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Jeffries: “La riscossa dem è iniziata,a novembre la Camera sarà nostra”

(reuters)

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Il capogruppo dell’Asinello guarda con fiducia al voto di midterm: “Dobbiamo strappare solo 6 seggi. Nel 2018 ne prendemmo 40”
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WASHINGTON – Hakeem Jeffries, capo dei democratici al Congresso, resta ottimista: «Alle elezioni di midterm di novembre ci basterà togliere 6 seggi ai repubblicani per conquistare la maggioranza alla Camera e siamo in condizione di riuscirci». Ciò vorrebbe dire che lui a gennaio diventerebbe lo Speaker, riprendendo il posto già ricoperto da Nancy Pelosi come terza carica dello stato in ordine di successione alla Casa Bianca, dopo Trump e il vice Vance. Uno dei motivi è l’Iran: «Il presidente - spiega Jeffries a Repubblica - ormai sta solo cercando di riparare i danni che ha provocato. A questo proposito, devo dire che abbiamo apprezzato molto la posizione ferma presa dalla premier italiana Meloni, tanto sull’Iran, quanto sull’Ucraina».

Cominciamo dal tema più importante per gli elettori nel suo distretto di New York: i Knicks vinceranno il campionato di basket Nba?

«Speriamo. Certamente hanno dimostrato di essere forti e di meritare la finale, possono farcela. Organizzeremo eventi al …

WASHINGTON – Hakeem Jeffries, capo dei democratici al Congresso, resta ottimista: «Alle elezioni di midterm di novembre ci basterà togliere 6 seggi ai repubblicani per conquistare la maggioranza alla Camera e siamo in condizione di riuscirci». Ciò vorrebbe dire che lui a gennaio diventerebbe lo Speaker, riprendendo il posto già ricoperto da Nancy Pelosi come terza carica dello stato in ordine di successione alla Casa Bianca, dopo Trump e il vice Vance. Uno dei motivi è l’Iran: «Il presidente - spiega Jeffries a Repubblica - ormai sta solo cercando di riparare i danni che ha provocato. A questo proposito, devo dire che abbiamo apprezzato molto la posizione ferma presa dalla premier italiana Meloni, tanto sull’Iran, quanto sull’Ucraina».

Cominciamo dal tema più importante per gli elettori nel suo distretto di New York: i Knicks vinceranno il campionato di basket Nba?

«Speriamo. Certamente hanno dimostrato di essere forti e di meritare la finale, possono farcela. Organizzeremo eventi al Congresso per vedere le partite».

Voi democratici restate convinti di poter vincere le midterm di novembre, nonostante l’offensiva dei repubblicani per ridisegnare a loro favore i distretti elettorali?

«Prima che lo facessero, avevamo bisogno di strappare loro tre seggi per conquistare la maggioranza, ora sono saliti a sei. Stavamo meglio prima, ovviamente, ma non è un’impresa impossibile».

Perché?

«Ce lo confermano tanto i sondaggi, quanto l’andamento della raccolta dei finanziamenti elettorali. Poi anche i precedenti storici sono dalla nostra parte».

Si spieghi.

«Nelle elezioni di midterm del 2018, durante il primo mandato presidenziale di Trump, per riconquistare la maggioranza alla Camera avevamo bisogno di strappare ai repubblicani almeno 25 seggi. Alla fine riuscimmo a guadagnarne 40, molti più delle attese. Allora Trump era molto più popolare di adesso, e non c’erano la guerra in Iran, la crisi energetica, l’aumento del prezzo della benzina e l’inflazione in crescita. Sono tutte condizioni che potrebbero favorire un risultato molto significativo».

Se ci fosse un’ondata, potrebbe travolgere i repubblicani anche al Senato?

«È più difficile, perché la distribuzione dei seggi in palio alla Camera alta non ci favorisce, ma non è escluso».

Quanto pesa l’Iran sulle vostre speranze di un’ondata elettorale contro Trump?

«Il presidente è chiaramente alla disperata ricerca di un accordo con Teheran, perché capisce quanto sia impopolare la guerra che ha scatenato e quanto dannosi per lui gli effetti economici, a partire dalla crisi energetica e dall’aumento della benzina. Il problema è che i suoi obiettivi si sono ridotti ormai a rimediare ai danni che ha causato».

A cosa si riferisce?

«Prima della guerra lo Stretto di Hormuz era già aperto a tutti e gli iraniani non si sognavano di bombardare le navi in transito o esigere pagamenti. Ora hanno dimostrato che possono farlo, adesso e in futuro. Sul programma nucleare, poi, sarà una fortuna se riusciremo a tornare ai termini dell’accordo Jcpoa firmato dal presidente Obama. Il rischio molto reale è che, alla fine, la guerra voluta da Trump lascerà l’Iran più forte di prima».

Cosa dovrebbero fare gli alleati europei?

«Devo ammettere - dice Jeffries rovesciando le logiche partitiche - che abbiamo apprezzato molto la posizione ferma presa dalla premier italiana Meloni, tanto sull’Iran, quanto sull’Ucraina. Il suo approccio e quello degli europei alla guerra si è dimostrato giusto. Quanto all’Ucraina, è indispensabile restare determinati nella sua difesa e non indebolire la Nato, nell’interesse di tutto l’Occidente, in particolare ora che la Russia è chiaramente in difficoltà sul piano militare».

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