Nella città delle notti bianche, l’Ucraina ha dato il benvenuto alle delegazioni della “Davos russa” con una pioggia di attacchi a raffinerie e altre infrastrutture, soprattutto militari: da ore San Pietroburgo è paralizzata da sciami di droni che hanno costretto l’aeroporto Pulkovo a restringere fortemente il traffico aereo. Sui canali Telegram si stanno rapidamente diffondendo le immagini di esplosioni al terminale portuale di una raffineria; su molti canali si vedono droni in volo sulla seconda maggiore città russa. E intanto montano le polemiche sulla partecipazione di tedeschi e americani al “Forum economico di San Pietroburgo”, disertato per ovvi motivi dall’intero Occidente dall’inizio della guerra contro l’Ucraina.
Il governatore della regione affacciata sul Mar Baltico, Aleksandr Beglov ha rivelato che gli attacchi ucraini hanno colpito tre diversi distretti, e ha lamentato danni alle infrastrutture e diversi feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, reduce da un altr…
Nella città delle notti bianche, l’Ucraina ha dato il benvenuto alle delegazioni della “Davos russa” con una pioggia di attacchi a raffinerie e altre infrastrutture, soprattutto militari: da ore San Pietroburgo è paralizzata da sciami di droni che hanno costretto l’aeroporto Pulkovo a restringere fortemente il traffico aereo. Sui canali Telegram si stanno rapidamente diffondendo le immagini di esplosioni al terminale portuale di una raffineria; su molti canali si vedono droni in volo sulla seconda maggiore città russa. E intanto montano le polemiche sulla partecipazione di tedeschi e americani al “Forum economico di San Pietroburgo”, disertato per ovvi motivi dall’intero Occidente dall’inizio della guerra contro l’Ucraina.
Il governatore della regione affacciata sul Mar Baltico, Aleksandr Beglov ha rivelato che gli attacchi ucraini hanno colpito tre diversi distretti, e ha lamentato danni alle infrastrutture e diversi feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, reduce da un altro, ennesimo e pesantissimo bombardamento su Kiev, ha confermato che “attacchi a lungo raggio” hanno colpito “obiettivi fondamentali” in Russia, incluso il terminale della raffineria di San Pietroburgo, uno dei più grandi del Paese. Altri target colpiti, secondo Zelensky, sono “obiettivi militari nella base di Kronstadt”, un isola che funge da porto navale vicino alla città. Un video rilanciato dal canale Telegram Nexta mostra un presunto attacco andato a segno contro la corvette Boyky, ormeggiata a Kornstadt.
Ma secondo le stesse autorità russe sarebbero 350 i droni abbattuti da stanotte, tredici mentre volavano verso Mosca. E il leader dei territori occupati dalla Russia nella regione di Donetsk, Denis Pushilin, ha fatto sapere che sette persone sono morte e undici ferite a causa di un drone che ha colpito un bus.
Intanto il Forum che dovrebbe iniziare oggi nella città natale di Vladimir Putin, di cui fu anche vicesindaco, dovrebbe rappresentare una vetrina economica del Paese impegnato da oltre quattro anni a bombardare l’Ucraina. Putin arriva venerdì, ma la kermesse comincia in un clima teso. E non solo per le fiamme altissime e il fumo nero che si alzano dal porto e da altre parti della città. O perché l’unica cosa che cresce, in Russia, flagellata da una perdurante stagnazione, da tassi di interesse alle stelle e da un’inflazione che quest’anno supererà il 5%, è l’industria bellica.
Il punto è che dall’Europa rimbalzano le polemiche su alcuni dei partecipanti alla “Davos russa”. La Germania, ad esempio, ha deciso di tornare al Forum per la prima volta dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina con una delegazione di imprenditori e politici dell’ultradestra Afd. “Come altri grandi Paesi occidentali vogliamo mantenere un ponte economico con la Russia e tutelare i nostri patrimoni che valgono circa 100 miliardi di euro”, si è giustificato il presidente della Camera di commercio tedesco-russa, Matthias Schepp. A San Pietroburgo l’emittente televisiva Ntv ha anche avvistato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, luogotenente degli interessi del Cremlino in Europa da decenni - l’uomo che di recente era stato proposto provocatoriamente da Putin come mediatore sul conflitto in Ucraina.
L’altra grande novità è che dopo la sporadica presenza di qualche imprenditore già nella scorsa edizione, gli Stati Uniti hanno deciso di mandare una delegazione ufficiale. Per la prima volta da quasi un decennio, ha annunciato il fedelissimo di Putin, Yuri Ushakov, gli Usa parteciperanno alla “Davos russa”. A capitanare la delegazione trumpiana sarà il capo della Commissione delle Belle arti, Rodney Cook, supervisore della brutale demolizione dell’ala est della Casa Bianca ordinata da Trump per far spazio a una faraonica sala da ballo. Ma nella città della grande poetessa russa Anna Achmativa sono attesi anche l’influencer Maga Candace Owens e un personaggio assurto su Instagram a simbolo globale della mascolinità tossica, Andrew Tate.