Leone XIV in Spagna: “No all’identitarismo, la sicurezza non viene da armi e muri”
dal nostro inviato Iacopo ScaramuzziMADRID – Abbandonare “le narrazioni divisive e polarizzanti”, evitare le “sterili semplificazioni”, rifuggire gli “approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici”, non cadere nell’illusione che la sicurezza “venga dalle armi e dai muri”. Nel suo primo discorso in Spagna, papa Leone XIV pronuncia un discorso agli antipodi del sovranismo nazionalista, e, allargando lo sguardo all’Europa intera, ricorda i secoli passati nei quali – prima che i cattolicissimi sovrani Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona li cacciassero, nel 1492 – musulmani ed ebrei vissero insieme ai cristiani e collaborarono con loro nella penisola iberica ed elogia l’impegno della Spagna per il multilateralismo e l’integrazione europea.
Il dibattito politico in Spagna
Il Pontefice nato a Chicago è arrivato in Spagna mentre il dibattito politico è surriscaldato. Il presidente del Governo Pedro Sanchez si trova nel mezzo di una bufera politica che ha investito i…
MADRID – Abbandonare “le narrazioni divisive e polarizzanti”, evitare le “sterili semplificazioni”, rifuggire gli “approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici”, non cadere nell’illusione che la sicurezza “venga dalle armi e dai muri”. Nel suo primo discorso in Spagna, papa Leone XIV pronuncia un discorso agli antipodi del sovranismo nazionalista, e, allargando lo sguardo all’Europa intera, ricorda i secoli passati nei quali – prima che i cattolicissimi sovrani Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona li cacciassero, nel 1492 – musulmani ed ebrei vissero insieme ai cristiani e collaborarono con loro nella penisola iberica ed elogia l’impegno della Spagna per il multilateralismo e l’integrazione europea.
Il dibattito politico in Spagna
Il Pontefice nato a Chicago è arrivato in Spagna mentre il dibattito politico è surriscaldato. Il presidente del Governo Pedro Sanchez si trova nel mezzo di una bufera politica che ha investito il suo partito socialista, accusato di corruzione, il partito di estrema destra Vox spera in elezioni anticipate per tentare di andare al governo tramite un’alleanza con il Partido Popular. Ad ascoltarlo, nel palazzo reale, sono presenti tra gli altri Sanchez, i suoi predecessori Aznar e Rajoy del partito popolare, e il leader di Vox Santiago Abascal.
“Vengo tra voi a confermare, incoraggiare, ispirare una rinnovata fedeltà dei credenti al Vangelo e una più profonda riconciliazione e cooperazione fra le diverse anime di questa Nazione”, ha detto il Papa nel discorso alle autorità spagnole nel palazzo reale di Madrid. “Proprio la sua storia, infatti, suggerisce che non la cultura dello scontro, ma quella dell’incontro genera stabilità e prosperità”.
“Oggi”, ha detto il Papa, “la tentazione di guadagnare popolarità soffiando sul fuoco delle polarizzazioni sembra crescere, invece di diminuire; la dignità umana non cessa di essere violata. Allora abbiamo bisogno di cultura, di interiorità, di educazione libera e di qualità, di trascendenza”.
L’invito ad abbandonare narrazioni divisive
“Invito tutti, per amore di verità, ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti della vostra realtà sociale e della sua storia”, ha detto Prevost, “per passare dalle sterili semplificazioni all’apprezzamento fecondo della complessità. Vedo qui una specifica vocazione dell’Europa, di cui la Spagna è protagonista originale e fondamentale. È il dono che il Vecchio Continente può fare al mondo se vuole rimanere giovane, come giovane è chi sente di avere un futuro e una missione che interpellano ancora. Apprezzare la complessità e studiarla, imparare a non negarla e ad abitarla come benedizione, rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma”, ha notato Leone, “popolano il mondo di fantasmi e di nemici: ecco il compito di chi ha una grande storia alle spalle”.
Per il Papa, “occorre, specialmente da parte di chi ha responsabilità economiche, politiche e istituzionali, un salto di qualità, un’inversione di rotta negli investimenti su scuola, università e ricerca, sulle comunità locali e sulla società civile come vivaio di partecipazione e di mediazione culturale. La sicurezza, che troppo spesso ci illudiamo venga dalle armi e dai muri, matura piuttosto nell’imparare a fare strada con l’altro, a crescere insieme, fianco a fianco. Lo testimonia la vostra stessa storia. La presenza dell’islam nella Penisola iberica, ad esempio, costituì una realtà politica, culturale e religiosa di lunga durata”, ha ricordato Prevost: “Durante quel periodo non vi fu soltanto confronto, si cercò di creare uno spazio di contatto, conversazione e dialogo sul senso della verità tra cristiani, musulmani ed ebrei”.
Il messaggio alle autorità spagnole
Il Papa, che nel suo primo discorso in Spagna ha citato in particolare tre santi spagnoli, Giovanni della Croce, Teresa d’Avila e Ignazio di Loyola, ha concluso il discorso rivolgendosi così alle autorità spagnole: “Maestà, Altezze Reali, Signore e Signori, esprimo apprezzamento al vostro Paese per la sua fedeltà al diritto internazionale e al multilateralismo, che si traduce in un attivo impegno per la pace e la solidarietà fra i popoli. Al tempo stesso, incoraggio a coltivare anche al suo interno il dialogo e l’amicizia sociale, a tenere conto del punto di vista dei poveri e dei giovani nell’immaginare il futuro, a volgere in positiva armonia le istanze di autonomia e quelle di unità, a favorire il processo di unione europea, non in contrapposizione ad altre potenze, ma come dono per l’intera famiglia umana”.
Bagno di folla
Leone XIV è stato accolto al palazzo reale con gli onori militari da re Filippo VI, la regina Letizia e le due figlie, Leonor e Sofia. Dopo i 21 colpi di cannone tradizionali e l’esecuzione degli inni, il Papa affiancato dal sovrano ha passato in rassegna una rappresentanza delle forze armate spagnole. A salutarlo, tra gli altri, erano presenti il permier Sanchez, accompagnato dalla moglie Begona, e la presidente della comunità di Madrid Isabel Diaz Ayuso, stella nascente del partito popolare ricevuta soli pochi giorni fa dal Papa in Vaticano. Dopo l’incontro con le autorità, il Papa, che già era stato accolto da piccole folle festanti lungo la strada dall’aeroporto al palazzo reale, è salito a bordo di una “papamobile” ed ha percorso le strade del centro di Madrid salutato da applausi, grida e coretti di “viva il Papa”. Leone ha fatto fermare la vettura per accarezzare e benedire un bambino. La prima giornata spagnola del Papa proseguirà questa sera alle 18 con la visita al centro Cedia 24 Horas per senza-tetto gestita dalla Caritas madrilena e alle 20 con una veglia di preghiera con i giovani cattolici spagnoli a Plaza de Lima.
Il discorso sull'aereo: "In Iran non è una guerra giusta"
A bordo del volo da Roma a Madrid il Papa è tornato a criticare l'intervento militare statunitense e israeliano in Iran, spiegando che non può essere classificato come "guerra giusta", categoria, aveva spiegato nella recente enciclica Magnifica Humanitas, che la Chiesa deve superare. Leone si è detto preoccupato per la situazione in Libano e la prosecuzione della guerra in Ucraina.
Per quanto riguarda l'Iran, ha detto Prevost interpellato dai giornalisti al seguito, "credo che sia già stato dichiarato con molta chiarezza: che viene meno li, in questo caso, il criterio per definirla una guerra giusta. Il problema", ha spiegato, "è che la teoria della guerra giusta arriva da secoli addietro. Noi si era mai immaginato che le armi, la capacità dell'uomo di oggi potesse distruggere, come del resto spiego bene nella enciclica". Leone ha poi dichiarato di essere in contatto con i leader religiosi che ha incontrato in Libano. “Stiamo cercando una risposta. La situazione è molto complessa", ha detto.
Spagna, il Papa in volo parla dei giovani e della 'concorrenza' dei concerti di Bad Bunny
Quanto all'invito del presidente ucraino Volodymir Zelensky per una trattativa di pace che è stato rifiutato dal presidente russo Vladimir Putin, "il messaggio dell’enciclica", ha ricordato Leone, è "promuovere i negoziati che si stavano almeno facendo", però, ha proseguito il Papa, "veramente bisogna spingere per arrivare a una conclusione della violenza e della guerra e trovare una soluzione. Troppe vite ormai stanno morendo, bisogna arrivare a una conclusione della violenza e della guerra”.
"Sono preoccupato per l’Ucraina", ha detto ancora il Papa: "Ogni volta la situazione peggiora. Adesso anche negli Stati Uniti alcuni vogliono dare il loro appoggio. Sono già quattro anni e mezzo. Occorre trovare una soluzione".
Al cronista spagnolo che gli domandava degli abusi sessuali del clero, Leone ha detto: "È una ferita ancora aperta". Il Papa ha poi confermato che nel corso del soggiorno in Spagna incontrerà alcune vittime, sottolineando che purtroppo è impossibile ricevere tutte quelle che lo desiderano. Prevost ha anche rimarcato che nella sua vita in tutti luoghi dove è stato ha sempre lottato contro questo problema e continuerà a farlo.
Il tifo per gli Usa ai mondiali
Spagna, Leone XIV: "Il Papa tifa tutte le squadre, ma Prevost per il Real Madrid"
A un cronista di una testata statunitense che gli ha domandato se sosterrà la squadra a stelle e strisce durante i mondiali di calcio, Prevost ha detto che senz'altro farà il tifo ma non sa quante partite riuscirà a vedere. Alla giornalista messicana che gli ricordava che in passato aveva spiegato che tra Perù e Stati Uniti avrebbe tifato Perù, Prevost ha risposto che a questi mondiali “non c’è il Perù e neanche l’Italia, ma ci sono paesi piccoli: vedrò”. Il mondiale, ad ogni modo, dovrebbe essere “un fattore di unità”. Quanto alla partita tra Real Madrid e Barça, "il Papa è per tutte le squadre, ma Prevost è per il Real Madrid".
Il Papa ha anche scherzato sul fatto che in questi giorni a Madrid c’è anche il noto cantante portoricano Bad Bunny. Parlando della crescita della fede tra i giovani spagnoli registrata da alcune statistiche, Prevost ha commentato: “Se si domanda loro se vogliono andare a vedere Bad Bunny o il Papa, penso che molti diranno Bad Bunny. Ma alcuni diranno il Papa, e questo non è poco”.
Veglia con 600mila giovani
La sera il Papa ha presieduto una veglia a Plaza de Lima con i giovani. La sala stampa della Santa Sede ha riferito che secondo le autorità locali erano presenti 600mila ragazzi. Nel tardo pomeriggio Leone aveva visitato un centro per senza-tetto gestito dalla Caritas madrilena, Cedia 24 Horas. Tra gli ospiti della struttura, diversi migranti che hanno testimoniato la loro esperienza ed hanno regalato al Papa un simbolico permesso di soggiorno. "Anche i cristiani, in tante occasioni, si lasciano contagiare da atteggiamenti segnati da ideologie mondane o da orientamenti politici ed economici che portano a ingiuste generalizzazioni e a conclusioni fuorvianti”, ha detto Prevost: “Il fatto che l'esercizio della carità risulti disprezzato o ridicolizzato, come se si trattasse della fissazione di alcuni e non del nucleo incandescente della missione ecclesiale, mi fa pensare che bisogna sempre nuovamente leggere il Vangelo, per non rischiare di sostituirlo con la mentalità mondana”.