Francia, il caso della bimba uccisa dal pedofilo che fa tremare lo Stato: il sospettato era già noto
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI — Lyhanna, 11 anni, lunghi capelli castani, era stata vista per l’ultima volta una settimana fa, davanti alla sua scuola media a Fleurance, cittadina nel sud-ovest della Francia. Il suo corpo è stato ritrovato giovedì in una fattoria abbandonata, non lontano dal luogo della scomparsa. L’autopsia ha confermato che si tratta della bambina, ma gli esperti non sono ancora in grado di indicare le cause della morte. Il caso però intanto si è già trasformato in uno scandalo di Stato perché il principale sospettato è un uomo che era stato denunciato per aggressioni sessuali su minorenni e non era stato né fermato né processato.
Jérôme Barella, 41 anni, padre di due figli, ora incarcerato, conosceva Lyhanna perché la bambina era amica di sua figlia. Nel corso degli ultimi giorni è emerso un quadro inquietante, segnato da diverse denunce e segnalazioni, tra il 2022 e il 2025, in particolare per stupro di una minorenne. La prima denuncia era stata archiviata, la seconda risultava ancora p…
PARIGI — Lyhanna, 11 anni, lunghi capelli castani, era stata vista per l’ultima volta una settimana fa, davanti alla sua scuola media a Fleurance, cittadina nel sud-ovest della Francia. Il suo corpo è stato ritrovato giovedì in una fattoria abbandonata, non lontano dal luogo della scomparsa. L’autopsia ha confermato che si tratta della bambina, ma gli esperti non sono ancora in grado di indicare le cause della morte. Il caso però intanto si è già trasformato in uno scandalo di Stato perché il principale sospettato è un uomo che era stato denunciato per aggressioni sessuali su minorenni e non era stato né fermato né processato.
Jérôme Barella, 41 anni, padre di due figli, ora incarcerato, conosceva Lyhanna perché la bambina era amica di sua figlia. Nel corso degli ultimi giorni è emerso un quadro inquietante, segnato da diverse denunce e segnalazioni, tra il 2022 e il 2025, in particolare per stupro di una minorenne. La prima denuncia era stata archiviata, la seconda risultava ancora pendente e l’uomo non era stato neppure convocato dalla magistratura. La prima a denunciare le gravi carenze è stata la famiglia di Lyhanna, parlando di «grave disfunzionamento» nei servizi dello Stato.
«È chiaro che c’è stata una disfunzione ed è inaccettabile», ha dichiarato Emmanuel Macron dal Montenegro, a margine del vertice europeo. Per il presidente francese serve «risposta, fermezza, organizzazione e responsabilità». «Abbiamo un sistema collettivo, dal sistema giudiziario ai servizi di tutela dei minori, che necessita ancora di miglioramenti», ha riconosciuto Macron, esprimendo «la solidarietà e l’affetto dell’intera nazione» alla famiglia di Lyhanna. «Dobbiamo chiarire cosa è successo a Lyhanna, alla sua famiglia e potenzialmente a tutte le altre vittime».
Anche il Guardasigilli, Gérald Darmanin, ammette «disfunzioni schiaccianti e inaccettabili dei servizi dello Stato» e ha chiesto scusa alla sua famiglia e al popolo francese «giustamente scioccato e terrorizzato da constatare tali fallimenti», mentre il primo ministro Sébastien Lecornu si è detto «scioccato». Il capo del governo ha riunito ieri per oltre due ore i ministri competenti per fare il punto su una vicenda che sta suscitando una forte emozione, mettendo in luce la difficoltà di fermare la pedocriminalità. Al centro degli interrogativi ci sono anche le difficoltà operative del tribunale di Auch, a circa un’ora da Tolosa, «alle prese con una carenza di giudici e cancellieri, nonché con ripetuti malfunzionamenti informatici», come denunciato in diverse interrogazioni parlamentari.
Lecornu ha chiesto che le prime conclusioni dell’inchiesta amministrativa entro quindici giorni. Il Guardasigilli ha convocato tutti i procuratori generali. Éric Mouzin, padre di una bambina uccisa dal serial killer Michel Fourniret, definisce «surreale» che i ministri dell’Interno e della Giustizia facciano finta di scoprire solo ora l’esistenza di malfunzionamenti nei loro ministeri. Il dramma di Lyhanna accende lo scontro politico in un clima già segnato dalla pre-campagna per le presidenziali del 2027. Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, accusa lo Stato di aver «gravemente fallito». Ancora più duro Bruno Retailleau, presidente dei Républicains e candidato all’Eliseo. «Il nostro sistema deve essere riformato radicalmente». Anche Édouard Philippe, ex premier e candidato all’Eliseo, invoca nuove «procedure accelerate» contro i pedocriminali. I magistrati si difendono spiegando che c'è una mancanza di mezzi rispetto a denunce aumentate grazie a una maggiore consapevolezza delle vittime e dei familiari. Una giustificazione che non basterà alla famiglia Lyhanna. Una marcia bianca è prevista domani nel villaggio di Fleurance.