I canali di monitoraggio, in Ucraina solitamente molto affidabili, hanno già diramato l’allarme: il prossimo attacco missilistico russo, l’inizio di quegli «attacchi sistemici e sistematici alla capitale» minacciati dal Cremlino, potrebbe essere questione di ore. «Abbiamo rilevato i preparativi», i russi «stanno ridispiegando aerei strategici dall’Estremo oriente e accumulano droni d’attacco nei siti di lancio». «Facciamo attenzione nei prossimi due giorni», ha scritto ieri su Telegram il sindaco di Ivano-Frankivsk, tra i primi a dare l’allerta.
La minaccia è molto concreta: gli avvistamenti tecnici seguono l’avvertimento comunicato lunedì dal ministro degli Esteri russo Lavrov al suo corrispondente americano Rubio: «Stiamo iniziando attacchi contro obiettivi a Kiev». La portavoce di Lavrov, Zakharova, li ha definiti attacchi «sistemici e sistematici», mirati contro i centri decisionali ucraini. L’incubo si chiama Oreshnik, il missile balistico russo che Mosca presenta come difficilme…
I canali di monitoraggio, in Ucraina solitamente molto affidabili, hanno già diramato l’allarme: il prossimo attacco missilistico russo, l’inizio di quegli «attacchi sistemici e sistematici alla capitale» minacciati dal Cremlino, potrebbe essere questione di ore. «Abbiamo rilevato i preparativi», i russi «stanno ridispiegando aerei strategici dall’Estremo oriente e accumulano droni d’attacco nei siti di lancio». «Facciamo attenzione nei prossimi due giorni», ha scritto ieri su Telegram il sindaco di Ivano-Frankivsk, tra i primi a dare l’allerta.
La minaccia è molto concreta: gli avvistamenti tecnici seguono l’avvertimento comunicato lunedì dal ministro degli Esteri russo Lavrov al suo corrispondente americano Rubio: «Stiamo iniziando attacchi contro obiettivi a Kiev». La portavoce di Lavrov, Zakharova, li ha definiti attacchi «sistemici e sistematici», mirati contro i centri decisionali ucraini. L’incubo si chiama Oreshnik, il missile balistico russo che Mosca presenta come difficilmente intercettabile. Finora è stato utilizzato senza testata esplosiva, ma a Kiev cresce il timore di un suo impiego convenzionale.
Ieri il capo negoziatore ucraino Umerov è volato da Bruxelles a Berlino per partecipare a una «riunione ristretta e riservata» con delegazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su questioni «di sicurezza» dopo le minacce russe, e sul potenziale processo di pace. La sua portavoce ha smentito si trattasse di una «riunione d’emergenza», come diverse fonti lasciavano trapelare. Ma il clima è evidente.
La Ue ha convocato il chargé d’affaires di Mosca, Karen Malayan, per chiedere al Cremlino di «smettere di colpire civili» e di «impegnarsi in veri colloqui di pace» verso il «cessate il fuoco». «La minaccia a cittadini e diplomatici stranieri di lasciare Kiev è un’escalation inaccettabile», dice la portavoce della politica estera Ue, Anitta Hipper. Il ministro degli Esteri ucraino Sybiga definisce «sfacciata provocazione» le parole di Lavrov, che per le delegazioni diplomatiche occidentali sono «inaccettabili» e «irresponsabili»: continueranno il lavoro con piena operatività.
Ma il dilemma degli ucraini è capire cosa aspettarsi da questi attacchi «sistemici» ai «centri decisionali». Il presidente della commissione Difesa della Duma russa, Andrei Kartapolov, dice che non sono né la Verkhovna Rada né l’ufficio del Presidente Zelensky» che è «rintanato in un bunker: ha senso sprecare munizioni costose su uno spazio vuoto?» I centri decisionali, dice, si riferiscono «ai centri di comando profondi e protetti delle forze armate, dei loro reparti e di agenzie di sicurezza. Luoghi nascosti e ben fortificati. Il nostro compito è individuarli e colpirli con le armi di cui disponiamo». Gli attacchi, sostiene, continueranno finché Kiev non accetterà le condizioni del Cremlino. Peskov, interrogato dall’agenzia Interfax sulla possibilità di bombardamenti quotidiani, precisa che «sistematico» non significa «continuo». Ma Kiev teme Mosca prepari una pressione costante sulla capitale.