Una pioggia di ferro devastante, mortale e annunciata. L’ondata di raid che ha investito l’Ucraina nella notte tra lunedì e martedì è stata una delle più violente degli ultimi tempi, per arsenale usato e per danni provocati. Lasciando gli ucraini senza fiato e a domandarsi se sia questa la «nuova dimensione del conflitto» minacciata da Putin poche ore prima di ordinare l’attacco. Tuttavia, la lettura che analisti ed esperti militari fanno della fase attuale della guerra non è univoca e, nonostante tutto, non per forza pende a favore della Russia.
Partiamo dai fatti. Poco dopo la mezzanotte uno sciame di 653 droni Shahed e 73 missili di vario tipo (balistici, da crociera e antinave) si sono abbattuti sul territorio ucraino, concentrandosi soprattutto su Kiev (6 morti) e Dnipro (15 vittime, tra cui due bambini, nel crollo di un edificio residenziale). In tutto si contano 21 vittime e più di 120 feriti.
Per lanciare missili, la Federazione russa ha impiegato cinque bombardieri Tu95 e Tu1…
Una pioggia di ferro devastante, mortale e annunciata. L’ondata di raid che ha investito l’Ucraina nella notte tra lunedì e martedì è stata una delle più violente degli ultimi tempi, per arsenale usato e per danni provocati. Lasciando gli ucraini senza fiato e a domandarsi se sia questa la «nuova dimensione del conflitto» minacciata da Putin poche ore prima di ordinare l’attacco. Tuttavia, la lettura che analisti ed esperti militari fanno della fase attuale della guerra non è univoca e, nonostante tutto, non per forza pende a favore della Russia.
Partiamo dai fatti. Poco dopo la mezzanotte uno sciame di 653 droni Shahed e 73 missili di vario tipo (balistici, da crociera e antinave) si sono abbattuti sul territorio ucraino, concentrandosi soprattutto su Kiev (6 morti) e Dnipro (15 vittime, tra cui due bambini, nel crollo di un edificio residenziale). In tutto si contano 21 vittime e più di 120 feriti.
Per lanciare missili, la Federazione russa ha impiegato cinque bombardieri Tu95 e Tu160, le navi nel Mar Caspio, la flotta del Mar Nero e le rampe semoventi per i balistici Iskander-M. A Kiev 40 mila persone hanno dormito nella metropolitana, usata come rifugio anti-aereo, a Kharkiv 15 feriti e 7 mila persone fatte evacuare dalle comunità di confine per il timore di un’avanzata di terra. A Odessa, infine, è stato preso di mira un ospedale che ospita una maternità, e solo per un caso nessuno si è fatto male.
Si tratta di un’offensiva su larga scala annunciata da giorni dal Cremlino e che preoccupa Zelensky, tornato di nuovo a chiedere agli alleati, soprattutto agli Usa, le batterie di patriot. «Se non proteggiamo le nostre città, questi attacchi continueranno», ha detto il leader ucraino, temendo che quel voluto riferimento a «una nuova dimensione del conflitto» voglia dire molte altre notti da incubo come quella appena trascorsa.
Il presidente russo, lunedì, stava commentando il bombardamento di Starobilsk, la città ucraina occupata dove il 21 maggio sono arrivati i droni di Kiev — secondo la Russia colpendo un dormitorio e uccidendo 21 ragazzi tra i 18 e i 23 anni, secondo lo Stato maggiore ucraino distruggendo un’unità di dronisti e depositi di munizioni — e in quell’occasione, appunto, ha parlato di nuova fase della guerra, a cui si vede costretto, ha detto, per la profondità raggiunta dagli attacchi ucraini.
Mosca ha rivendicato i raid di ieri, sostenendo però che fossero rivolti solo contro le infrastrutture militari. «Abbiamo sempre detto che preferiamo raggiungere i nostri obiettivi in modo pacifico, ma se l’altra parte continua a rifiutare di partecipare a veri negoziati di pace, allora l’operazione speciale militare continuerà», afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
E tuttavia, più di un’analista militare vede l’inasprimento dell’offensiva come il tentativo di Mosca di riaffermare la propria superiorità, dopo che, nell’ultimo periodo, la Russia ha incassato attacchi alle raffinerie petrolifere e ha visto l’avanzata di terra rallentare fin quasi a fermarsi. «Sebbene gli assalti coi droni e i bombardamenti rimangano costanti, le performance militari sul campo stanno calando», scrive Jack Watling, ricercatore senior del Royal United Services Institute, think tank di Londra. Il negoziato, infine, è fermo: Donald Trump è concentrato a trovare una via di uscita dal pantano mediorientale e un’intesa con l’Iran. Secondo il Washington Post, infatti, l’escalation in Ucraina può servire a spingere la ripresa dei colloqui di pace, appurato che il conflitto non sta andando come Putin sperava.