Esplosioni a San Pietroburgo, i droni ucraini colpiscono nel giorno della “Davos russa”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Nella città delle notti bianche, l’Ucraina ha dato ieri il benvenuto alle delegazioni della “Davos russa” con una pioggia di attacchi a raffinerie e altre infrastrutture, soprattutto militari: San Pietroburgo è stata paralizzata dalla notte di martedì da sciami di droni che hanno costretto l’aeroporto Pulkovo a chiudere per qualche ora. Sui canali Telegram si sono rapidamente diffuse le immagini di esplosioni al terminale portuale di una raffineria; su molti canali si vedevano droni in volo sulla seconda maggiore città russa. Nelle stesse ore in Europa montavano le polemiche sulla partecipazione di tedeschi e americani al “Forum economico di San Pietroburgo”, disertato per ovvi motivi dall’intero Occidente dall’inizio della guerra contro l’Ucraina. Alcune immagini mostravano le delegazioni in cammino verso il Forum con enormi nuvoloni neri delle esplosioni sullo sfondo.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, reduce da due giorni di ennesimi, pesanti bombardamenti su …
BERLINO – Nella città delle notti bianche, l’Ucraina ha dato ieri il benvenuto alle delegazioni della “Davos russa” con una pioggia di attacchi a raffinerie e altre infrastrutture, soprattutto militari: San Pietroburgo è stata paralizzata dalla notte di martedì da sciami di droni che hanno costretto l’aeroporto Pulkovo a chiudere per qualche ora. Sui canali Telegram si sono rapidamente diffuse le immagini di esplosioni al terminale portuale di una raffineria; su molti canali si vedevano droni in volo sulla seconda maggiore città russa. Nelle stesse ore in Europa montavano le polemiche sulla partecipazione di tedeschi e americani al “Forum economico di San Pietroburgo”, disertato per ovvi motivi dall’intero Occidente dall’inizio della guerra contro l’Ucraina. Alcune immagini mostravano le delegazioni in cammino verso il Forum con enormi nuvoloni neri delle esplosioni sullo sfondo.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, reduce da due giorni di ennesimi, pesanti bombardamenti su Kiev che hanno provocato 20 morti e 120 feriti, ha confermato che «attacchi a lungo raggio» hanno colpito «obiettivi fondamentali» in Russia, incluso il terminale della raffineria di San Pietroburgo, uno dei più grandi del Paese. Altri target colpiti, secondo Zelensky, sono «obiettivi militari nella base di Kronstadt», un isola che funge da porto navale vicino alla città.
Per ammissione delle stesse autorità russe sono stati centinaia i droni ucraini abbattuti, 13 mentre volavano verso Mosca. E la “punizione” per i colpevoli, ha avvertito il portavoce, Dmitri Peskov, sarà «inevitabile».
Intanto il Forum iniziato ieri nella città natale di Vladimir Putin, di cui fu lo zar fu anche vicesindaco, e che vuole essere una vetrina economica del Paese impegnato da oltre quattro anni a distruggere l’Ucraina, è cominciato in un clima teso. E non solo per le fiamme altissime che si alzavano dal porto e da altre parti della città. O perché l’unica cosa che cresce a dismisura in Russia, flagellata da una perdurante stagnazione, da tassi di interesse alle stelle e da un’inflazione che quest’anno supererà il 5%, è l’industria bellica.
Il punto è che dall’Europa rimbalzano le polemiche su alcuni dei partecipanti alla “Davos russa”. La Germania ha deciso di tornare al Forum per la prima volta dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina con una delegazione di imprenditori e politici dell’ultradestra Afd. «Come altri grandi Paesi occidentali vogliamo mantenere un ponte economico con la Russia e tutelare i nostri patrimoni che valgono circa 100 miliardi di euro», si è giustificato il presidente della Camera di commercio tedesco-russa, Matthias Schepp. A San Pietroburgo l’emittente televisiva Ntv ha anche avvistato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, luogotenente degli interessi del Cremlino in Europa da decenni.
L’altra novità è che dopo la sporadica presenza di qualche imprenditore già nella scorsa edizione, gli Usa hanno deciso di mandare una delegazione ufficiale. Per la prima volta da quasi un decennio, ha annunciato il fedelissimo di Putin, Yuri Ushakov, gli Usa parteciperanno alla “Davos russa”. A capitanare la delegazione sarà il capo della Commissione delle Belle arti, Rodney Cook, ma nella città della grande poetessa Anna Achmatova sono attesi anche l’influencer Maga Candace Owens e l’uomo assurto a simbolo globale della mascolinità tossica, Andrew Tate.