfuggita" durante una telefonata con i leader regionali tenutasi sabato, incoraggiando i rispettivi Paesi ad aderirvi. E' quanto riferito alla Cnn da una fonte a conoscenza dei fatti. La fonte ha precisato che il presidente Usa non ha posto la questione come condizione per l'accordo sull'Iran. L'argomento non ha ricevuto alcuna risposta da parte dei leader regionali. Al contrario, ha precisato la fonte della Cnn, chi ha preso la parola subito dopo Trump ha proseguito con il proprio intervento senza fare alcun cenno alla questione.
Colloquio telefonico tra ministro Esteri Oman e premier Qatar
Colloquio telefonico tra il capo della diplomazia dell'Oman, Badr Albusaidi, e il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani.
Secondo il ministero degli Esteri omanita, si è trattato di uno scambio di vedute nel contesto delle "consultazioni in corso" nella regione e del "coordinamento delle visioni". Al centro del colloquio, modalità per sostenere gli sforzi per arrivare al "consenso auspicato" su vari dossier, compreso lo Stretto di Hormuz. L'Oman è da tempo un canale di mediazione nell'area. A Doha, come confermato dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, ci sono oggi negoziatori di Teheran nel quadro di un "processo diplomatico" in corso per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti.
Repubblicani delusi da Trump su Iran: "Ha ceduto a Teheran"
Nelle pieghe dei difficili negoziati tra Stati Uniti e Iran, si inserisce il malcontento dei repubblicani del Congresso americano verso il presidente Donald Trump. Alcuni leader del partito hanno accusato il tycoon di aver ceduto troppo alle richieste di Teheran. I falchi della politica estera, tra cui i senatori Lindsey Graham e Ted Cruz, si sono espressi in modo negativo dopo le notizie, emerse nel fine settimane, secondo cui i negoziatori statunitensi erano vicini a un accordo che avrebbe garantito concessioni all'Iran, e rinviato la soluzione sullo smantellamento del programma nucleare iraniano. Ma anche concedendo lo sblocco di asset per 12 miliardi di dollari come pre-condizione per successivi negoziati.
Premier Pakistan: “Ringrazio la Cina per il sostegno ai nostri sforzi di pace”
"Ho ringraziato il presidente Xi Jinping per il costante sostegno della Cina ai sinceri sforzi di pace del Pakistan e ho molto apprezzato la sua lungimirante proposta in quattro punti per la pace e la stabilità regionale": lo ha scritto su X il premier pachistano Shehbaz Sharif, che ha definito "caloroso e cordiale" l'incontro col presidente cinese a Pechino.
Sharif ha detto di essere stato accompagnato dal vice premier e ministro degli Esteri Mohammad Isha Dar e dal comandante delle forze armate del Pakistan Asim Munir.
Cnn: “Riad normalizzerà rapporti con Israele solo se ci sarà stato palestinese”
L'Arabia Saudita normalizzerà i rapporti con Israele solo quando di sarà un percorso irreversibile verso la creazione di uno stato palestinese. Lo hanno detto fonti saudite alla Cnn, rispondendo a Donald Trump che ha legato l'accordo con l'Iran all'ingresso dei paesi arabi negli Accordi di Abramo. "La nostra posizione è la stessa di sempre, un percorso irreversibile verso uno stato palestinese", ha insistito la fonte.
Wsj, rallentano progressi su accordo, pesano nucleare e aiuti all'Iran
I progressi verso il raggiungimento di un accordo fra Iran e Stati Uniti hanno subito un rallentamento, con le due parti che hanno irrigidito le loro posizioni sul programma nucleare e gli aiuti finanziari a Teheran. Lo riporta il Wall Street Journal citando i mediatori, secondo i quali gli Stati Uniti temono che l'Iran trascini le trattative sul nucleare dopo aver ottenuto un allentamento della morsa americana in seguito all'accordo di pace
Pezeshkian: “Non cederemo a richieste eccessive”
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che la Repubblica islamica non cederà a "pressioni e richieste eccessive" nei negoziati in corso con gli Stati Uniti, sottolineando che Teheran intende difendere pienamente i diritti del popolo iraniano. Intervenendo davanti ai rappresentanti della Camera di Commercio iraniana, Pezeshkian ha sostenuto che, dopo avere "fallito sul piano militare", i "nemici" dell'Iran si sono concentrati sulla "guerra economica". Per questo, ha aggiunto, governo e settore privato dovranno affrontare insieme questa fase "con empatia, coesione e cooperazione congiunta". Pezeshkian, citato dall'agenzia di stampa Irna, ha assicurato che il governo sta lavorando per sostenere produzione e industria, garantire energia alle aziende e semplificare le regole per favorire il settore privato. Il presidente ha quindi indicato tra le priorità dell'esecutivo la crescita delle esportazioni non petrolifere, il rafforzamento dei rapporti economici con i Paesi vicini e lo sviluppo della cooperazione con organismi come i Brics.
Media: “Generale Munir a Xi, accordo Iran-usa è prossimo alla conclusione”
Il capo dell'esercito pakistano Asim Munir ha informato il presidente cinese Xi Jinping che "l'accordo tra Iran e Stati Uniti è giunto alle fasi finali ed è ormai prossimo alla conclusione". Lo scrive Tasnim spiegando che Munir, che si è recato a Pechino subito dopo il suo viaggio a Teheran, ha informato il presidente cinese sugli ultimi sviluppi e sui progressi compiuti verso l'accordo.
Cnn: “L'accordo di Trump con l'Iran potrebbe rivelarsi più divisivo della guerra”
I termini dell'accordo con l'Iran che stanno emergendo sono al di là "persino delle capacità di Donald Trump di trasformarli in un trionfo". Lo afferma Cnn mostrando scetticismo nei confronti dell'intesa che potrebbe rivelarsi "più divisiva della guerra stessa". L'accordo che si profila è ben distante dalla "resa completa" che Trump aveva inizialmente chiesto all'Iran, mostrando un presidente in difficoltà fra i prezzi della benzina in rialzo, il calo nei sondaggi e le critiche dei repubblicani per il fondo creato per risarcire i suoi alleati presi di mira dall'amministrazione di Joe Biden. Una delle domande a cui Trump si trova a dover rispondere è se il suo accordo sia più stringente di quello di Barak Obama e, soprattutto, se l'essere uscito da quell'intesa abbia messo gli Stati Uniti in una posizione migliore contro l'Iran. "Il fatto che questa sia una domanda - mette in evidenza Cnn - mostra il dilemma di Trump: riprendere la guerra potrebbe avere gravi conseguenze economiche e politiche. Mettervi fine alle condizioni migliori possibili potrebbe rivelarsi altrettanto impopolare".
Idf, avvisi evacuazione in zone di Tiro
Le forze armate israeliane hanno emesso nuovi avvisi di evacuazione a Tiro, nel sud del Libano, preannunciando un attacco a Hezoolah. "Alla luce della violazione di Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco, l'Idf è costretta ad agire contro di esso con forza", ha scritto su X il portavoce Avichay Adraee, esortando i residenti in alcuni quartieri di Tiro a "evacuare immediatamente", segnalando su mappe degli edifici identificati in rosso.
Ministero della Salute iraniano rivela: “Mojtaba riportò solo ferite superficiali”
"Il leader Mojtaba Khamenei ha riportato solo ferite superficiali al viso, alla testa e alle gambe, senza amputazioni o altri problemi particolari, dopo essere stato ferito durante l'attacco israelo-americano del 28 febbraio, nel quale è stato ucciso suo padre, l'allora leader Ali Khamenei". Lo ha dichiarato all'agenzia iraniana Ilna il portavoce del ministero della Salute, Hossein Kermanpour. Approfondendo l'accaduto, Kermanpour ha aggiunto che Mojtaba Khamenei è stato trasportato in ospedale, insieme ad altri feriti, intorno alle 13 ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Non ha riportato ferite gravi e ha insistito per continuare il suo digiuno, essendo il mese di Ramadan, fino all'Iftar (l'ora in cui si interrompe il digiuno la sera). "Questo indica che godeva di buona salute. Il leader ha lasciato l'ospedale il 1 marzo alle 2", ha concluso.
Media, attacco Idf uccide una donna e una bambina di 6 anni a Gaza
Un elicottero delle Forze di Difesa Israeliane ha ucciso una donna e una bambina di 6 anni a Gaza. Secondo quanto riportato dai media locali, l'attacco dell'Idf ha preso di mira alcune tende nella Striscia meridionale, provocando anche il ferimento di 17 persone. La maggior parte dei feriti sarebbero minorenni. L'attacco israeliano sarebbe avvenuto nella zona di Mawasi, nel sud della Striscia di Gaza, in precedenza indicata come zona umanitaria.
Trump: “Se Iran firmerà intesa sarà un onore averli anche negli Accordi di Abramo”
“Se l’Iran firmerà il suo accordo con me, come Presidente degli Stati Uniti d’America, sarebbe un onore averlo anch’esso come parte di questa impareggiabile coalizione mondiale (gli Accordi di Abramo, ndr). Il Medio Oriente sarebbe unito, potente ed economicamente forte come forse nessun’altra area del mondo!”, ha scritto Trump su Truth.
Trump lega le trattative con l'Iran agli Accordi di Abramo: “Paesi arabi aderiscano”
“Gli Accordi di Abramo si sono dimostrati, per i Paesi coinvolti (Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco, Sudan e Kazakistan), un boom finanziario, economico e sociale, persino in questo periodo di conflitto e guerra, tanto che gli attuali membri non hanno mai nemmeno suggerito di uscirne o di prendersi una pausa”, ha scritto Trump su Truth. “Il motivo è che gli Accordi di Abramo sono stati molto vantaggiosi per loro e lo saranno ancora di più per tutti, portando vero potere, forza e pace in Medio Oriente per la prima volta in 5.000 anni. Sarà un documento rispettato come nessun altro mai firmato nel mondo. Il suo livello di importanza e prestigio sarà senza pari!”, ha continuando sottolineando che si dovrebbe iniziare con la firma immediata da parte di Arabia Saudita e Qatar, e tutti gli altri dovrebbero seguire. “Se non lo faranno, non dovrebbero far parte di questo accordo, perché ciò dimostrerebbe cattive intenzioni. Parlando con molti dei grandi leader sopra menzionati, essi sarebbero onorati, non appena il nostro documento sarà firmato, di avere anche la Repubblica Islamica dell’Iran come parte degli Accordi di Abramo”.
Trump: “Dopo tutto il lavoro svolto dagli Usa, dovrebbe essere obbligatorio adesione agli Accordi di Abramo”
Durante le discussioni di sabato con i leader del Golfo, del Pakistan, della Turchia e dell’Egitto, e con il re di Giordania e Bahrein Trump ha dichiarato che, dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti “per cercare di ricomporre questo puzzle molto complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, almeno contemporaneamente, aderiscano agli Accordi di Abramo”. “I Paesi coinvolti sono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (già membri!), Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein (già membro!). È possibile che uno o due abbiano motivi per non farlo, e ciò sarà accettato, ma la maggior parte dovrebbe essere pronta, disponibile e in grado di rendere questo accordo con l’Iran un evento molto più storico di quanto sarebbe altrimenti”, ha scritto su truth il presidente americano.
Putin parla con il re del Bahrein: “Serve soluzione rapida alla crisi iraniana”
Nel corso di una conversazione telefonica svoltasi oggi, il presidente russo Vladimir Putin e il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, hanno sottolineato l'esigenza di una rapida "soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana". Lo ha riferito il Cremlino. "Nel corso della discussione sulla situazione in Medio Oriente - si legge in una nota del Cremlino diffusa su Telegram - i due leader hanno sottolineato la necessità di raggiungere rapidamente una soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana, tenendo conto incondizionatamente degli interessi di tutti gli Stati della regione".
Petraeus: “L'Iran sembra sul punto di cedere su Hormuz, se lo controlla è rafforzato”
L'Iran sembra essere sul punto di "cedere" sullo Stretto di Hormuz: Teheran non deve poter controllare il traffico o imporre pedaggi perché altrimenti emergerebbe "strategicamente rafforzato" nonostante i duri colpi subiti negli attacchi americani. Lo ha detto l'ex direttore della Cia David Petraeus a Cnbc, sottolineando che nel possibile accordo di pace dovrebbero essere affrontati anche altri nodi, quali il programma nucleare iraniano e i finanziamenti a Hezbollah. "Dovrebbero essere affrontati ma non mi è chiaro che avverrà nel prossimo futuro", ha messo in evidenza. Nei giorni scorsi Petraeus ha osservato come gli Stati Uniti si trovino in una posizione difficile nelle trattative con Teheran, che è "brava a trascinare" i negoziati e ad avere "l'ultima parola". L'ex capo della Cia ha quindi notato come un'ulteriore escalation danneggerebbe ulteriormente le infrastrutture nei Paesi del Golfo. La situazione è un "vicolo cieco strategico", dal quale "qualsiasi via d'uscita - ha aggiunto - presenta potenziali svantaggi".
Ghalibaf e Araghchi a Doha per incontrare premier Qatar, media: “Focus su Hormuz e uranio”
Negoziatore iraniano Ghalibaf e il ministro degli Esteri iraniano Araqhchi sono a Doha per incontrare il premier del Qatar, nel quadro dei contatti per un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran volto a fermare il conflitto. Secondo quanto riferito a Reuters da un funzionario informato sulla visita, i colloqui sono concentrati soprattutto sullo Stretto di Hormuz e sulla questione dell’uranio altamente arricchito.
Wp: “Per Iran riapertura di Hormuz avverrà in più fasi”
La riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in più fasi. Lo ha riferito un funzionario iraniano sotto anonimato al Washington Post, precisando che nella prima fase, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco navale americano. Come sottolinea il quotidiano Usa, non è chiaro quando lo Stretto tornerà a essere navigabile, sebbene un alto funzionario dell'amministrazione americana abbia presentato il nuovo quadro che si sta negoziando come un mezzo per "alleviare i costi del carburante per le famiglie americane". Quanto ai beni iraniani congelati, non saranno sbloccati finchè Teheran non inizierà a cedere il suo l'uranio arricchito. La fonte, citata dal Wp, ha sottolineato che i beni congelati e le sanzioni saranno gestiti in base al rispetto da parte dell'Iran degli altri punti della proposta.
Nyt: “Netanyahu ha poche chance di influire su Trump”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confidato ad alcuni collaboratori, in conversazioni private, che Israele ha scarsa capacità di influenzare le decisioni del presidente Usa Donald Trump sull'Iran. Lo ha riferito Reuters citando come fonti due funzionari israeliani a conoscenza delle conversazioni. Gli Usa stanno negoziando con l'Iran un accordo per mettere fine alla guerra e secondo fonti riportate di recente dal New York Times, Netanyahu è stato in gran parte escluso dai colloqui.
Israeliani in fuga dai droni nel nord: “Perdita di fiducia nel governo”
Centinaia di abitanti della Galilea, nel nord di Israele, hanno trasferito la residenza e iscritto i figli in scuole lontane per sottrarsi ai continui lanci di droni di Hezbollah e rinunciano ai significativi benefici fiscali che tanti voti avevano portato al primo ministro. Particolare quest'ultimo che denuncia "la perdita di fiducia nel governo", come sottolinea Channel 12. Le comunità della Galilea sono a ridosso del confine con il Libano, gli abitanti non hanno il tempo materiale per correre nei rifugi quando scattano le sirene. Oggi sono state diffuse le foto di studenti nascosti sotto i banchi per proteggersi dalle esplosioni.
Media, capo Banca centrale a Doha per fondi congelati
Il governatore della Banca Centrale iraniana, Abdolnaser Hemmati, è volato in Qatar per parlare dei fondi iraniani congelati. Lo ha riferito l'emittente statale iraniana Irib. La visita arriva dopo i colloqui sul tema che si sono tenuti alcuni giorni fa a Teheran con la partecipazione di una delegazione qatarina.
Ben Gvir sollecita Netanyahu: “Hezbollah martella Israele, si torni alla guerra”
Il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir ha sollecitato il premier Benjamin Netanyahu ad annunciare una guerra aperta in Libano in seguito al continuo lancio di droni esplosivi da parte di Hezbollah sul nord di Israele nonostante la tregua in corso. "È ora che il primo ministro bussi alla porta di Trump e lo informi che stiamo tornando alla guerra in Libano. Dobbiamo interrompere l'erogazione di energia elettrica in Libano, tornare a una guerra senza quartiere", ha detto durante la riunione del gabinetto di sicurezza di ieri sera, riportano i telegiornali israeliani.
Trump: “Accordo sarà eccezionale e significativo o non ci sarà”
"L'accordo con l'Iran sarà o un grande accordo significativo, oppure non ci sarà affatto". Lo ha affermato il presidente Usa, Donald Trump, su Truth, sottolineando che l'intesa "sarà l'esatto opposto del disastroso Jcpoa negoziato dalla fallimentare amministrazione Obama, che ha aperto la strada all'arma nucleare per l'Iran". "No, io non faccio accordi del genere", ha sottolineato il capo della Casa Bianca.
Tajani: “Voto su una missione a Hormuz? Vediamo quando ci sarà reale possibilità”
Per un voto in Parlamento sull'eventuale partecipazione dell'Italia a una missione internazionale per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz bisogna attendere di "vedere quando sarà operativo" il possibile accordo tra Usa e Iran: lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con cronisti. "Vediamo, vediamo se si andrà in Parlamento quando ci sarà la reale possibilità di farlo. Con il ministro Crosetto, abbiamo già informato le commissioni congiunte di Camera e Senato, Esteri e Difesa", ha aggiunto Tajani, precisando che Roma intende partecipare "a missioni non di guerra, assolutamente, sotto la bandiera delle Nazioni Unite o la bandiera dell'Unione Europea o la bandiera di un accordo internazionale che raccolga molti Paesi, tipo modello Volenterosi". "Vediamo come evolve la situazione", ha poi affermato, "intanto bisogna vedere quali saranno i termini dell'accordo e quando si riaprirà Hormuz. Una volta raggiunga la tregua e una volta stabilizzata, siamo pronti a partecipare".
Teheran, Araghchi non andrà al consiglio di sicurezza Onu per problemi di visto
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non si recherà a New York per la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a causa delle circostanze generali e di un problema relativo al visto per gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
Teheran: “A Hormuz costi per servizi navigazione, non pedaggi”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso di un briefing ha detto che l'Iran non intende "riscuotere pedaggi nello Stretto di Hormuz", ma che "gli sforzi compiuti da Iran e Oman per redigere un protocollo per il passaggio sicuro delle navi costituiscono una misura responsabile" ed "è naturale che i servizi forniti nell'ambito di questo processo, così come gli sforzi volti a proteggere l'ambiente, comportino dei costi". Il portavoce ha parlato di necessità di precisione nell'uso della terminologia e ha dichiarato che spetta all'Iran e all'Oman formulare il meccanismo per il passaggio sicuro.
Premier pachistano incontra Xi: “Grazie per vostro sostegno”
Il presidente cinese Xi Jinping ha ricevuto il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, arrivato a Pechino mentre proseguono gli sforzi diplomatici per arrivare a un accordo tra Iran e Stati Uniti che ponga fine alla guerra con l'Iran. Lo rende noto l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua. "Il mondo sta vivendo un momento critico", ma "le cose stanno ora andando nella giusta direzione", ha detto Sharif ai giornalisti. "Vorrei ringraziare la Cina per il suo ruolo a sostegno della pace", ha aggiunto il premier pakistano. L'incontro tra Sharif e Xi a Pechino ha fatto seguito ai colloqui che il primo ministro pakistano ha avuto in mattinata con il premier cinese Li Qiang. Sharif è accompagnato nel suo viaggio in Cina dal capo di stato maggiore delle forze armate in Pakistan, Asim Munir, e dal ministro degli Esteri, Ishaq Dar, che hanno svolto un ruolo chiave nella mediazione tra Teheran e Washington.
Iran: “Israele sta facendo di tutto per compromettere i colloqui”
Israele sta facendo di tutto per "compromettere" i colloqui e far fallire l'accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo ha affermato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. "L'entità sionista sta facendo del suo meglio per minare l'accordo e ci aspettiamo che alcune azioni da parte di Israele si ripetano durante l'intero processo negoziale", ha affermato. "Nulla è escluso. Tuttavia, quei Paesi che invocano la guerra e le ostilità, entità sionista compresa, potrebbero avere un impatto sui funzionari statunitensi", ha aggiunto.
Teheran: “Progressi su molte questioni con gli Usa ma accordo non è imminente”
L'Iran dichiara che Teheran e Washington hanno raggiunto intese su molte questioni nel corso dei colloqui relativi a un accordo per porre fine alla guerra, ma avverte che "un accordo non è imminente". "È corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussione - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei - Ma dire che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente... nessuno può fare una simile affermazione". Per Baghei, l'obiettivo dell'Iran è porre fine alla guerra e non abbiamo ancora discusso della questione nucleare".
Il mediatore pachistano Munir e il premier in Cina per discutere dell’intesa Usa-Iran
Il capo di stato maggiore delle forze armate del Pakistan Asim Munir, che ha un ruolo di primo piano nello sforzo di mediazione fra Stati Uniti e Iran, è a Pechino insieme al premier, Shehbaz Sharif, per colloqui con i leader cinesi, lo ha reso noto la televisione di Stato pachistana. Munir è stato a Teheran venerdì e sabato, insieme al ministro degli Interni Mohsin Naqvi. La Cina ha espresso la sua intenzione di voler lavorare con il Pakistan "per contribuire in modo positivo al ripristino veloce della pace e della stabilità in Medio Oriente". Sharif, che in Cina è arrivato sabato per una visita di quattro giorni, è stato accolto questa mattina nella Grande sala del popolo di Pechino, dove è arrivato ieri dopo una prima tappa ad Hangzhou, dal Premier cinese, Li Qiang. Il premier pachistano è accompagnato dal vicepremier e ministro degli Esteri, Ishaq Dar, dal ministro della pianificazione, Ahsan Iqbal, dal ministro dell'Informazione, Attaullah Tarar, dalla ministra delle telecomunicazioni, Shaza Fatima Khawaja, e da altri esponenti del governo.
Libano: morto un militare israeliano, 23 da inizio conflitto
Israele ha annunciato la morte di un soldato nel sud del Libano: sale a 23 il numero dei suoi militari caduti nella guerra contro Hezbollah, sostenuto dall'Iran. Un comunicato militare ha identificato il soldato nel sergente Nehoray Leizer, 19 anni, del 601 Battaglione Genio Combattimento, caduto in combattimento. Durante l'incidente in cui Leizer è rimasto ucciso, "un altro soldato è rimasto gravemente ferito", spiega l'Idf su Telegram. Dall'inizio delle ostilità, il 2 marzo, sono morti in totale 24 israeliani nel conflitto, 23 soldati e un civile.
Iran giustizia leader proteste, partecipò a colpo di Stato a gennaio
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, riportata da Al-Jazeera, riferisce che le autorità hanno giustiziato Abbas Akbari, un leader armato condannato per aver partecipato a un presunto colpo di stato a gennaio.
Secondo quanto riportato, Akbari è stato giustiziato per impiccagione in seguito a una sentenza della Corte Suprema del Paese. Era stato condannato per "moharebeh" (inimicizia contro Dio), danneggiamento di proprietà pubblica e per aver sparato con una pistola contro le forze di sicurezza a Nain, nella provincia di Isfahan, durante i disordini diffusi a gennaio.
Rubio: “Pace? Possibili buone notizie già nelle prossime ore”
"Forse c'è la possibilità che nelle prossime ore il mondo riceva delle buone notizie". Il segretario di Stato Marco Rubio, in visita in India, ha dichiarato che "sono stati compiuti progressi significativi, sebbene non definitivi", nei negoziati e che il mondo non dovrà più temere che l'Iran si doti di armi nucleari. Rubio ha dichiarato a India Today che la "prima fase" da affrontare sarà la riapertura completa dello Stretto. "La seconda è che l'Iran deve avviare negoziati seri su tre punti: il suo impegno a non possedere mai armi nucleari, restrizioni a lungo termine sulle sue capacità di arricchimento e cosa fare con l'uranio altamente arricchito?". Trump ha cercato di ottenere dall'Iran maggiori concessioni rispetto a quelle previste dall'accordo del 2015, stipulato durante l'amministrazione Obama, dal quale gli Stati Uniti si sono poi ritirati sotto la presidenza Trump.
Rubio: “Qualsiasi accordo garantirà a Israele diritto di difesa”
Qualsiasi accordo verrà definito tra Stati Uniti e Iran "garantirà a Israele il diritto di difendersi". Lo ha affermato il segretario di Stato Usa Marco Rubio.
Rubio ha ripreso le dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu."Israele ha sempre il diritto di difendersi. Ogni Paese al mondo ha questo diritto. Pertanto, se Hezbollah si prepara a lanciare missili o lancia missili contro Israele, Israele ha il diritto di reagire", ha ribadito il segretario di Stato ai giornalisti da Nuova Delhi, dove si trova attualmente in visita.
Netanyahu ha affermato ieri che Donald Trump, nel corso di una telefonata, ha ribadito il "diritto" di Israele a combattere in Libano, dove l'esercito israeliano sta prendendo di mira Hezbollah, gruppo filo-irania
Al-Jazeera: “Marina Israele spara su pescatori palestinesi, tre feriti”
Tre pescatori palestinesi sono rimasti feriti ieri dopo che navi della marina israeliana hanno aperto il fuoco contro la loro imbarcazione nelle acque al largo di Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera.
Il Palestinian Information Center ha anche pubblicato su X un filmato che documenta il momento in cui le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro le barche dei pescatori.
Media Usa: “Con Iran c'è accordo di principio, per la firma servirà tempo”
Gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero raggiunto un "accordo di principio" che potrebbe porre fine alla guerra in Medio Oriente, ma l'approvazione definitiva da parte dei leader di entrambe le parti potrebbe richiedere giorni. È quanto ribadiscono i media Usa, tra cui il New York Times, la Cbs e la Cnn.
Le testate citano "un alto funzionario Usa", anonimo, secondo il quale gli iraniani avrebbero accettato in linea di principio un accordo che includerebbe lo smaltimento dell'uranio altamente arricchito, ha affermato il funzionario, e vi è un ampio impegno appunto sui principi. Le modalità con cui Teheran lo farà sono però ancora oggetto di negoziazione, ha affermato il funzionario statunitense.
In ogni caso, confermano le fonti, Stati Uniti e Iran stanno lavorando per raggiungere un accordo definitivo.
007 Usa: “Khamenei in località segreta, una rete di corrieri per comunicare”
La guida suprema Mojtaba Khamenei è nascosto in una località segreta, con scarso accesso al mondo esterno e raggiungibile solo attraverso una rete corrieri creata per tenerlo al sicuro. Secondo quanto riferito da fonti di intelligence a Cbs, i funzionari iraniani incaricati di negoziare con l'amministrazione Trump stanno incontrando difficoltà di comunicazione, rendendo la trattativa più lenta.
Media Iran: “Teheran profondamente diffidente verso gli Stati Uniti”
Nonostante la diplomazia indiretta in corso tramite mediatori pakistani, l'Iran continua a nutrire una profonda diffidenza nei confronti degli Stati Uniti. E' quanto afferma una fonte citata dall'agenzia di stampa Tasnim, legata alle Guardie Rivoluzionarie, ripresa da Iran International.
La fonte ha affermato che la Repubblica Islamica non nutre "alcun ottimismo" nei confronti di Washington e ha descritto gli attuali scambi di messaggi con gli Stati Uniti come condotti con profondo pessimismo verso il governo americano.
Secondo il rapporto, non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo e permangono divergenze su diverse disposizioni in discussione.
Media: “Attacco double-tap dell'Idf in Libano sud, vittime civili”
L'agenzia di stampa statale libanese Nna, ripresa da Al-Jazeera, riferisce che Israele ha bombardato un edificio ad al-Duwayr, nel Libano meridionale, intorno alle 22:20 ora locale (21,20 italiane) e, 30 minuti dopo, ha attaccato nuovamente lo stesso luogo, causando un numero imprecisato di vittime civili. Oggi, la città di al-Duwayr è stata colpita da tre attacchi di aerei israeliani e quattro attacchi di droni, che hanno provocato un morto e otto feriti, secondo quanto riportato dalla Nna. Una persona è ancora intrappolata sotto le macerie.
Petrolio è in calo con accordo vicino Iran-Usa, -5,2%
Il petrolio è in calo con l'accordo vicino Stati Uniti e Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz. Il Brent perde il 5,1% a 98,12 dollari al barile.
Fox: “Istinto di Trump è concedere 5, 6, o 7 giorni per chiudere l'intesa”
L'accordo quadro con l'Iran è fatto a oggi al "95%". Lo riporta Fox citando un funzionario americano, secondo il quale l'"istinto" di Donald Trump è quello di "concedere" all'Iran "5, 6 o 7 giorni" per portare a termine l'intesa.
Funzionario Usa: “Se l'Iran non fa nulla, non otterrà nulla. Se fa molto, otterrà molto”
"Niente polvere" nucleare, "niente dollari. In altre parole, senza uranio altamente arricchito gli iraniani non avranno alcun vero" aiuto. Lo ha chiarito un funzionario americano, secondo quanto riporta il New York Post. "Se non fanno nulla, non otterranno nulla. Se fanno molto, possono effettivamente ottenere molto", ha aggiunto in merito all'accordo.