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Kagan: “Gestione disastrosa, gli Usa hanno perso la guerra in Iran e lo pagheranno per anni”

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Il guru dei neocon: “I pasdaran controlleranno il petrolio mondiale, inoltre Cina e Russia ora sanno che l’America può fallire”
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NEW YORK – «Una resa totale, che ci rende succubi dell’Iran e corrode la leadership globale degli Stati Uniti». Robert Kagan, già guru dei neocon durante l’amministrazione Bush, non sa da dove cominciare nel criticare l’accordo a cui lavora Trump.

Perché ha scritto su Atlantic che il presidente si è arreso?

«Non ha ricevuto alcuna concessione dall’Iran, nemmeno sul fronte nucleare, l’unica cosa che sembra interessargli. Non mi interessa nemmeno sapere su cosa abbiano concordato di parlare nei prossimi 60 giorni, perché a quel punto l’Iran sarà quasi completamente invulnerabile. Quindi l’idea che Trump possa ricominciare la guerra tra 60 giorni è semplicemente ridicola. Ma l’elemento più importante è che l’Iran finirà per controllare lo Stretto di Hormuz: riaprirà, ma sotto una nuova gestione. L’Iran deciderà chi entra, chi esce, quando e per quanti soldi. È un enorme cambiamento degli equilibri di potere. Prima della guerra l’Iran era fondamentalmente debole e isolato nella regio…

NEW YORK – «Una resa totale, che ci rende succubi dell’Iran e corrode la leadership globale degli Stati Uniti». Robert Kagan, già guru dei neocon durante l’amministrazione Bush, non sa da dove cominciare nel criticare l’accordo a cui lavora Trump.

Perché ha scritto su Atlantic che il presidente si è arreso?

«Non ha ricevuto alcuna concessione dall’Iran, nemmeno sul fronte nucleare, l’unica cosa che sembra interessargli. Non mi interessa nemmeno sapere su cosa abbiano concordato di parlare nei prossimi 60 giorni, perché a quel punto l’Iran sarà quasi completamente invulnerabile. Quindi l’idea che Trump possa ricominciare la guerra tra 60 giorni è semplicemente ridicola. Ma l’elemento più importante è che l’Iran finirà per controllare lo Stretto di Hormuz: riaprirà, ma sotto una nuova gestione. L’Iran deciderà chi entra, chi esce, quando e per quanti soldi. È un enorme cambiamento degli equilibri di potere. Prima della guerra l’Iran era fondamentalmente debole e isolato nella regione, ora ne uscirà con la capacità di controllare il prezzo del petrolio su base mondiale, tenendo in ostaggio tutti i grandi paesi consumatori. Una enorme sconfitta per gli Usa, nonostante il successo militare, che è stato tattico, ma strategicamente disastroso».

Quindi staremo peggio di prima della guerra?

«Molto peggio, perché il regime di Teheran avrà il controllo della situazione».

Netanyahu può accettare un simile accordo?

«Prima della guerra Israele era la potenza più forte della regione; ora lo diventerà l’Iran. Le sanzioni dovranno essere revocate, perché altrimenti Teheran non permetterà il passaggio ad alcuna nave dei paesi che le impongono. Avrà la libertà di esportare tutto il suo petrolio, ma anche di incassare grazie a quello degli altri paesi, imponendo tasse. La bozza poi include il cessate il fuoco in Libano. Netanyahu continuerà a combattere, ma l’Iran avrà leve da usare per schierare tutto il mondo contro lo Stato ebraico, che sarà sempre più isolato, perché ora c’è anche un forte consenso bipartisan anti Israele negli Usa. L’esito è molto negativo per lo Stato ebraico».

Ma alla fine Netanyahu cederà?

«La sua dichiarazione dopo le notizie sull’accordo aveva l’unico scopo di chiarire che lui continuerà a bombardare il Libano. L’Iran però dirà che è una violazione dell’intesa, e allora sarà interessante vedere la risposta degli Usa«.

Gli alleati europei hanno fatto bene a non farsi coinvolgere?

«Magari se Trump li avesse avvicinati prima dell’attacco, spiegando cosa intendeva fare e coordinandosi con loro, lo avrebbero anche seguito, perché vogliono compiacerlo. Ora è ridicolo criticarli per la loro scelta, perché non hanno avuto alcuna possibilità di scegliere».

Quale sarà l’impatto geopolitico della resa?

«Sarà molto dannoso per gli Stati Uniti a livello globale. Cominciamo dal Medio Oriente e poi guardiamo al resto. Una delle prime vittime saranno gli Accordi di Abramo e le relazioni dell’America con gli Stati del Golfo, che ora dovranno compiacere l’Iran e fare le proprie intese separate con Teheran. Il secondo danno grave è che nonostante le incredibili capacità dimostrate delle forze armate, gli Usa hanno ovviamente fallito e il resto del mondo ne prenderà nota. Gli alleati asiatici in particolare si segneranno che il Pentagono ha dovuto ritirare forze significative dal Pacifico, che servivano a difendere loro e Taiwan. Tutti poi sanno che l’arsenale Usa è stato ridotto a livelli pericolosamente bassi e ci vorranno anni per ricostituirlo. Quindi in generale chi ne ha tratto grande beneficio sono Cina e Russia, anche perché l’Iran è loro alleato. Gli Usa hanno perso e ora ci saranno significative conseguenze negative globali non per mesi, ma per anni».

Viste le pesanti critiche ricevute dagli stessi repubblicani, è possibile che Trump cambi idea e rinunci all’accordo?

«Se avesse voluto bombardare l’Iran, l’avrebbe fatto. Ha smesso dopo il 18 marzo, quando ha visto la rappresaglia iraniana dopo il raid israeliano contro i campi del gas di South Pars. Poi ha bluffato e minacciato di distruggere un’intera civiltà, ma non è mai tornato all’azione militare perché non vuole. Quindi ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale, senza alcuna concessione in cambio. Spera che questa guerra scompaia e smetta di essere un problema, per stabilizzare i mercati e non perdere le elezioni di novembre. Magari ora punta a cambiare argomento invadendo Cuba, nella speranza che gli americani non si accorgano della grande sconfitta subita in Iran».

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