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Tensione Svezia-Francia sul divieto di Parigi alle bustine di nicotina. “Come proibire la baguette”

(afp)

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Lo “snus” è vietato in tutta l’Unione tranne che dal governo di Stoccolma che lo riconosce un prodotto della cultura nazionale. Ma con la stretta chi lo porta in Francia ora rischia multe e fino a 5 anni di carcere
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PARIGI — La Svezia all'attacco della stretta francese sulle bustine di nicotina aromatizzate. Il governo di Parigi ha introdotto uno dei divieti più severi d’Europa contro questi piccoli sacchetti da infilare sotto la lingua, molto diffusi nei Paesi nordici e presentati dai produttori come alternativa senza tabacco al fumo tradizionale. In Francia non sono più vietate soltanto la vendita e l’importazione, ma anche la semplice detenzione e l’uso. Una decisione «sovrana» della Francia che va però a impattare un uso molto diffuso in Svezia. Le bustine di nicotina senza tabacco sono infatti considerate l’evoluzione moderna dello «snus», prodotto tradizionale scandinavo usato da secoli. Il vero «snus» contenente tabacco è vietato alla vendita nell’Unione europea, ma la Svezia gode di un’esenzione ottenuta al momento dell’adesione all’Ue nel 1995. Le autorità svedesi sostengono che questo prodotto fa parte della cultura nazionale e viene spesso presentato come una delle ragioni del basso ta…

PARIGI — La Svezia all'attacco della stretta francese sulle bustine di nicotina aromatizzate. Il governo di Parigi ha introdotto uno dei divieti più severi d’Europa contro questi piccoli sacchetti da infilare sotto la lingua, molto diffusi nei Paesi nordici e presentati dai produttori come alternativa senza tabacco al fumo tradizionale. In Francia non sono più vietate soltanto la vendita e l’importazione, ma anche la semplice detenzione e l’uso. Una decisione «sovrana» della Francia che va però a impattare un uso molto diffuso in Svezia. Le bustine di nicotina senza tabacco sono infatti considerate l’evoluzione moderna dello «snus», prodotto tradizionale scandinavo usato da secoli. Il vero «snus» contenente tabacco è vietato alla vendita nell’Unione europea, ma la Svezia gode di un’esenzione ottenuta al momento dell’adesione all’Ue nel 1995. Le autorità svedesi sostengono che questo prodotto fa parte della cultura nazionale e viene spesso presentato come una delle ragioni del basso tasso di fumatori nel paese.

Con la nuova normativa in Francia, applicata dal primo aprile, uno svedese che porta con sé le bustine di nicotina rischia, in teoria, sanzioni fino a cinque anni di carcere e 375 mila euro di multa. Si è creato un caso politico con il ministro svedese del Commercio, Benjamin Dousa, che ha denunciato una misura «assurda», arrivando a paragonarla a un ipotetico divieto di baguette o vino francese in Svezia. Per il governo svedese, il decreto non è soltanto una questione sanitaria, ma un attacco al mercato unico europeo e alla libera circolazione delle merci e delle persone.

La Svezia aveva già contestato nel 2025 il progetto francese, sostenendo che il divieto di vendita e possesso del cosiddetto “white snus” costituiva una restrizione sproporzionata alla libera circolazione nell’Ue. La protesta è arrivata fino al parlamento europeo con alcuni eurodeputati socialdemocratici svedesi che hanno scritto alla presidente Roberta Metsola, denunciando una misura che, a loro avviso, colpisce «il cuore stesso del mercato interno». La Francia continua invece a difendere la decisione, sostenendo che questi prodotti, spesso aromatizzati e promossi sui social, attirano in particolare i più giovani creando dipendenza. Le autorità sanitarie francesi hanno classificato alcuni prodotti di nicotina orale come sostanze tossiche, escludendo però dal divieto sigarette, prodotti da svapo e sostituti nicotinici autorizzati come gomme o inalatori.

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