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Le maratone di Trump sui social: “Sono un genio. E sono meglio di Elvis”

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Il presidente inonda Truth di post e immagini. Ieri si è ritratto a cavallo con Washington e ha di nuovo attaccato il Papa
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NEW YORK – Le giornate del presidente Trump ormai si svolgono quasi più nel mondo virtuale dei social che in quello reale della Casa Bianca. Come ieri, dove ha sparato una cinquantina di messaggi che svariavano dalla sua intelligenza fuori dal normale alla popolarità superiore a Elvis. E non è neppure un record, perché in passato ha toccato quota 200 tweet nel giro di 24 ore.

La maratona su Truth è cominciata sabato, quando irritato dalle cancellazioni dei musicisti ingaggiati per i concerti celebrativi del duecentocinquantesimo anniversario degli Stati Uniti, ha annunciato l’intenzione di rimpiazzarli portando sul palco «l’Attrazione Numero Uno al mondo, l’uomo che attira audience molto più ampie di quelle di Elvis». Si riferiva a se stesso, rivelando l’intenzione di tenere un comizio al posto delle esibizioni musicali. Quindi ha sottolineato di aver ripulito la fontana di Washington dedicata a Colombo, si è ritratto a…

NEW YORK – Le giornate del presidente Trump ormai si svolgono quasi più nel mondo virtuale dei social che in quello reale della Casa Bianca. Come ieri, dove ha sparato una cinquantina di messaggi che svariavano dalla sua intelligenza fuori dal normale alla popolarità superiore a Elvis. E non è neppure un record, perché in passato ha toccato quota 200 tweet nel giro di 24 ore.

La maratona su Truth è cominciata sabato, quando irritato dalle cancellazioni dei musicisti ingaggiati per i concerti celebrativi del duecentocinquantesimo anniversario degli Stati Uniti, ha annunciato l’intenzione di rimpiazzarli portando sul palco «l’Attrazione Numero Uno al mondo, l’uomo che attira audience molto più ampie di quelle di Elvis». Si riferiva a se stesso, rivelando l’intenzione di tenere un comizio al posto delle esibizioni musicali. Quindi ha sottolineato di aver ripulito la fontana di Washington dedicata a Colombo, si è ritratto a cavallo insieme a Washington, ha vantato i successi appoggiando candidati amici nelle primarie, ha difeso i lavori della Reflecting Pool al centro del Mall nella capitale, esaltato l’arena nel cortile della Casa Bianca per l’esibizione di lotta Ufc con cui celebrerà il suo ottantesimo compleanno il 14 giugno, mostrato se stesso con la maglia della squadra di basket dei Knicks mentre schiaccia in testa alla governatrice di New York Hochul, ritratto la biblioteca presidenziale di Obama come secchio della spazzatura.

Ha annunciato l’intervista con la nuora Lara per Fox News, attaccato papa Leone per aver ricevuto l’inutile sindaco di Chicago Brandon Johnson senza capire che l’Iran non può avere l’arma atomica (ormai un’ossessione, visto che Prevost non l’ha mai giustificata), minacciato la Groenlandia, vantato l’aeroporto per i droni che intende costruire sopra la nuova sala da ballo alla Casa Bianca, assegnato a se stesso il premio per la pace, aggiunto il suo volto a Mount Rushmore, rivendicato il referto della visita all’ospedale Walter Reed perché certifica la sua «estrema intelligenza». E altre cose essenziali.

Il Wall Street Journal ha rivelato che dietro a tanta prolificità c’è l’aiuto dell’assistente Natalie Harp, altrimenti non dormirebbe mai. Però è una strategia della comunicazione che funziona, visto che ne stiamo parlando, come tutti.

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