NEW YORK – Mesi di tattiche per conquistare il presidente degli Stati Uniti e decine di milioni di dollari investiti, senza successo, per trasformare la moglie Melania in star di Hollywood, avevano prodotto uno storico contratto con la Nasa in vista dello sbarco sulla Luna. Ma pochi giorni dopo l’annuncio dell’accordo con il governo americano, Blue Origin di Jeff Bezos è incorsa in un grave incidente, che allungherà i tempi della missione Artemis, che punta a riportare gli astronauti sulla Luna entro il 2030, in competizione con la Cina. Un razzo costruito dalla società spaziale fondata dall’alleato di Donald Trump è esploso sulla rampa di lancio in Florida. L’incidente è avvenuto intorno alle 21 di giovedì, quando in Italia erano le 3 di venerdì mattina, durante un test di prova, che consisteva nell’accendere i sette motori del booster, ma senza staccare il razzo. Le fiamme, invece, sono risalite lungo i lati del vettore spaziale e subito dopo c’è stata l’esplosione. Il fuoco ha dann…
NEW YORK – Mesi di tattiche per conquistare il presidente degli Stati Uniti e decine di milioni di dollari investiti, senza successo, per trasformare la moglie Melania in star di Hollywood, avevano prodotto uno storico contratto con la Nasa in vista dello sbarco sulla Luna. Ma pochi giorni dopo l’annuncio dell’accordo con il governo americano, Blue Origin di Jeff Bezos è incorsa in un grave incidente, che allungherà i tempi della missione Artemis, che punta a riportare gli astronauti sulla Luna entro il 2030, in competizione con la Cina. Un razzo costruito dalla società spaziale fondata dall’alleato di Donald Trump è esploso sulla rampa di lancio in Florida. L’incidente è avvenuto intorno alle 21 di giovedì, quando in Italia erano le 3 di venerdì mattina, durante un test di prova, che consisteva nell’accendere i sette motori del booster, ma senza staccare il razzo. Le fiamme, invece, sono risalite lungo i lati del vettore spaziale e subito dopo c’è stata l’esplosione. Il fuoco ha danneggiato la rampa di Cape Canaveral, l’unica utilizzata da Blue Origin per il razzo New Glenn, chiamato in onore di John Glenn, primo astronauta americano a orbitare attorno alla Terra. «Abbiamo riscontrato un’anomalia durante il test di accensione», ha dichiarato Blue Origin sui social. «Tutto il personale è stato rintracciato e si trova al sicuro», ha aggiunto. La formula burocratica aveva suscitato dubbi tra gli utenti, che si sono chiesti se non ci fossero state vittime. Blue Origin ha confermato che nessuno è rimasto ferito. Le notizie positive, però, finiscono qui. Per riparare i danni ci vorranno mesi, allungando i tempi delle missioni.
New Glenn è stata selezionata dalla Nasa per lanciare il lander Blue Moon in vista del ritorno degli astronauti sul suolo lunare. Tecnicamente, il razzo avrebbe dovuto trasportare 48 satelliti per la costellazione internet di Amazon, la società fondata da Bezos, concorrente della rete Starlink di SpaceX, di proprietà di Elon Musk, che solo pochi giorni fa era stato beffato da Bezos, preferito dalla Nasa per la realizzazione di due rover da far depositare nel polo sud lunare. «È troppo presto per conoscere le cause dell’incidente, ma ci stiamo lavorando», ha scritto sui social Bezos. «Giornata molto dura, ma ricostruiremo tutto per tornare a volare», ha aggiunto. Musk ha espresso solidarietà («spero che vi prendiate rapidamente», ha scritto su X) ma pochi credono che il miliardario sudafricano sia realmente dispiaciuto. Non avendo altre rampe di lancio, Blue Origin rischia di non partecipare alla missione Artemis III, con equipaggio nell’orbita terrestre, che servirà a testare le capacità di attracco tra la capsula Orion e i lander di Bezos e Musk. Alla fine la Nasa deciderà su chi puntare. New Glenn finora ha effettuato tre lanci, ma con risultati alterni: il secondo ha avuto successo ma il primo, nel gennaio 2025, e il terzo hanno registrato problemi.