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La svolta dei tre big d’Europa sull’Ucraina: “Vertice a Londra per negoziare”

(afp)
Domani Starmer riceve Macron e Merz insieme Volodymyr: “Costruire un dialogo per la pace”
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BERLINO – Mentre Vladimir Putin si esibisce nel solito minuetto di aperture, chiusure, giravolte e mistificazioni, l’Europa ha capito che si deve svegliare. Nei giorni scorsi da Berlino erano rimbalzate indiscrezioni sulla volontà di Friedrich Merz, Emmanuel Macron e Keir Starmer di sfruttare il rodato formato E3 per tentare di rientrare nel negoziato sulla guerra in Ucraina, dopo l’abbandono di Trump. Ieri è arrivata la conferma ufficiale: domani i tre si vedranno a Londra e incontreranno anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Scopo dell’E3: «Proseguire nel loro stretto coordinamento sulla nostra agenda condivisa per il supporto all’Ucraina e per aumentare le pressioni contro gli sforzi bellici della Russia», come ha spiegato ieri l’Eliseo in una nota.

Dopo la cauta apertura di due giorni fa dello zar a un’interlocuzione con l’Europa e Zelensky - smentita poi ieri - Merz ha ricordato che «ciò che manca è la disponibilità di Putin». Ma intanto i tre leader europei intendono s…

BERLINO – Mentre Vladimir Putin si esibisce nel solito minuetto di aperture, chiusure, giravolte e mistificazioni, l’Europa ha capito che si deve svegliare. Nei giorni scorsi da Berlino erano rimbalzate indiscrezioni sulla volontà di Friedrich Merz, Emmanuel Macron e Keir Starmer di sfruttare il rodato formato E3 per tentare di rientrare nel negoziato sulla guerra in Ucraina, dopo l’abbandono di Trump. Ieri è arrivata la conferma ufficiale: domani i tre si vedranno a Londra e incontreranno anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Scopo dell’E3: «Proseguire nel loro stretto coordinamento sulla nostra agenda condivisa per il supporto all’Ucraina e per aumentare le pressioni contro gli sforzi bellici della Russia», come ha spiegato ieri l’Eliseo in una nota.

Dopo la cauta apertura di due giorni fa dello zar a un’interlocuzione con l’Europa e Zelensky - smentita poi ieri - Merz ha ricordato che «ciò che manca è la disponibilità di Putin». Ma intanto i tre leader europei intendono stabilizzare un formato che sia capace di intavolare in ogni momento un negoziato diretto: «Siamo pronti a parlare ed è ovvio che gli europei debbano essere presenti al tavolo», ha sottolineato il cancelliere. Il presidente francese gli ha fatto eco: «È il momento di guardare al futuro» e «riorganizzare un dialogo per costruire il cessate il fuoco e la pace». Macron insiste da tempo per riaprire un filo diretto con il Cremlino. Ma a Berlino hanno accolto con irritazione la sua iniziativa, tempo fa, di mandare Emmanuel Bonne a Mosca, sfociata in una missione fallita. Il senso dell’E3 è proprio quello di blindare un formato snello che dia la certezza che nessuno tenti fughe in avanti o sia costretto a scartare per motivi di politica interna.

Gli europei sono convinti che Putin sia finito in un pantano sul fronte ucraino e che la sua posizione si sia politicamente infragilita con il cambio di regime in Ungheria. L’autocrate filorusso Viktor Orbàn gettava continuamente sabbia nell’ingranaggio europeo, rallentando o annacquando ogni decisione volta ad aumentare le pressioni su Mosca come le sanzioni o gli aiuti all’Ucraina. Le prime mosse del suo successore, Peter Magyar, hanno consentito all’Europa di riacquistare compattezza.

La Russia, questa l’impressione ai piani alti delle cancellerie europee, si sta infilando inoltre in un vicolo cieco. Sul fronte orientale dell’Ucraina le truppe dell’armata russa non avanzano più da un pezzo, e gli eventi in Crimea degli ultimi giorni dimostrano che la controffensiva ucraina sta segnando anche qualche discreto successo. E intanto i colpi in profondità della Russia sferrati da Kiev vanno a segno e alimentano sempre più l’impressione, tra gli sherpa europei, che Mosca non abbia abbastanza sistemi difensivi per respingerli ancora a lungo. A Berlino pensano anche che la tensione interna alla Russia stia aumentando: i blocchi di internet delle scorse settimane stanno facendo innervosire gli imprenditori, impossibilitati a piazzare ordini e fare affari. E ieri persino lo zar ha ammesso da San Pietroburgo che «l’attuale crescita economica è bloccata».

Se un negoziato con Mosca dovesse concretizzarsi, il trio punta, intanto, a reiterare la richiesta di un cessate il fuoco lungo l’attuale linea del conflitto. Merz, Macron e Starmer non hanno alcuna intenzione di cedere all’ostinata richiesta di Putin di riconoscergli l’intero Donbass. E a Berlino pensano anche che se si congelasse il conflitto lungo l’attuale linea del fuoco, grazie alla mostruosa macchina propagandistica di cui dispone, Putin riuscirebbe comunque a vendersi l’accordo come una vittoria.

Gli americani, nelle intenzioni del trio, dovranno continuare a essere coinvolti: difficile, ad esempio, progettare le necessarie garanzie di sicurezza per gli ucraini senza di loro. Ma intanto il premier britannico Keir Starmer, confermando precedenti rapporti usciti in Germania e trapelati da dossier riservati della Nato, avverte: entro 4 anni la Russia potrebbe attaccare un Paese dell’Alleanza atlantica. Un motivo in più per intavolare, finalmente, un negoziato con Mosca.

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