BRUXELLES – L’Unione europea tenta un’accelerazione nell’adesione dell’Ucraina. A metà giugno, infatti, la Commissione proporrà al Consiglio di aprire il primo dei sei capitoli negoziali. Questo passo dovrebbe essere compiuto in occasione del Consiglio affari generali del 16 giugno e due giorni dopo sarà discusso al vertice dei leader. La stessa procedura verrà avviata per la Moldavia.
Il tentativo di favorire subito il percorso di ingresso di Kiev nell’Ue è stato determinato da tre circostanze. La prima è stata la recente proposta del Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, di prevedere una sorta di “associazione” per l’Ucraina. Si trattava di un escamotage per stringere un’alleanza più strutturata soprattutto sul piano militare. La risposta di Zelensky è stata però negativa e la Commissione ha deciso di avanzare per non interrompere il dialogo. La seconda è la sconfitta in Ungheria di Viktor Orbán, il principale oppositore dell’iter di adesione. La terza è la necessità di avere dalla p…
BRUXELLES – L’Unione europea tenta un’accelerazione nell’adesione dell’Ucraina. A metà giugno, infatti, la Commissione proporrà al Consiglio di aprire il primo dei sei capitoli negoziali. Questo passo dovrebbe essere compiuto in occasione del Consiglio affari generali del 16 giugno e due giorni dopo sarà discusso al vertice dei leader. La stessa procedura verrà avviata per la Moldavia.
Il tentativo di favorire subito il percorso di ingresso di Kiev nell’Ue è stato determinato da tre circostanze. La prima è stata la recente proposta del Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, di prevedere una sorta di “associazione” per l’Ucraina. Si trattava di un escamotage per stringere un’alleanza più strutturata soprattutto sul piano militare. La risposta di Zelensky è stata però negativa e la Commissione ha deciso di avanzare per non interrompere il dialogo. La seconda è la sconfitta in Ungheria di Viktor Orbán, il principale oppositore dell’iter di adesione. La terza è la necessità di avere dalla parte dell’Europa il più grande esercito del Vecchio continente.
Si tratta comunque di un percorso lungo, che richiederà anni. Nel 2020 è stato rivisto il metodo di esame per i paesi candidati. Ci sono sei test diversi in base a gruppi tematici, detti cluster: principi fondamentali, mercato interno, competitività e crescita inclusiva, agenda verde e connettività sostenibile, risorse, agricoltura e coesione e relazioni esterne, che a loro volta contengono diversi capitoli per un totale di 32. Il primo è fondamentale perché bisogna dimostrare che il “tasso di democrazia” di chi chiede di aderire sia accettabile per un’Unione fondata sui valori della democrazia occidentale.
Ieri la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si sono sentiti al telefono per discutere questo primo appuntamento ma anche degli ultimi attacchi russi. «Abbiamo discusso del lavoro volto a rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina - ha spiegato il leader di Kiev - in particolare il potenziale antibalistico. L’Europa dispone delle capacità necessarie e ne abbiamo parlato in particolare nell’ambito della nostra cooperazione con l’Ue sul fronte del Drone deal». Quanto all’adesione, Zelensky ritiene che il suo Paese sia «pronto per l’apertura di tutti e sei i capitoli negoziali. Contiamo - ha affermato - di aprire il primo capitolo già a giugno. È altrettanto importante che la prima tranche del pacchetto di sostegno europeo venga erogata il prima possibile».
Il leader ucraino ieri ha anche scritto al presidente Usa, Donald Trump, avvertendolo della grave carenza di sistemi di difesa aerea. «Quando si tratta di difesa contro i missili - si legge nel messaggio - ci affidiamo ai nostri amici. Quando si tratta di difenderci dai missili balistici, ci affidiamo quasi esclusivamente agli Stati Uniti». Il timore del governo di Kiev è che la fornitura di missili Patriot sia insufficiente e che i rifornimenti bellici possano progressivamente ridursi da parte di Washington. Anche perché Zelensky ritiene che la guerra non finirà presto e anzi durerà ancora due o tre anni. Almeno questo è l’ordine consegnato ai suoi vertici militari e governativi. Una tragedia che colpisce anche i russi. Considerato, come rilevato dall’intelligence britannica, che fino ad ora sono stati uccisi oltre 500mila soldati di Mosca.
Forse anche per questo il Cremlino ha rilanciato l’idea di colloqui con l’Ue per la pace. Un’offerta che Bruxelles non considera però sincera. E infatti anche l’ipotesi di incaricare un “inviato europeo” per trattare con Putin non è stata ancora citata e anzi a Bruxelles questa nomina viene giudicata prematura.